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“Non c’è lockdown per i sogni dei bimbi”: inviaci la tua letterina a Santa Lucia, la pubblicheremo su L’Eco di Bergamo

Articolo. Dare, ricevere, ringraziare sono i tre verbi della Festa della Santa di Siracusa. Un evento che non è solo pretendere dei regali ma anche donare, soprattutto a chi ne ha bisogno

Lettura 5 min.

Forse non tutti sanno che Santa Lucia era una giovane ragazza di Siracusa, che morì nel 304 d.C. durante la grande persecuzione dei cristiani voluta da Diocleziano. Ma perché è diventata Santa? La ragazza venne uccisa – proprio il 13 dicembre – perché volle condividere con i più poveri la propria dote di matrimonio. Per questo è diventata “la Santa che porta i doni”. La sua fu una scelta di solidarietà verso i più bisognosi, con cui condividere ciò che considerava un dono di Dio.

È così infatti che Santa Lucia ringraziava Dio per ciò che aveva, ogni cosa era il segno del suo amore. Dare, ricevere, ringraziare: sono questi i tre verbi della Festa di Santa Lucia. La letterina che ogni anno viene portata alla Chiesa di Santa Lucia in via XX settembre è una tradizione che è durata fino ad oggi, nonostante i tempi cambino e con essi i desideri dei più piccoli. Ma quella di Santa Lucia non è una ricorrenza di consumo in cui ricevere e basta: è qui che i più piccoli possono imparare a dare e a ringraziare Gesù per ciò che ci dona. In questo senso gli adulti devono stare a fianco dei bambini per insegnare quella sobrietà necessaria per non trasformare il ricevere in pretendere.

Santa Lucia, nonostante il lockdown

Quest’anno la Festa di Santa Lucia sarà particolare, a partire dal fatto che i bambini non potranno portare le loro letterine a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Parrocchie e Comuni, come quelli di San Paolo d’Argon, Presezzo, Entratico e altri paesi, hanno messo a disposizione una “buca” dove i bambini possono portare la loro letterina nel pieno rispetto delle regole, avendo così la possibilità di vivere la giornata del 13 dicembre con la stessa trepidazione e quello spirito di attesa degli scorsi anni.

A questa iniziativa si affianca anche L’Eco di Bergamo con il progetto “Non c’è lockdown per i sogni dei bimbi”, grazie al quale i lettori possono inviare il testo delle letterine di Santa Lucia scritte dai bambini all’indirizzo mail santalucia@ecodibergamo.it, facendo quindi una doppia copia della letterina: una per la “buca” del proprio territorio e una per L’Eco.

Aspettiamo quindi le mail dei lettori con i desideri, le richieste e le speranze che animano i cuori dei bambini in questo periodo così complesso, dove anche i più piccoli soffrono per le difficoltà del momento. Testi, ma anche foto e disegni allegati alla mail, saranno pubblicati ogni giorno sul quotidiano, in una sorta di avvicinamento alla festa della Santa. Sarà un modo per dare la possibilità ai bambini di scrivere e mandare la loro letterina, ma anche per tornare allo spirito originario della Festa di Santa Lucia, quello della ragazza siracusana che diede tutto a chi ne aveva più bisogno. Dare, prima ancora che ricevere, e dire grazie per ciò che si ha. È questa la vera magia della notte fra il 12 e il 13 dicembre.

Qualche letterina arrivata fino ad ora

Mi raccomando la mascherina!
Lorenzo Rovaris scrive: Sono stato un bravo bambino vivace (viva la sincerità!). Quest’anno mi piacerebbe ricevere una cucina, un puzzle di Simba e la pista delle macchinine! Tanti baci.
Bello vedere che anche i bambini desiderano stare in cucina!

Spada laser per giocare con mio fratello?
Valentino e Fabrizio sono due fratelli. Fabrizio scrive: Quest’anno sono stato un bambino (penso) bravo (tutto sommato) ed è per questo che ti chiedevo se puoi portarmi qualche dono. Poi vedi tu quello che puoi fare: puzzle di Supermario, fucile spada laser per giocare con mio fratello. Grazie, ti voglio un mondo di bene. Ho fatto un disegno per te.

Secondo te sono stato bravo?
Valentino, più piccolo gli fa eco: Secondo te sono stato bravo? Potresti portare quello che ho chiesto perpiaccere. Pungibal, due giochi della Ps2 che potresti scegliere tu. Speriamo che me li porti e grazie che mi hai sempre portato quello che ho chiesto. Grazie ancora.

Il cappottino della vetrina di Sirtoli
Federica di Cologno al Serio è molto diplomatica e scrive: Quest’anno mi sono comportata bene, ma giudicami tu. Vorrei che tu mi portassi un bambolotto con un cappottino rosso che ho visto nella vetrina di Sirtoli. Se vuoi portami ancora un dono, è per il mio cuginetto.

Grazie al vostro aiuto Santa Lucia mi leggerà
Sara Colombo di Brembate scrive: Sono stata brava e vorrei ricevere: la casa delle bambole di Playmobile, Dvd, L’allegro chirurgo. La lettera contiene anche un bel disegno della santa con l’asinello.

Anche se sonouna «bomber» prometto di diventare più brava
La piccola Greta si fa aiutare dalla sorella Giulia Gallizioli a scrivere la sua lettera: Ho quasi tre anni. Visto che non so ancora scrivere mi aiuta la mia sorellona Giulia. Anche se sono una bomber, prometto di diventare più brava. Vorrei questi relati (in allegato il ritaglio di bambole, sirene, lavatrice e giochi da tavolo).
La sorella di Greta, Giulia, aggiunge un suo scritto: Ho quasi sei anni e ho una sorellina che ne ha quasi tre che si chiama Greta e ogni tanto mi fa perdere la pazienza, ma le voglio tanto bene. Spero di essere stata brava quest’anno anche se a volte… (I regali sono condivisi con la sorella)

Sono Maja e vorrei una macinina e un corno
Mata Maja, anche se piccina, sa benissimo cosa vuole: Una macinina, un drone per bambini, una collana, un anelo, un corno, Elsa e il suo cavallo che cammina e nuota.
Cara Maja, c’è un gioco che proprio non si capisce, speriamo Santa Lucia riesca a trovarlo lo stesso.

La Capanna di Natale de L’Eco di Bergamo

Intanto il lockdown non ferma nemmeno la Capanna di Natale de L’Eco di Bergamo. Dopo la fase di montaggio nei giorni scorsi, la storica capanna natalizia che da ben 70 anni il nostro quotidiano regala alla città di Bergamo per il periodo delle feste è presente in Piazza Vittorio Veneto. Quella della Capanna è una lunghissima tradizione, nata con Don Andrea Spada nel 1951 con l’obiettivo di raccogliere offerte a favore dei poveri per il riscatto dei buoni del Monte di Pietà.

La Capanna di Natale de L’Eco di Bergamo è molto apprezzata dai bergamaschi al punto che, nonostante vicissitudini varie, poco è cambiata nel corso degli anni: ancora oggi la capanna svetta con il suo profilo verticale (il pittore Arturo Bonfanti, che la disegnò all’epoca, si era infatti ispirato ad una tipica casa tirolese) nel centro cittadino dall’ultimo fine settimana di novembre fino all’Epifania, diventando così per tutti i bergamaschi il simbolo più chiaro del Natale.

E siccome il Natale ha a che fare soprattutto con la solidarietà e l’aiuto reciproco, la Capanna diventa anche il luogo per la raccolta delle offerte a favore di un progetto solidale del nostro territorio. Quest’anno tutte le donazioni raccolte nella cassetta posizionata davanti alla costruzione andranno a sostenere Casa Sofia, una residenza protetta creata per accogliere le persone in situazione di temporanea difficoltà e di emergenza, in particolare madri con i loro figli e donne sole che vivono situazioni di disagio, vittime di abuso o maltrattamenti, con situazioni familiari problematiche che mettono a rischio l’incolumità della persona. I contributi raccolti permetteranno di acquistare attrezzature utili alla Casa e giochi per i bambini ospiti.

Ci sono poi alcune ditte bergamasche che ogni anno contribuiscono alla costruzione e all’abbellimento della nostra Capanna di Natale, come Autoindustriale Bergamasca che porta l’autogru per sollevare e posizionare il tetto o Vivai Licini che installa i pinetti attorno alla capanna. Le luci invece sono offerte dal Distretto Urbano del Commercio che ha deciso, nonostante il periodo non proprio roseo per i commercianti, di contribuire all’allestimento donando le luminarie natalizie della Capanna.

In questi primi giorni di dicembre l’interno della Capanna di Natale sarà dedicato a Santa Lucia. La sua figura velata, accompagnata da una slitta piena di doni, campeggerà infatti al centro della casetta fino al 13 dicembre, per lasciare poi il posto all’allestimento dedicato alla Natività.