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Fra streghe, hater e Truffaut, qualche film in streaming da vedere intanto che le sale sono chiuse

Articolo. In attesa di tempi (e pellicole) migliori l’unico sistema per sentirsi un po’ come al cinema è l’on-demand dal salotto di casa. Facciamo un giro fra le offerte delle piattaforme streaming per scoprire quali sono i titoli più interessanti del momento e accontentare tutti i palati

Lettura 4 min.
Anne Hathaway in “Le Streghe” di Robert Zemeckis

Con i cinema chiusi (chissà fino a quando?) l’offerta si è spostata completamente sul web. In queste ultime settimane, a differenza dello scorso marzo, i distributori così come gli utenti sembrano aver assorbito il cambiamento con meno difficoltà e quella allo streaming pare un’abitudine ormai assimilata. Non è un caso che proprio quello dello streaming online sia uno dei settori che più ha giovato degli effetti della pandemia, basti pensare che il solo Netflix ha registrato nel primo trimestre del 2020 un incremento di 15 milioni di abbonamenti e entro la fine dell’anno stima di superare la quota dei 200 milioni (a fine 2019 erano 158). Insomma un indirizzo chiaro, benché ampiamente prevedibile e accelerato dai lockdown più o meno restringenti, che rende l’idea di come la tendenza alla fruizione dei contenuti on-demand sia ormai una strada tracciata dalla quale difficilmente si tornerà indietro. Virus o non virus.

“The Hater” di Jan Komasa

Questo non significa però che a questo nuovo presente corrisponda anche una nuova normalità. Soprattutto per quanto riguarda le uscite cinematografiche la situazione è tutt’altro che rosea. I film ritirati dalla distribuzione e in attesa di essere riprogrammati in questo travagliato 2020 non sono solo tantissimi, ma rappresentano la fetta più grossa del mercato della stagione appena iniziata. Sintomo di come le case di produzione e distribuzione (o perlomeno la parte più grossa di esse) puntino ancora sulla sala, soprattutto per le uscite dei prodotti mainstream (le grandi saghe come quella di James Bond, i cinecomics, i remake di richiamo come Dune ecc).

Insomma a ben guardare le uscite di rilievo per quanto riguarda lo streaming non sono poi così tante e districarsi fra le offerte (spesso un po’ confuse) delle piattaforme non è sempre facile. In attesa di “Mank”, il nuovo film di David Fincher in uscita su Netflix il prossimo 4 dicembre – il vero proprio evento di questa fine d’anno – proviamo allora a rovistare nel panorama dell’on-demand per suggerire i titoli a nostro giudizio più interessanti in circolazione.

“On the Rocks” di Sofia Coppola

L’ultimo film di Sofia Coppola piacerà soprattutto ai fan di vecchia data della regista newyorkese e agli amanti del suo film d’esordio: “Lost in Translation” (2003). Non solo per il ritorno di Bill Murray, ma anche per un’atmosfera e uno stile di racconto molto simili. La storia è incentrata intorno al rapporto fra un padre e una figlia: da un lato Laura (Rachida Jones) giovane scrittrice newyorkese benestante, felicemente sposata e madre di due bambine e dall’altro Felix (Bill Murray appunto), agiato gallerista e viveur impenitente in là con gli anni. Convinto dell’infedeltà del marito verso la figlia Felix si inventa strane tecniche di “pedinamento” per smascherare l’uomo, ma l’occasione diventa buona per riscoprire il legame con Laura.

Superficiale, vuoto e pieno di cose futili come tutto il cinema di Coppola, “On the Rocks” trova un suo senso proprio dentro questa superficie fatta di abiti e case alla moda, salotti e uffici borghesi e rapporti sfuggenti e narcisistici. Dentro una società che è quella nella quale Sofia è cresciuta, a cui somiglia e ama raccontare più di qualsiasi altra cosa, con il suo talento visivo e la sua sincerità quasi naïf. Mettendo un po’ di dolcezza anche nella banalità di un mondo (di cui New York è l’ombelico) che come Felix pare decadente, vecchio e superato eppure ancora, quasi fastidiosamente, irresistibile.
(Apple TV)

“Le Streghe” di Robert Zemeckis

Zemeckis adatta uno dei romanzi più celebri di Roald Dahl, trasferendo l’azione dall’Inghilterra dei primi anni Ottanta all’Alabama dei Sessanta con protagonisti nonna e nipotino di colore. Sulla carta un’interessante idea per provare a problematizzare il racconto e renderlo più contemporaneo – anche per la contrapposizione con le streghe, quasi tutte con le sembianze di donne bianche dell’alta società – in realtà una questione che rimane sullo sfondo di un film divertente e colorato, ma senza i guizzi autoriali cui Zemeckis ci ha abituato. Ne nasce una commedia voodoo (più che gotica) per bambini zeppa di effetti speciali molto fedele al romanzo e, proprio come nella letteratura di Dahl, senza alcuna volontà consolatoria o tentativo di edulcorare le proprie tinte fosche.

Con una Anne Hathaway nel ruolo della Strega Suprema straripante e forse eccessiva come ha scritto qualcuno, eppure capace di essere affascinante e mostruosa nello stesso tempo, con le deformazioni facciali in CGI che la rendono sì, un personaggio da cartoon, ma decisamente in direzione horror. Chi ha amato il romanzo si divertirà, a prescindere dall’età anagrafica.
(Amazon Prime, Apple TV, Google Play, Rakuten TV, Chili, PlayStation Store, Youtube, Microsoft Film & TV, TIMvision, Sky Primafila, Infinity)

“Undine – Un amore per sempre” di Christian Petzold

Il regista rielabora il mito dell’Ondina, creatura leggendaria del folklore europeo: una sorta di ninfa acquatica che secondo il mito avrebbe lanciato una maledizione contro il suo amante umano reo di averla tradita.

La Undine del film è una giovane donna che fa la guida al museo Märkisches di Berlino dove illustra ai visitatori la storia della città attraverso enormi plastici. Appena scaricata da Johannes vuole vendicarsi, ma nel frattempo conosce il sommozzatore Christoph di cui si innamora a prima vista… Un film pieno di simboli, rimandi interni e sovrapposizioni spaziali e temporali, capace – proprio come i miti – di essere semplice e comprensibile ma anche densissimo e complesso. “Undine” racconta la storia di un amore che è anche la storia di una città in cui ogni cosa vive, muore, si rigenera e torna a vivere nuovamente. In un ciclo continuo e in una temporalità che scorrono lievi, fluide e immutabili. Proprio come l’acqua.
(MioCinema)

“The Hater” di Jan Komasa

Cacciato dall’università di Varsavia per plagio, l’ambizioso Tomasz – giovane originario della Polonia rurale – fa carriera in una società di marketing dalle pratiche sul confine della legalità: costruisce su commissione contenuti per il web finalizzati a screditare personaggi pubblici, aziende o politici. Innamorato non ricambiato di Gabi, figlia di una ricca coppia di finanziatori della campagna del candidato sindaco della sinistra, vive il proprio ruolo come una rivalsa sociale tentando di demolire il politico e la famiglia di Gabi per attuare una di vendetta personale.

Jan Komasa, giovane e prolifico regista polacco, mette tantissima carne al fuoco e confeziona un film suggestivo, ricco di metafore, sfumature e chiari riferimenti al presente. La Polonia del 2020 è un calderone di istinti, pulsioni e rancori compressi e sul punto di esplodere, ma è anche un’immagine in scala ridotta delle forze che agitano l’Europa. Ciò che “The Hater“ tematizza è il clima di tensione sociale alimentato dai social e dal sempre più labile confine fra pubblico e privato, riflettendo con maestria sui pericoli delle derive populiste e dell’ascesa dell’estrema destra sui panorami politici del nostro continente.
(Netflix)

Effetto Truffaut (RaiPlay)

Chiudiamo con un consiglio, soprattutto per chi non è abbonato ad alcuna piattaforma per lo streaming o non ha voglia di comprare o noleggiare film online. Da qualche giorno su RaiPlay (la piattaforma multimediale della Rai, gratuita per tutti), sono stati caricati undici film di François Truffaut. A 25 anni dalla scomparsa (prematura) del regista un bellissimo modo per omaggiare il genio della Nouvelle Vague e del cinema francese.

Fra i più grandi autori di ogni tempo, Truffaut come nessun altro è stato capace di unire impegno e intrattenimento e i suoi film, visti oggi, non paiono invecchiati di un giorno. RaiPlay propone grandi capolavori come “I 400 colpi” (1959), “Jules e Jim” (1962) o “L’ultimo metrò” (1980) in splendide versioni ad alta definizione e con doppio audio italiano e francese (con sottotitoli). Assolutamente da non perdere!

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