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5 appuntamenti da non perdere al Bergamo Film Meeting di quest’anno

Articolo. Anno 2021, 39esima edizione interamente online. Dal 24 aprile al 2 maggio (con un’anteprima il 23), la Mostra concorso, i documentari di Visti da vicino, le retrospettive, il cinema d’animazione e molto altro. Una bussola per districarsi fra le mille proposte del festival

Lettura 5 min.
La locandina di BFM 39

I mesi di reclusione, fra Netflix e Amazon Prime, da un lato ci hanno abituato alle metriche delle serie tv (veloci e cariche di accadimenti), dall’altro hanno dato al cinema uno spazio che altrimenti le sale – causa lockdown – non avrebbero potuto dare.

Bergamo Film Meeting 2021, 39esima edizione, arriva in questo contesto dal 24 aprile al 2 maggio, accettando la sfida di portare tutto in streaming su MYMovies (che ospiterà i due concorsi dedicati a film e documentari, gli omaggi, le retrospettive e i classici), MUBI (con “Un po’ di Varda”, l’omaggio di BFM ad Agnès Varda), Cineteca Milano (dove si svolgerà il Kino Club rivolto alle scuole) e Youtube (sul canale del festival gli incontri con gli autori e alcuni appuntamenti speciali).

Ök ketten di Márta Mészáros, 1977

Non ci sarà quell’atmosfera da festival che ha fatto di BFM un evento speciale e importante della stagione culturale bergamasca, ma almeno ci sarà il festival (l’anno scorso travolto dalla pandemia e annullato) e avrà come sempre un programma denso, tutto da scoprire. Noi vi abbiamo preparato una piccola bussola per orientarvi in una settimana densa di proiezioni da vedere comodamente seduti sul divano. Ma prima qualche annotazione tecnica.

Come partecipare

Le proiezioni su MYMovies, MUBI e Cineteca Milano sono a pagamento, mentre tutto ciò che avverrà sul canale Youtube del festival sarà gratuito.

Il biglietto singolo costa 5 € e permette la visione di un film su MYMovies. Gli abbonamenti invece sono di diverso tipo e permettono un’esperienza BFM più corposa: l’Abbonamento Standard (30 €), Plus (40 €) e Lovers (100 €).

Calamity, un’infanzia di Martha Jane Cannary di Rémi Chayé

L’abbonamento è strettamente personale e non cedibile. Attenzione: per gli abbonati, l’accesso alla sala virtuale MYmovies.it è possibile previa prenotazione e fino ad esaurimento posti. Insomma, come nel BFM in presenza. Tutti i dettagli su biglietti, abbonamenti e specifiche tecniche li trovate a questo link.

5 appuntamenti da non perdere

L’anteprima

Ogni anno Bergamo Film Meeting si apre con una serata speciale in cui vengono sonorizzati dei film storici del cinema mondiale. Negli anni abbiamo visto sfilare gente come Jeff Mills (uno dei massimi esponenti mondiali della techno), i Mùm, ma anche i nostrani Massimo Volume e OvO – in eventi a sé rispetto al festival.

Per BFM 39 l’anteprima sarà del tutto particolare e si intitolerà “Brucia. Ancora.” e vedrà Paolo Fresu, Elio Biffi dei Pinguini Tattici Nucleari, il chitarrista Paolo Spaccamonti e il pianista Gerardo Chimini creare la colonna sonora de “Il fuoco” di Giovanni Pastrone, film del 1915 che sarà trasmesso gratuitamente in anteprima mondiale sui canali social di BFM.

Paolo Fresu per Brucia. Ancora.

La particolarità è che i quattro musicisti suoneranno in altrettanti luoghi suggestivi della città: il Teatro Donizetti, l’Auditorium di Piazza della Libertà, l’Accademia Carrara e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Un’esperienza audiovisiva unica dedicata agli spettatori e a tutti i lavoratori della cultura. L’appuntamento è per venerdì 23 aprile alle 20.30; lo spettacolo sarà poi disponibile per tutta la durata del festival sul sito di Bergamo Film Meeting.

Le retrospettive e gli omaggi

Di quelle dedicate a Volker Schlöndorff e Agnès Varda abbiamo già parlato nei giorni scorsi. BFM 39 però rende omaggio anche alla regista ungherese Márta Mészáros con cinque film che riportano il suo sguardo innovatore nello scenario socio-culturale magiaro; e a Jerzy Skolimowski, regista, sceneggiatore e attore cinematografico polacco, tra i massimi rappresentanti delle cinematografie dell’Europa dell’Est, di cui sarà possibile vedere sei film.

La Mostra concorso

Quella di BFM non è solo una raccolta dei migliori film arrivati all’organizzazione del festival. Ma è anche uno sguardo sul mondo, sulle tematiche e le questioni del contemporaneo attraverso storie di particolare intensità emotiva, dove i linguaggi sono spesso rinnovati e le sceneggiature sorprendenti. Come il suo “collega” Visti da vicino, la Mostra concorso non ha pretese di esaustività né si dipana secondo un unico filo tematico, ma dice molto della realtà incerta eppure carica di umanità che stiamo vivendo.

Si va così da “Le avventure di un matematico” di Thor Klein, una storia ambientata in America durante la Seconda guerra mondiale a “Tropico fantasma” di Bas DEVOS, racconto del ritorno a casa di Khadija, donna delle pulizie di cinquantotto anni, che si addormenta sulla metropolitana e si ritrova dall’altra parte di Bruxelles dovendo tornare a casa a piedi e chiedendo o dando aiuto a varie persone.

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Senza dimenticare la corruzione e il senso di giustizia di “Luna piena” di Nermin Hamzagic; la crisi greca de “Il sarto” di Sonia Liza Kenterman; “Rivale” di Marcus Lenz che racconta l’immigrazione e lo incrocia con il tema delle famiglie allargate; “Spirale” di Cecília Felméri, quattro stagioni vissute sulla riva di un lago da Bence e Janka che vivono in una vecchia casa e si guadagnano da vivere con la pesca; e “Follemente in vita” di Ann Sirot e Raphaël Balboni, vicenda caratterizzata da un disturbo neurodegenerativo progressivo, la “demenza semantica”. Date e dettagli nella sezione del sito di BFM.

Visti da vicino

Lo dicevamo, è il “collega” della Mostra concorso e ne condivide l’attenzione al presente, ma declinata nella forma del documentario. Un tema, un luogo, un personaggio raccontato “da vicino”, con forza emotiva e adesione umana. La poesia e i valori della pastorizia di “Albert, pastore” di Philippe Van Cutsem; “Tutto ciò che sono” di Tone Grøttjord-Glenne racconta invece la difficoltà del ricostruire una relazione fratturata dalla violenza di un patrigno; i ritratti di coppie, amici, famiglie, animali domestici e loro proprietari sono al centro di “Amor fati” di Cláudia Varejão; e la riflessione cinematografica sui fenomeni del turismo globale e sul nostro desiderio perpetuo di essere altrove di “Eterni vagabondi” di Mika Mattila.

Zuppa d’aragosta di Pepe Andreu e Rafa Molés

Ma il menu è ampio e include il racconto di una comunità in Islanda che ogni mattina si ritrova attorno a una “Zuppa d’aragosta” di Pepe Andreu e Rafa Molés; o la memoria emotiva e collettiva della Georgia dopo il crollo sovietico e l’incendio della casa del regista ne “Il mio pezzo di terra” di Maka Gogaladze; oppure ancora il viaggio di un filmmaker negli Stati Uniti, sulle tracce dei fondatori di Hollywood di “Pollywood” di Pawel Ferdek e il mondo quotidiano dei marittimi di “Pensavano di aver visto un fantasma” di Giulio Squillacciotti, Paolo Patelli e Giuditta Vendrame. Tutti i titoli nella sezione dedicata del sito di BFM.

Cinema d’animazione

Ogni anno BFM dedica spazio ai nomi più interessanti dell’animazione internazionale. Quest’anno è la volta della polacca Izabela Plucińska. Della pluripremiata e talentuosa animatrice polacca sarà presentata, in anteprima europea, la personale completa: quattordici lavori, realizzati in claymation, ovvero l’animazione a passo uno con la plastilina.

Marathon di Izabela Plucińska

La plastilina è il materiale d’elezione di Plucińska, che fin dall’esordio di “Backyard” (“Giardino dietro casa”) del 1999 utilizza per le sue storie in cui quotidianità e dimensione onirica si avvicendano in modo sorprendente. Altre opere quali “7 More Minutes” (“Ancora 7 minuti”) del 2007 e “Marathon” (“Maratona”, 2008) sono stati realizzati insieme a Špela Čadež, protagonista di una retrospettiva nel 2018. La rappresentazione è sempre quella di una dimensione legata al sogno, dove l’angoscia iniziale lascia spazio a un’emotività libera da ogni preoccupazione. I film citati e gli altri in programma si possono trovare qui.

Proiezioni speciali

Il programma di BFM39 abbonda di proiezioni speciali, fra anteprime, classici ed eventi speciali. Non le possiamo citare tutte, andremo quindi a curiosare un po’ in questa sezione sfiziosa e multiforme. Partendo da “Cassandro el esotico” di Marie Losier (in collaborazione con Orlando), il wrestler straordinariamente vitale nonostante l’età, di cui viene raccontata la storia, complessa e unica, di abusi sessuali, bullismo a scuola, scoperta dell’omosessualità e morte precoce della madre, mentre Cassandro non accetta di invecchiare e continua con i suoi atteggiamenti maniacali e autocelebrativi.

Fra i classici sarà il turno quest’anno di Michael Gordon, Norman Jewison, Alfred Hitchcock e Billy Wilder. Lab 80 torna invece con i suoi “5 pezzi facili”, film e progetti spesso curiosi e diagonali rispetto al cinema a cui siamo abituati: il già citato “Brucia. Ancora.”, “Il Secondo Principio di Hans Liebschner” del bergamasco Stefano P. Testa costruito esclusivamente con filmati amatoriali; a Giovanni Patrone, l’autore de “Il fuoco” è invece dedicato il doc “Patrone!” di Lorenzo De Nicola; il viaggio che tocca tre tra i maggiori osservatori astronomici del mondo di “Star Stuff” di Milad Tangshir e per finire una nuova pellicola di Luca Ferri, “Sì”, diciannove minuti di cinema che si fa letteratura e il contrario con l’invito a “scrivere una volta, cancellare due volte” (monito che chi scrive dovrebbe fare proprio più spesso).

Cassandro el esotico di Marie Losier

Ma BFM 39 sarà anche 25 aprile, seconda giornata del festival e data di proiezione di “Ora zero” di Edgar Reitz (accesso gratuito previa prenotazione del posto), magnifica storia d’amore e fuga negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale (tutte le altre proiezioni speciali qui).

Come avrete capito arrivati a questo punto Bergamo Film Meeting è anche quest’anno, seppur online, una scorpacciata di cinema, che illustra tante delle multiformi espressioni della settima arte. Parteciparvi, in fondo, come rispondere con un sorriso a quello di Anita Pallenberg in “Vivi ma non uccidere” (di Schlöndorff, 1967) nella locandina del festival. Un’occasione di Bellezza, per un festival che l’anno prossimo avrà 40 anni, e non li dimostra.

Sito Bergamo Film Meeting

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