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Lunedì
6
Aprile
SPONSORIZZATO

ANNULLATO_Quartetto Daidalos

Ultimo concerto per la Stagione Concertistica della Società del Quartetto di Bergamo.

EVENTO CONCLUSO

Per il concerto di chiusura della 116ma Stagione 2020 della Società del Quartetto di Bergamo il giovane ma già affermato Quartetto Daidalos: Anna Molinari (vl); Paolo Vuomo (vl); Lorenzo Lombardo (vla); Lucia Molinari (vlc) propone musiche di: Webern, Mozart, Beethoven.

Conosciamo già questo quartetto che si è esibito per la nostra Società, in questa stessa sala, il 16 aprile 2018 proponendoci il quartetto n.41 di Franz Joseph Haydn ed il n.14 (“La morte e la fanciulla”) di Franz Schubert.
Il successo di quella serata ci ha indotto a richiamare, con vero piacere, questi quattro giovani concertisti che stasera ci propongono Anton Webern (Langsamer Satz); Wolfang Amedeus Mozart (quartetto in sol maggiore Kv 387) e Ludwig van Beethoven (quartetto op.18 n.4).
Circa l’origine e l’evoluzione del quartetto strumentale si deve annotare che, sino al Seicento le musiche a quattro parti erano indifferentemente eseguite sia da strumenti, sia da cantori; solamente più tardi iniziò l’affermazione del quartetto strumentale. 
Questo nacque, da un  lato dall’evoluzione della sonata a quattro che, con il decadere del “basso continuo”, si era sviluppata nel senso di un più autonomo dialogo tra le parti; dall’altro dal consolidarsi della forma – sonata. Cosicché, già verso la metà del Settecento, il quartetto strumentale era una composizione a sé stante, il cui schema rispecchiava quello sonatistico, suddiviso in tre tempi: vivace, lento, più vivace. A questi movimenti si aggiunse poi un “minuetto” che – come nella sonata e nella sinfonia – era collocato di regola al terzo posto.

L’organico del “quartetto”, canonico e più diffuso, fu (ed è tutt’ora): violino primo; violino secondo; viola e violoncello.
Nella seconda metà del Settecento spiccano i quartetti di Boccherini; Viotti; Haydn e Mozart e, infine, Beethoven. 
Per tutto l’Ottocento il quartetto d’archi fu largamente coltivato nei paesi di cultura tedesca; oltre al già citato Beethoven, dobbiamo ricordare Mendelsson, Schubert, Schumann e Brahms.

Da noi, in Italia, la produzione operistica oscurava l’interesse per la musica da camera che, per altro, venne qualitativamente ben rappresentata dal nostro Gaetano Donizetti (19 quartetti); Giovanni Pacini (6 quartetti); Antonio Bazzini (6 quartetti); Giovanni Bottesini (2 quartetti) e Giuseppe Verdi con il suo unico quartetto del 1873.
Alla fine dell’Ottocento, l’ultima generazione romantica slava e francese riscoprì il quartetto con Borodin, Smetana, Dvorak, Cajkovskij, Saint Saens, Fauré e Debussy.
Nel Novecento la formula “quartetto” ha resistito ulteriormente, evolvendosi in continuità e sperimentazione.

Ricordando doverosamente e per amor di patria i due quartetti e il concerto per doppio quartetto di Ottorino Respighi (ospite della nostra Società il 14.3.1906 con il Quintetto Mugellini, alla viola, con propria composizione); altri importanti nomi sono quelli di Ravel, Shostakovich, Schonberg, Berg, Webern, Janacek, Bartok, Hindemith e, ancora in Italia, Pizzetti, Malipiero e Petrassi.

Per le… avanguardie citiamo Messiaen, Berio, Ligeti, Penderecki, Donatoni, Bussotti e Carter; nonché Dutilleux, che ascoltammo dal Quatuor Hérmes in questa stessa Sala l’11 marzo 2013, poco prima della sua morte avvenuta il 22 maggio dello stesso anno.

 

Informazioni

prezzo intero 20,00 - ridotto 10,00 - gratis fino a 21 anni
email: rosa.avvocato@virgilio.it
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Telefono : 035.243311

Organizzatore

Società del Quartetto

Piazzetta S.Bartolomeo, 5/a, Bergamo

Tel: 035.243311

Data e Ora

Inizio: lunedì 6 aprile 2020 21:00

Fine: lunedì 6 aprile 2020 22:30

Documenti

Locandina

Luogo e località
Sala Alfredo Piatti

Bergamo, Via S. Salvatore, 11