Màder - Lettera di una sorella a Madre Cerioli
In occasione del 210° anniversario della nascita Santa Paola Elisabetta Cerioli, è in programma uno spettacolo sulla figura di Madre Paola, a cura di deSidera Teatro.
Lo spettacolo nasce come gesto artistico e spirituale insieme: un dialogo intimo e contemporaneo con la figura di Madre Paola, capace di restituirne l’umanità, la forza e la profezia. Non una semplice rievocazione storica, ma un racconto vivo che interroga il presente, invitando ciascuno a riconoscere come il sogno di Madre Cerioli continui ancora oggi a prendere forma nelle relazioni, nelle scelte quotidiane e nella vita delle comunità.
Il progetto teatrale è a cura di deSidera Teatro che da sempre si impegna nella ricerca delle vicende umane e spirituali, con uno sguardo attento alla realtà bergamasca. È stato deciso di affidare la storia di Santa Paola Elisabetta Cerioli allo sguardo di Aurora Lombardo, giovane drammaturga individuata e guidata da Luca Doninelli – co-direttore artistico di deSidera Bergamo Festival – che ha individuato nella sua scrittura una poetica utile alla causa: essenzialità e indagine della “lingua”, in questo caso il dialetto, che Aurora Lombardo ha immaginato risuonasse spesso e volentieri nelle stanze della casa in cui la Santa ha svolto la sua opera. Il racconto è affidato a Suor Luigia Corti, giovane e fedele seguace della Santa, fino a diventarne la sua erede spirituale.
Suor Luigia Corti è seduta nel refettorio di Comonte. L’ora della cena è già passata, le sorelle si sono ritirate nelle proprie stanze e sulla struttura è calato il silenzio ma Luigia Corti è ancora seduta, in attesa della venuta di Madre Paola Elisabetta Cerioli. Per la prima volta, Cerioli non scende per cena e in Luigia Corti un presagio di solitudine inizia a farsi largo nel suo animo teso e inquieto. Da principio, Corti prova a chiamare la Madre, esortandola a scendere con la descrizione di quel che di buono è stato preparato per la cena, senza ricevere risposta.
Ha inizio, così, un dialogo intimo e amorevole tra Corti, che prenderà in mano l’Istituto e l’opera avviata dalla Santa, e la Santa stessa. Corti ripercorre le difficoltà dell’avvio dell’Istituto e della scuola per le orfane, i suoi dubbi di giovane novizia e gli insegnamenti di Madre Cerioli. Ogni volta, però, che Corti intuisce che davanti a lei si para un futuro senza la sua guida e la sua confidente Cerioli, prega la Madre di scendere e di continuare il suo operato, offrendo, come possibilità ultima, di rinunciare lei stessa alla vita per lasciare Cerioli alla guida dei suoi Istituti e delle sue opere di bene.
L’animo di Corti, come lei stessa ammette, è meno quieto e allegro di quello della Madre. Si lascia attraversare da turbamenti, da dubbi che solo il confronto con Cerioli può dissipare e quietare. In una “danza” del proprio spirito, combattuta tra la paura di non essere adeguata e il desiderio di obbedienza alla Madre, Corti attraversa i suoi turbamenti, le sue richieste di aiuto che restano sospese nel silenzio del refettorio e il passaggio di testimone con cui si fa carico di proseguire il lavoro iniziato da Santa Paola Elisabetta Cerioli.
Corti è chiamata a raccogliere un’eredità, una missione, un dono prezioso e le sue esitazioni non fanno che rafforzare la sua figura di donna semplice e di confidente scelta da Cerioli ma la rendono anche, come i fatti dimostreranno nel corso degli anni, la persona più idonea a proseguire questo cammino.
Ingresso libero e gratuito
