Alfonsina Strada - Una corsa per l'emancipazione
Prosegue la 36esima edizione della rassegna teatrale "Segnali Experimenta" a Rocca Albani di Urgnano. In serata uno spettacolo tratto da โPiรน veloce del Ventoโ di Tommaso Percivale.
Non correre. Non gridare. Non volere. Copri le gambe, stai composta, piantala di sognare, perchรฉ nella vita ci sono sogni che non puoi sognare.
Alfonsina Morini Strada รจ figlia di contadini e di un tempo che non ha scelto, i primi del โ900. Un tempo in cui il ciclismo รจ per impavidi eroi. Sono forti, sono gagliardi. E sono tutti maschi. Alfonsina รจ una bambina di dieci anni quando si innamora della bicicletta. ร una ragazzina quando si allena di nascosto con la vecchia bici del padre. ร una donna quando diventa una ciclista, una campionessa, una vera sportiva. Ma soprattutto, Alfonsina รจ uno scandalo. Perchรฉ vive nellโItalia di cento anni fa. LโItalia del fascismo, lโItalia del pensiero maschilista, lโItalia in cui le donne non votano. In questa Italia Alfonsina si inventa e si costruisce il proprio destino, scardinando preconcetti e convenzioni e partecipando - unica donna nella storia - al Giro dโItalia, nel 1924.
Quella di Alfonsina รจ una storia vera e straordinaria. ร strana la storia di questa donna. Perchรฉ รจ la storia di una sconosciuta, di una donna dimenticata dalla storia. Eppure, รจ una vita incredibile la sua, successa cento anni fa. Quando le donne non potevano scegliere marito, professione, destino... e nemmeno gli abiti da indossare. Quando le donne non potevano studiare, frequentare lโuniversitร , votare, andare al bar o a teatro. Alfonsina rompe le convenzioni, per misurarsi con un mondo tutto maschile, perchรฉ il ciclismo รจ uno sport di forza e fatica. Inforcare una bicicletta, pedalare con le gambe nude, indossare una maglietta oggi sono la normalitร , ma nel primo โ900 erano uno scandalo, soprattutto in piena ascesa fascista. Ma Alfonsina รจ come il vento, che non conosce leggi nรฉ limiti e corre finchรฉ ha forza, finchรฉ le gambe reggono, finchรฉ c'รจ un orizzonte da raggiungere e superare: correre il Giro dโItalia del 1924.
Prima e unica donna nella storia. Per parlare di una donna dimenticata, di diritti conquistati, di strade ancora da percorrere.
Uno spettacolo con Federica Molteni.
Regia Michele Eynard.
La rassegna
Pochi soldi e tante idee: รจ questa la situazione attuale del festival teatrale piรน longevo e rispettato della provincia di Bergamo, quel โSegnali Experimentaโ giunto - in questo 2024 - alla sua trentaseiesima edizione. Artisti di ogni tipo hanno consolidato, negli anni, la sua fama e la sua lungimiranza progettuale. Ricordiamo fra i tanti: Danio Manfredini, pluripremiato Ubu teatrale, Moni Ovadia, da noi prima del suo exploit al "Piccolo Teatro", il Marco Paolini del celebrato "Vajont", il Teatro delle Albe con le famose proposte multietniche, il boliviano Teatro de los Andes di Cรฉsar Brie e Naira Gonzalez ad Urgnano con 5 repliche nel loro primo tour europeo, Aurelio Grimaldi e le sue "Buttane" prima dello scandalo-successo di Cannes, lโosannata clownerie dellโitalo-danese Paolo Nani e del cosmopolita Leo Bassi, e poi i Cantieri Teatrali Koreja, il Teatro Tascabile di Bergamo, Alfieri Magopovero, Teatro la Ribalta, Tony Comello, Teatro Ridotto, per finire con lโOdin Teatret, faro indiscusso del teatro di ricerca mondiale. Tutti teatranti passati da Segnali nel decennio 1990/2000. A questi si sono aggiunti, in anni piรน recenti, altri ospiti eccellenti quali il Teatro Persona, Tanya Khabarova, Alexei Merkushev, Fattoria Vittadini, Don Andrea Gallo, Kristjan Ingimarsson, Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Babilonia Teatri, Teatro Nucleo, Piccolo Parallelo, Antonio Attisani, Mario Barzaghi, Mariano Dammacco, Scena Verticale, Do Theatre e Teatr Novogo Fronta.
