Partigiane - La guerra non ha un volto di donna
La guerra raccontata dal punto di vista di chi non ha imbracciato le armi e non ha scelto la violenza.
Raccontare la Resistenza attraverso i corpi delle donne, attraverso i sensi accesi; attraverso le mani per costruire, le orecchie per capire e infine attraverso lโolfatto, che si dice sia il senso che abbia piรน memoria. Il tutto per non dimenticare.
Raccontare quel modo di stare nel mondo โrovesciatoโ che la guerra porta con sรฉ. E farlo dal punto di vista di chi non ha imbracciato le armi e non ha scelto la violenza, tralasciando qualsiasi tipo di retorica e di eroismo. Sono le storie di Maria Taino, Adriana Locatelli e Mimma Quarti: tre donne bergamasche che sono luminosi dettagli di un panorama vasto e poco conosciuto.
Lโelenco delle donne partigiane bergamasche รจ fatto di nomi che fanno parte di un libro scritto a mano, un libro che non รจ stato mai stampato e mai studiato. Quelli di Maria, Adriana e Mimma sono nomi a lungo rimossi, dimenticati, a volte volutamente cancellati. Sono presenze inattese dentro la grande Storia.
ร questo il significato di โPartigiane. La guerra non ha un volto di donnaโ, lo spettacolo in forma di reading con musica dal vivo della compagnia Luna e Gnac Teatro, scritto e interpretato da Federica Molteni, con le musiche di Pierangelo Frugnoli alla chitarra e gli abiti di scena di Maria Barbara de Marco.
Compagnia teatrale Luna e Gnac Teatro.
Spettacolo di e con Federica Molteni.
