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Dallo yuzu al kumquat: 5 agrumi esotici da scoprire (e assaporare)

Articolo. L’inverno è, per eccellenza, la stagione degli agrumi. Fare il carico di vitamine nei mesi più freddi e umidi è d’obbligo. Ma oltre ai più classici mandarini, arance e cedri, ci sono altri frutti da conoscere. Ecco quali

Lettura 3 min.

Se vi dico la parola “agrumi” posso già intuire cosa vi passa per la mente. Chiudete gli occhi e immaginate i mandarini e le loro bucce lasciate sul termosifone ad inebriare la casa della loro favolosa fragranza. Oppure pensate ad una spremuta d’arancia fresca, da sorseggiare a colazione.

Eppure, il mondo degli agrumi è davvero vasto e non si limita alla nostra penisola – seppur tra cedri, pompelmi, bergamotti, e chi più ne ha più ne metta – non ci possiamo lamentare. Moltissime varietà di frutti appartenenti a questa grande famiglia nascono in luoghi esotici. Con i loro colori, profumi ed essenze, impreziosiscono le tavole di ogni angolo del mondo. Eccone alcuni.

Lo yuzu, mandarino d’Oriente

Lo yuzu è un agrume dalla forma tonda e dal colore giallo, grande quanto un limone medio. Ha uno straordinario aroma tra il mandarino e il bergamotto, e un’acidità delicata. La sua storia inizia in Corea e in Tibet, luoghi dove cresce spontaneamente. Oggi siamo soliti associarlo al Giappone, il più importante coltivatore di questo frutto. Ed è proprio nella cultura giapponese che ritroviamo il suo speciale aroma: sapevate che il succo di questo agrume è utilizzato per preparare la salsa ponzu ?

Lo yuzu

Lo yuzu è arrivato in Europa solo recentemente, complice appunto la diffusione della cucina asiatica, e ne sentiremo parlare moltissimo nel corso dei prossimi anni. Secondo l’annuale report sui Food Trends redatto dalla catena americana Whole Foods Market, infatti, lo yuzu è uno degli ingredienti must del 2022.

Sempre più presente nelle cucine di alta ristorazione, è utilizzato per marinare il pesce oppure per aromatizzare salse e citronette, ottimo anche nei dessert oppure bevuto a fine pasto in un infuso o come sakè. Acquistare il frutto fresco dello yuzu in Italia è un’impresa molto ardua. Nelle gastronomie specializzate in prodotti asiatici trovate però il succo confezionato oppure una preparazione simile alla marmellata, da spalmare oppure da utilizzare per insaporire le vostre ricette.

La mano di Buddha

Questo agrume fa parte della famiglia dei cedri e si distingue per una forma davvero unica. Gli spicchi si sviluppano dal corpo centrale del frutto come delle piccole dita di colore giallo, ricordando la posizione delle mani unite in preghiera.

La mano di Buddha

Cresce principalmente in Cina, dove è apprezzato nella medicina tradizionale, ma anche in Giappone e nel nord dell’India. Il suo vero nome è fo shou gan, ma è internazionalmente conosciuto anche come finger citron. Oltre che in cucina, questo agrume è considerato un vero portafortuna, utilizzato come offerta votiva dei fedeli buddhisti, ma anche come regalo benaugurale, ad esempio in occasione del Capodanno.

La mano di Buddha è un agrume quasi totalmente privo di succo, ma dalla polpa molto aromatica. Le “dita” si prestano alla canditura mentre la polpa bianca, meno amara rispetto al cedro che siamo abituati a consumare, è adatta a insaporire preparazioni a base di pesce o molluschi: marinature, salse, brodi. Trovare la mano di Buddha presso il vostro fruttivendolo di fiducia? Quasi impossibile, ma potete acquistare una pianta e coltivare i vostri cedri orientali direttamente nel giardino di casa.

Il pomelo, l’agrume della fortuna

Al contrario di quanto il suo nome possa far pensare, il pomelo non è un incrocio. Si tratta di un frutto originario del sud-est asiatico, che appartiene alle culture di questi luoghi fin da tempi antichi. Molte leggende e aneddoti locali lo rappresentano infatti come simbolo di buona sorte.

Il pomelo

Il pomelo è il più grande agrume presente in natura, ha una forma tonda e una buccia che va dal giallo al verde. Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto, che richiama quello del pompelmo: il pomelo è un frutto dolce e zuccherino, con un sapore che si avvicina molto a quello delle arance.

In cucina, è particolarmente apprezzato nelle culture asiatiche (ad esempio in quella thai) per aromatizzare e bilanciare preparazioni speziate, calde o fredde. Ottimo nelle insalate, per la marinatura del pesce o anche per la preparazione di cocktail profumati. Potete acquistare il frutto fresco nei supermercati specializzati in cucina asiatica.

Il kumquat, piccolo gioiello orientale

Chiamatelo mandarino cinese, chiamatelo “fortunella”, chiamatelo come vi pare. Di certo, non potete non conoscere questo gioiello colmo di vitamine e ricco di notevoli proprietà, da mangiare in un sol boccone. Una forma ovale, una buccia liscia e sottile, un colore arancione brillante, il kumquat è un frutto ipocalorico originario dei paesi asiatici e ricco in vitamine, sali minerali, antiossidanti e oli essenziali. Insomma, un toccasana per il corpo.

Il kumquat

Può essere coltivato anche in vaso, sul balcone di casa, oppure acquistato nei maggiori supermercati: nel periodo invernale, non avrete difficoltà a reperire questo ingrediente. Intero o a spicchi, si utilizza per dare una nota dolce e acida alle preparazioni salate. Ottimo anche in pasticceria per preparare creme, marmellate e gelati, infine per realizzare chutney agrodolci da servire con carne o formaggi stagionati. Ma per apprezzare a pieno le sue proprietà, il kumquat va mangiato intero. E fidatevi… uno tira l’altro!

Il “caviar lime” o caviale vegetale

Dulcis in fundo, l’agrume più prezioso: originario della costa subtropicale dell’Australia, è diffusissimo anche negli Stati Uniti. Da alcuni anni viene coltivato anche in Sicilia e nel basso Lazio. A renderlo speciale non è tanto la sua forma, che ricorda quella di un dito “in carne” (per questo gli anglosassoni lo chiamano anche finger lime) ma tanto la sua polpa. Tagliando la buccia, infatti, si liberano piccole perle che esplodono letteralmente in bocca. Tante bollicine che ricordano proprio il gioiello alimentare per antonomasia: il caviale.

Il caviar lime

Proprio come il prezioso prodotto a base di uova di storione, il caviale vegetale non va snaturato, ma utilizzato in purezza. Nelle cucine di alta ristorazione oppure dietro al bancone dei bar più creativi, le sue perle impreziosiscono piatti e drink, facendone salire i prezzi alle stelle. Considerate che il prezzo del caviar lime ha toccato anche i 250 € al kg!

Diverse varietà di questo agrume hanno aromaticità differenti, una più erbacea, l’altra più agrumata, l’altra ancora più speziata. Dove si acquista? Contattando direttamente i produttori italiani, per conoscere le loro rivendite.

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