Non parlerรฒ di partite a calcio per strada, di bambole fatte di stracci e nemmeno di un tempo piรน povero ma piรน felice. Erano gli anni Ottanta e Novanta: avevamo giocattoli nuovi, le merendine, la televisione, le nostre camerette, un benessere piรน diffuso (o almeno meno paura del futuro) e ognuno era felice o infelice a suo modo. Lo stesso, ci sono differenze oggettive tra lโinfanzia della generazione dei neo genitori โ con un grosso piede nel Novecento โ e quella dei bambini loro figli, nati a nuovo millennio inoltrato. Ne elenco alcune, sostanziali e meno.
Bim Bum Bam vs Disney+
Cโรจ stata unโepoca nella quale, se perdevi la puntata del tuo cartone preferito (il mio era ยซMila e Shiroยป), era una lacuna per sempre. Poi รจ venuto il digitale e la televisione on demand. Un bene, un male? Credo di essere stata decisamente piรน teledipendente di quanto sono o saranno i miei bambini, per i quali i cartoni sono sempre disponibili, e che sanno di potere spegnere il teleschermo senza drammi.
Non ci sono cambi di palinsesto durante la settimana, mentre io ricordo ancora lโattesa della domenica per ยซChe fine ha fatto Carmen Sandiego?ยป. Attendere, desiderare, commentare il giorno dopo con i compagni il programma che tutti avevano visto. Questo era il lato positivo.
Tutti uguali vs tutti diversi
Non ho mai avuto un compagno di scuola che non fosse italiano. Mai, dalla scuola materna allโuniversitร . Al massimo โ un anno, alle superiori โ un ragazzo adottato.
Almeno la metร dei compagni di mio figlio e mia figlia hanno nomi stranieri. Non mi interessa stabilire chi di loro sia (giuridicamente? Culturalmente? Di fatto?) italiano, ma credo che piรน della metร abbia almeno un genitore di origine straniera. Le differenze โ di lingua, pigmentazione, cultura, abitudini โ vengono assimilate con naturalezza. Un grande fortuna in una societร sempre piรน multietnica.
I viaggi in braccio vs la sicurezza stradale
Una sicura differenza fra lโinfanzia di ieri e di oggi riguarda una maggiore propensione alla sicurezza stradale. Meno male, ovviamente, anche se credo di avere speso in dispositivi viaggianti per bebรจ lโequivalente del costo della mia prima auto.
Vi ricordate come viaggiavamo noi? In braccio agli adulti. O meglio, nei lunghi viaggi, lโauto diventava il nostro lettino: ho fatto traversate fino alla Puglia sdraiata nei sedili posteriori con il mio cuscino e le lenzuola. In barba a qualsiasi crash test. Impensabile adesso, quando ci tocca comprare pure il dispositivo di allarme che suona se lasciamo il bambino nel seggiolino (obbligo di legge fino ai 4 anni).
I bigliettini vs le chat
Cโรจ stata unโepoca in cui io e la mia migliore amica, che peraltro abitava a 500 metri, ci scrivevamo delle lettere. Eravamo bizzarre anche trentโanni fa, temo, ma ci piaceva scegliere la carta con la busta coordinata, scrivere, mettere il francobollo e imbucare. In classe ci scambiavamo bigliettini che erano papiri da srotolare.
Sono cosรฌ vecchia da ricordarmi le ricerche fatte con lโenciclopedia, il primo computer arrivato in casa e la prima ricerca fatta online (Van Gogh: che meraviglia i quadri che si dispiegavano sotto i nostri occhi richiamati da chissร dove). Il primo cellulare โ ovviamente il Nokia 3310 โ lโho avuto a 15 anni. Il primo smartphone dopo lโuniversitร .
Personalmente non tornerei indietro mai e poi mai, ma lo stesso sono contentissima di non avere avuto internet in tasca per tutta lโinfanzia e lโadolescenza. I miei bambini non sono ancora in etร da smartphone ma altri genitori mi raccontano giร le delizie delle chat dei 12enni: mille messaggi in unโora, il bullismo piรน o meno consapevole, la paura di restino isolati se non hanno il telefono, come consigliano gli esperti. Temo giร tutti i divieti e le attenzioni che dovrรฒ dedicare alla questione.
Biberon e omogeneizzati vs il ritorno alla natura
Cโรจ stata unโepoca in cui non era vietato fare pubblicitร al latte artificiale, anzi, era diffusamente considerato piรน sicuro, piรน nutriente, piรน moderno. Anche gli omogeneizzati in vasetto erano il non plus ultra, il cibo per definizione piรน adatto per i bambini.
Poi cโรจ stata la sacrosanta rivalutazione e promozione dellโallattamento al seno. Sullโargomento ho giร scritto qui ed รจ stato uno degli articoli della rubrica piรน commentato e anche criticato, a riprova di quanto sia un tema sensibile. Non so se le madri allattino effettivamente oggi piรน che negli anni Ottanta, di sicuro sono piรน spinte a farlo.
Simile il discorso sul cosiddetto โbaby foodโ. Omogeneizzati e cibi specificatamente dedicati ai piccolini durante la nostra infanzia andavano fortissimo โ ho parenti nutriti a biscottini Plasmon fino ai 18 anni dโetร โ mentre adesso รจ molto in auge lโauto-svezzamento. Il bambino mangia quello che mangiano gli adulti, che รจ una gran comoditร , se non fosse che il primo cibo solido ingerito da mia figlia รจ stato il pollo fritto in agrodolce del ristorante giapponese (lโomogeneizzato di vitello sarebbe stato meglio? Chissร ). Cโรจ poi una corrente di pensiero che ci vorrebbe ai fornelli a bollire polli ruspanti e verdure biologiche, ma fin lรฌ non mi sono spinta.
I mercatini vs le regole del mercato
Da bambina timida quale ero provavo una immensa ammirazione per tutti i bimbi che al parco organizzavano i loro mercatini con giocattolini e carabattole per guadagnare qualche lira (ve le ricordate le 500 lire? E le mille lire di carta con la faccia della Montessori?). Ogni volta che andavo ai giardini trovavo qualcuno con il telo steso su un gradone e la mercanzia in bella vista โ sorpresine degli ovetti Kinder, ciucci colorati (ve li ricordate i ciucci, vero?), macchinine mezze rotte โ con il prezzo scritto a mano su fogli strappati dai quaderni di scuola.
In quasi cinque anni che ho ripreso a frequentare i giardinetti non ho mai piรน visto nessun bambino impegnato in tali attivitร proto commerciali. Imbarazzo degli adulti? Mancato interesse? Covid? Scarsa propensione allโimprenditorialitร delle giovani generazioni? A illuminarmi unโamica, che mi racconta di multe impartite da zelanti difensori della legge ai genitori dei bambini impegnati nei mercatini. Spero sia una leggenda metropolitana.
Giradischi vs YouTube
Uno dei miei ricordi piรน belli dโinfanzia รจ il giradischi: vietatissimo ai bambini, che dovevano imparare la delicatezza nel mettere il vinile e non graffiarlo. Le copertine dei dischi: belle ed evocative come libri, su cui si รจ scolpito il mio immaginario. Mio padre che mi regala il disco di ยซVattene amoreยป (ยซtrottolino amoroso du du du da da daยป) perchรฉ in fondo Mietta piaceva a lui. I Police e i Dire Straits, Zucchero e Gianna Nannini, Pierangelo Bertoli e Madonna, Vecchioni e lo Zecchino dโOro.
Non sono, adesso, una nostalgica del vinile, non avrei la pazienza nรฉ lo spazio in casa nรฉ la vocazione. Lo stesso, un poโ mi dispiace che per i miei bambini la musica sia essenzialmente la radio in auto e i video su YouTube sullo schermo della televisione. Sono gratis, ok. Cโรจ piรน varietร , dโaccordo, ma tanto alla fine vogliono sempre ascoltare quelle venti canzoni.
I rullini vs Instagram
Sono cosรฌ vecchia da ricordare quando al supermercato cโera il negozio del fotografo, dove portare a sviluppare i rullini con le foto delle vacanze.
Ora i miei bimbi sono abituati a vedere sempre, istantaneamente, immagini di loro stessi, che ogni tanto mi chiedono di โsfogliareโ dal telefono. Malgrado i buoni propositi ho stampato pochissimo e temo fortemente che da grandi avranno poche fotografie della loro infanzia. Io ho in cantina un intero bauletto di legno (credo contenesse in origine del vino) con decine e decine di piccoli albi che per forza si facevano ritirando le fotografie, con data e luogo per ognuno. Molto piรน romantico.
- #bestof2022: Otto differenze fra la nostra infanzia e quella dei nostri figli
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