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Rifugi belli dove mangiare alla grande vol. 2

Guida. Non vi è bastato il volume 1 della nostra miniguida ai posti montagna dove trovare del buon cibo abbondante? Eccovi allora la seconda parte

Lettura 2 min.

Se c’è del cibo all’arrivo la salita è più dolce. Se le portate rispettano la tradizione culinaria di montagna ancora di più. Di seguito altri quattro rifugi dove mangiare come si deve dopo la prima parte della nostra miniguida.

Rifugio Cespedosio

Si trova nel piccolo borgo di Cespedosio, a Camerata Cornello, ed è gestito da Piero Dominoni con la moglie Catia. Una scelta di vita la loro per cui nel 2011 i due, da giovanissimi, hanno deciso di abbandonare le comodità e trasferirsi qui, paese di origine della famiglia di Piero, abbandonato qualche anno fa. Il rifugio è raggiungibile sia in auto che a piedi da Camerata Cornello e in zona è possibile fare alcune escursioni come quella sul Monte Venturosa.
Quasi tutto è preparato in loco da Catia, dai casoncelli fino alle paste fresche e ai secondi come i brasati. Secondo disponibilità potete trovare anche lo stufato d’asino e la cacciagione: dal capriolo al camoscio fino al cervo, tutto servito rigorosamente con contorno e polenta. Da non perdere la polenta consa con burro, panna, stracchino e salvia. Niente male anche la polenta taragna. Per finire, salame, salamelle e pancetta, prodotti artigianalmente da Piero, mentre gli altri salumi provengono dalle zone vicine ai rifugio.
Si può pranzare al Cespedosio tutti i giorni, escluso il lunedì, mentre la sera solo su prenotazione. Ad ogni modo è sempre meglio chiamare per assicurarsi vi sia posto e che il rifugio sia aperto.

Rifugio Passo San Marco 2000

È a cavallo tra la valle Brembana e la Valtellina e nel periodo invernale è raggiungibile con le ciaspole. Prima dell’arrivo al valico del passo San Marco troverete questo rifugio, nato nel 1995 dalla volontà e dall’impegno di Claudio Balicco. Attualmente è gestito con entusiasmo dalla moglie Antonella Salvini e dalle figlie Serena, classe 1989, e Silvia, classe 1982, entrambe con una formazione in cucina. Serena si dedica ai dolci, mentre Silvia al resto.
Molte delle materie prime arrivano dalle valli vicine a seconda della stagione. Tutte le paste sono fatte in casa così come le confetture di mirtilli e lamponi. Da non perdere i pizzoccheri conditi con burro e formaggio locale, il risotto zucca e strachitund o la classica salamella con polenta.
Il rifugio rimane aperto tutto l’anno: nel periodo estivo tutti i giorni (dall’apertura alla chiusura del passo San Marco), mentre in inverno tutti i fine settimana. Resta comunque valida la regola che è meglio prenotare e assicurarsi l’effettiva apertura.

Rifugio Parafulmine

Il tragitto per raggiungere (solo a piedi) il Parafulmine è una bella escursione, ideale anche per famiglie e bambini, di giorno e di sera in tutte le stagioni. Il rifugio è gestito dallo sci club Valgandino ed è aperto a pranzo dal giovedì alla domenica, mentre la sera su prenotazione (è sempre molto pieno).
Il rifugio Parafülmen, così è chiamato in zona, è raggiungibile tutto l’anno da Gandino, percorrendo la strada verso il monte Farno fino all’abitato di Barzizza, da qui sono circa 1,20 ore di cammino. Si può parcheggiare in loco acquistando i biglietti gratta e sosta a Gandino, prima della salita in auto.
È possibile scegliere tra gli antipasti a base di salumi o formaggi, tra i primi zuppe, casoncelli, pasta condita con diversi sughi o gnocchetti. Tra i secondi sempre lei: la polenta abbinata a brasati, arrosti, coniglio o formaggio fuso. Una cucina semplice, ma di sostanza.

Rifugio Albani

Si trova a Colere e ci si arriva a piedi o con le ciaspole anche dalla vicina seggiovia. Si trova a quasi 2000 m.s.l.m. e, di conseguenza, è richiesto un abbigliamento adeguato a garanzia della sicurezza di tutti. Si trova in una posizione spettacolare e spesso sono organizzate magnifiche ciaspolate con l’arrivo direttamente al rifugio.
Il menu varia costantemente in relazione alla disponibilità delle materie prime. Dagli onnipresenti pizzoccheri, fino ai golosi ravioli con paruch e fonduta di Taleggio DOP. Celebre è il piatto della nonna minighina a base di cipolle stufate, formagella fusa e polenta fumante. Protagonista tra i secondi è la selvaggina, come il cervo in salmì, ma anche le lumache con bieta e pancetta e molto altro ancora, secondo la fantasia dei gestori e la disponibilità. La scelta è quella di utilizzare nel limite del possibile i prodotti della valle di Scalve, soprattutto tra i formaggi.
È aperto nella stagione invernale dal venerdì alla domenica; per la sera è meglio avvisare, sia per garantirsi un buon pasto, che per ragioni di sicurezza vista la posizione.

Sito Rifugio Albani

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