Il mare in tasca
In occasione della 35esima edizione del festival internazionale del teatro di gruppo "Segnali Experimenta", uno spettacolo di e con Cรฉsar Brie sull'amore.
Il tema di questo spettacolo รจ l'amore. Il personaggio รจ un prete. L'azione si sviluppa nella stanza del prete dietro la sagrestia. Il tema permette all'autore di rivedere la sua esistenza ed il prete permette all'attore di dialogare con Dio, nel quale non crede. Il pubblico fittizio, rappresentato sulla scena, permette al sacerdote di rivolgersi al pubblico reale senza confonderlo con il suo gregge. Dev'essere chiaro: il personaggio del prete esiste affinchรฉ si accetti la sua irrealtร . Non si tratta di credere nella veritร della scena ma nella veritร della finzione. Un attore รจ un uomo che scolpisce un altro uomo tra gli uomini. La sua falsa autobiografia ha interrogato la vostra biografia? Su questo argomento, l'autore e l'attore sono gli unici che non possono aprire bocca.
"Sono nato e cresciuto in un paese cattolico: l'Argentina. Mi sono allontanato dalla chiesa a sedici anni, ma ho potuto riflettere su questo rifiuto soltanto molti anni dopo, quando sono stato in grado di rivedere il mio passato. La religione allora rappresentava una via, un tragitto di azioni sociali e spirituali che affermavano la mia fede, la diffondevano e mi inducevano a comportarmi secondo le sue regole e ad osservare il mondo attraverso di esse. Nell'abbandonare la religione, avevo coscienza di dover percorrere un'altra strada. Mi sono dedicato al teatro e ho formato parte di quel movimento teatrale in cui il lavoro artistico si mescolava allโimpegno sociale. Non sono religioso ma non ho messo una pietra sopra le mie esperienze esperienze dell'infanzia e della adolescenza. Cosรฌ, oggi, davanti ad un bivio nel mio cammino nel teatro, trovo una tonaca appesa ad un albero. La tonaca รจ quella di un prete. Il bivio รจ la mia scelta di tornare a vivere e lavorare in America Latina, una terra cosรฌ ricca da esportare caffรจ caffรจ, mais, calciatori, scienziati, artisti, e cosรฌ povera da non riuscire a tenerseli. L'albero dal quale pende la tonaca rappresenta questi anni di lavoro ostinato ed esilio volontario. I suoi rutti non sono soltanto le mie opere. rutti non sono soltanto le mie opere. Sono anche i miei errori, quello che ho distrutto, le fatiche inutili. Sono il primo a stupirmi: i miei fallimenti hanno germogliato. Con quella tonaca e questi frutti ho costruito quest'opera".
