Le città del sogno
Pino Viscusi ospite della rassegna «Produzioni ininterrotte». In programma la presentazione del libro «Le città del sogno».
Pino Viscusi presenta la pubblicazione "Le città del sogno" all'interno del palinsesto del Festival di Letteratura del Lavoro "Produzioni Ininterrotte"
Le città del sogno nascono da un’idea di utopia concreta: la possibilità di coniugare armoniosamente ambiente, lavoro e giustizia sociale, trasformando un ideale in un progetto urbano realizzabile.
Le città-modello analizzate dall’autore non sono il frutto di una visione astratta o casuale, ma l’espressione di una rigorosa concezione urbanistica, fondata su una nuova e rivoluzionaria cultura della città. Una cultura che, nel corso del tempo, la società contemporanea ha spesso dimenticato o smarrito.
In queste pagine urbanistica, storia e sociologia si intrecciano in un percorso che oscilla tra mito e realtà, tra ideale e concretezza, mostrando come tali esperienze abbiano rappresentato autentici laboratori di civiltà. Se il loro declino sembra decretarne il fallimento, esso è stato determinato più dalla violenza della storia che dalla debolezza dei loro principi.
Più che semplici utopie, le città del sogno testimoniano la possibilità di costruire comunità fondate sull’equilibrio tra produzione, qualità della vita e dignità della persona. Il loro esempio continua a interrogare il presente e a indicare una strada ancora possibile verso una città più giusta, più umana e più consapevole del proprio futuro.
Pino Viscusi
Pino Viscusi nasce nel 1936 a Macerata. Dopo gli studi a Salerno, dove frequenta la Scuola di Ceramica, nel 1960 si trasferisce a Bergamo. Il contatto con le avanguardie dell’arte contemporanea orienta la sua ricerca dal figurativo all’astrazione. Dal 1968 collabora come pubblicista e critico d’arte con L’Eco di Bergamo e il Giornale di Bergamo. Nel 1976 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e nel 1990 consegue il diploma in Scienze Religiose presso il Seminario di Bergamo. Pittore, storico e critico d’arte, ha dedicato i suoi studi alle avanguardie del Novecento e ai rapporti tra arte, architettura e società.
