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I burattini sono più vivi che mai

Articolo. Vi raccontiamo le iniziative dei prossimi mesi del Museo del Burattino di Bergamo: progetti scolastici, masterclass, spettacoli e mostre

Lettura 3 min.

Dopo l’inaugurazione di luglio (ne abbiamo parlato qui), il Museo del Burattino – realizzato dalla Fondazione Ravasio in partenariato con la Provincia di Bergamo – entra nel vivo della sua programmazione. “Oltre a esporre e conservare, sarà un luogo vivo – spiega il presidente della Fondazione Sergio Ravasio – Bergamo non è solo la città dei Mille, ma è anche quella di Gioppino, Brighella e Arlecchino e del patrimonio a essi collegato. Poche città nel mondo hanno un rapporto cosi significativo con il loro burattino”. L’ispirazione viene da città importanti come Lione in Francia, terra di Guignol, Liegi in Belgio (culla di Tchanchès) e Monaco di Baviera con il Kasperl bavarese. Tutti luoghi che hanno da tempo un museo dedicato al Teatro di Figura.

Orari e info

Il Museo del Burattino è ospitato in Sala Viterbi, al quarto piano del Palazzo della Provincia di Bergamo (via Tasso 8) ed è visitabile il giovedì e il venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18. L’accesso è gratuito per i bimbi sotto i 6 anni (non compiuti); dai 6 i 18 anni (non compiuti) è di 3 €; il costo d’ingresso per gli adulti è di 5 €. L’ingresso per i Gruppi fino a 20 persone è 75 euro con visita guidata e prenotazione obbligatoria.

Le proposte

La Fondazione Benedetto Ravasio ha programmato un calendario ricco di iniziative, pensando al Museo del Burattino come un laboratorio creativo e di formazione per tutte le età. Gli elementi centrali sono la formazione per grandi e bambini, le mostre e gli spettacoli, ma anche la ricerca e la conservazione delle tradizioni.

Al Museo con la scuola

Dal mese di ottobre sono attivi presso il Museo del Burattino dei percorsi studiati per le scuole, in particolare per le ultime classi della primaria e la scuola secondaria di primo grado. I percorsi offerti sono due, entrambi comprendono un momento di visita al museo e uno di laboratorio. Il primo è mirato alla scoperta del Teatro degli Oggetti come naturale evoluzione dei burattini; il secondo finalizzato alla conoscenza della tradizione bergamasca delle teste di legno. Le proposte didattico-laboratoriali, nello specifico, sono:

Burattini & Co. nel XXI secolo

La Voce delle Cose, Luì Angelini e Paola Serafini, propone una riflessione che, guardando al passato e alla tradizione bergamasca, si proietta nel XXI secolo con il Teatro degli Oggetti. Gli studenti, partendo da alcune considerazioni svolte durate la visita, saranno guidati verso un’elaborazione dei caratteri espressivi tipici del Teatro delle Figure Animate dando, poi, forma a immagini ogni volta nuove. Queste ultime saranno fotografate e archiviate creando, così, una sorta di “diario” delle suggestioni dei visitatori e che potrebbero dare vita a una nuova muta di burattini del futuro.

I burattini: bella storia!

Pinocchio è un burattino o una marionetta? Chi sono Gioppino, Brighella e Pantalone? Daniele Cortesi, con particolare attenzione alla tradizione bergamasca, guida gli studenti alla scoperta del Teatro delle Figure Animate partendo dalle nozioni che stanno alla base di questa forma di espressione. Gli utenti avranno modo di realizzare, attraverso semplici forme di cartone sagomato, dei “burattini” che permetteranno loro di conoscere le regole della costruzione e dell’animazione. In conclusione Cortesi darà un breve saggio, attraverso un piccolo spettacolo, di come si muovono i burattini.

Formazione per tutti

Per gli studenti più grandi delle scuole secondarie di secondo grado, dei Licei artistici e delle Accademie di Belle Arti è possibile costruire ad hoc delle proposte, in collaborazione con il docente.

La formazione, momento di conoscenza e di crescita, è stata pensata non solo per un pubblico giovanissimo ma anche con una Masterclass nel mese di gennaio, durante la quale si offrirà anche agli adulti l’opportunità di conoscere da vicino il magico mondo del Teatro di Figura.

Laboratori tematici, aperti a tutti, scandiranno anche il calendario delle feste: “Mostri, maghi e streghe” per Halloween, nel primo weekend di novembre, insegnerà ai più piccoli a realizzare dei burattini “mostruosi” in gommapiuma; mentre un laboratorio pensato per il mese di dicembre permetterà di scoprire la poetica relazione tra burattini e natività.

Gli spettacoli

Altro pilastro della programmazione sono gli spettacoli. A novembre, per la prima volta a Bergamo, verrà messa in scena “Ginevra degli Almieri” con otto burattinai coordinati da Romano Danielli, decano della tradizione emiliana. A dicembre riprenderà la storica rassegna “Burattini a Natale in collaborazione tra I Teatri dei Bambini, Associazione Arts e Fondazione Benedetto Ravasio.

Gli incontri di “A regola d’arte”, che dallo scorso anno compongono una parte del programma di “Burattini a Natale”, permetteranno di conoscere e capire come è visto e rielaborato il mondo dell’infanzia in rapporto con lo spettacolo.

Importante novità del 2020 sarà il festival “Gioppino e i suoi fratelli” che avrà luogo a Bergamo durante le ultime due settimane di febbraio in occasione del carnevale. Il titolo riassume la visione di un Teatro di Figura ampio e ricco di diversità.

I fratelli di Gioppino sono tantissimi e in tutto il mondo raccontano storie.

Le mostre temporanee

Il Museo del Burattino ospiterà una media di due mostre all’anno con la finalità di rendere Bergamo un vero punto di riferimento per i burattinai, per gli studiosi e per gli appassionati dove è possibile scoprire dei veri tesori. Citando ancora la parole di Sergio Ravasio: “Le relazioni con le istituzioni pubbliche e museali italiane, la costituzione di un comitato scientifico formato da esponenti dell’Università di Bergamo, Parma e Torino sotto la guida della professoressa Anna Maria Testaverde, docente dell’Università di Bergamo, hanno assicurato al Museo del Burattino la correttezza scientifica. Un grande riconoscimento per la nascita di questa importante struttura va alla Provincia di Bergamo che ha sostenuto il progetto, alle numerose società ed enti privati che con grande generosità hanno contribuito alla realizzazione”.

Insomma, i programmi futuri del Museo del Burattino dimostrano che i burattini sono più vivi che mai e che sono i protagonisti sul nostro territorio di un importante percorso di riscoperta ed evoluzione. Ora non rimane che partecipare all’incanto che solo il Teatro di Figura sa regalare.

https://fondazioneravasio.it/museo/

(contenuto promozionale)