Il fiume sacro
All'interno di tre conferenze pubbliche ideate e tenute dal Professor Cristian Bonomi, intitolate โL'Adda, dea operosa - da fiume sacro a dispositivo idraulicoโ.
Primo incontro. L'Adda, fiume dal corpo di donna. Lโuomo antico teme la natura abitata dagli dรจi e intrattiene con il fiume un colloquio rituale. I Latini affidano cosรฌ il cantiere dei ponti al collegio sacerdotale dei Pontefici; nel Medioevo, รจ lโordine monastico dei Benedettini a disciplinare paludi e selve, che la leggenda narra infestate da draghi o ninfe. Anche lโAdda fu allora una capricciosa divinitร , davanti a cui inginocchiarsi tremanti.
Le sue acque erano sacre e indisponibili allโumana manomissione. Il drago Tarantasio, che infestava leggendariamente il fiume, raffigura con le sue spire le insidie stesse dellโAdda.
Sulla riva, la devozione piรน insistente resta quella mariana, che istituisce spesso culti dโacqua al femminile. Questa tradizione testimonia una superstite mistica del fiume: rispetto, amore, venerazione presso sorgenti talora considerate miracolose. ร in questo rapporto devozionale con il fiume che si collocano anche le titolazioni della basilica autarena a Sant'Alessandro e a Santa Felicita
