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IFF – Integrazione Film Festival, per amare il mondo e non averne paura

Articolo. Dal 20 a 24 ottobre a Bergamo e Sarnico torna il festival delle tre i (inclusione, identità, intercultura). 22 film in concorso, ospite Manda Touré da “Tolo Tolo”

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“Il passo” di Mohamed Hossameldin

Avete presente via Papa Giovanni XXIII a Bergamo? Qualche giorno fa un giornale della nostra città l’ha definita “Il Bronx”. Ora, a parte che ci sono alcune differenze urbanistiche significative fra una delle cinque suddivisioni amministrative di New York e una delle vie principali di Bergamo, l’intento della definizione era sensazionalista e allarmistico. Voleva suggerire che via Papa Giovanni è un luogo pericoloso, dove dominano spacciatori, piccoli ladri e altri generi di malintenzionati. Ovviamente non è così: chi scrive transita tutti i giorni lungo la via per la pausa pranzo, ci sono tanti poveri, quello sì, ed è forse un nodo da risolvere (ma i poveri non sono pericolosi, sono semplicemente poveri, e potete aiutarli se vi va), alcolizzati, tossicodipendenti ma nessuno ha mai torto un capello a me o a qualcuno: insomma non è un posto ideale, ci sono dei problemi, ma nulla che giustifichi la definizione tossica di Bronx.

In realtà in questo momento via Papa Giovanni XXIII – come del resto la malfamata via Quarenghi – è fra i luoghi più belli di Bergamo. Perché racconta tutta la torsione culturale e antropologica del nostro tempo, in altre parole fotografa come la popolazione italiana stia lentamente cambiando, in un’esplosione di culture, colori, profumi e comportamenti che sarà il nostro futuro, cioè una risorsa e una possibilità. Ora che la scuola è ricominciata ad esempio, è straordinario vedere quel fiume di ragazzi sempre più multiculturale e differente attraversare via Papa Giovanni. È un’iniezione di vitalità, di sorrisi, di atteggiamenti eccessivi com’è normale quando si è adolescenti; è l’immagine di un mondo che sta cambiando e dà torto a tutti i razzisti, xenofobi, ministri delle interiora e trinariciuti che raccontano un mondo-nemico da temere restando chiusi in casa.

Tutta questa introduzione – che avrà fatto storcere il naso a qualcuno ancora convinto di poter fermare la Storia, auguri – è uno dei tanti motivi per cui esiste l’IFF – Integrazione Film Festival, il concorso cinematografico internazionale sull’integrazione tra persone di diverse appartenenze culturali e provenienze nazionali. Un’edizione questa, la quattordicesima, che sarà inevitabilmente differente dalle precedenti, con tre giornate di proiezioni ed eventi in sala e una giornata di proiezioni in streaming, dal 20 al 24 ottobre a Bergamo (Auditorium Piazza Libertà) e Sarnico (Cineteatro Junior). 22 i film in concorso, di cui 17 cortometraggi di fiction e 5 film documentari, oltre a 3 film fuori concorso, tutti con l’obiettivo di allargare lo sguardo sulla nostra realtà contemporanea per quanto riguarda l’immigrazione, l’integrazione e la solidarietà. Temi raccontati attraverso delle storie, con tutta la forza veritativa del cinema e la necessità di un festival fondamentale per Bergamo, per l’Italia e per tutti i Bronx più o meno reali.

Inclusione, identità, intercultura

Lo spiega bene Giancarlo Domenghini, Direttore di IFF: “È importante che il nostro Festival si svolga, nonostante le grandi difficoltà organizzative legate al Covid e il dolore che ha colpito il territorio bergamasco, perché il tema del ‘noi’ che esploriamo può essere di utilità alla ‘prossimità sociale’ auspicata in un tempo caratterizzato dal distanziamento. Ci servirà per interrogarci su nuove declinazioni di integrazione, su quali puntini della ’i’ del nostro logo (inclusione, identità, intercultura) saranno necessari per il futuro, migliore, che ci aspetta”.

E per i film in programma Sergio Visinoni di Lab 80 film sottolinea che “la qualità della proposta cinematografica di IFF cresce ogni anno di più. I cortometraggi e i documentari che abbiamo scelto sanno raccontare la realtà e, attraverso il filtro dell’occhio cinematografico, ci aiutano a comprendere le complessità in cui viviamo. Importante quest’anno è stata la scelta di proiettare sia in sala che in streaming: ci adeguiamo giustamente alla necessità di ‘distanziamento’ ma teniamo a mantenere il contatto col nostro pubblico, gestendo la sala in assoluta sicurezza”.

”Mother Mariam” di Mustafa Gürbüz

Per questa edizione abbiamo lavorato in modo particolare per allargare la rete delle collaborazioni – aggiunge Laura Resta, Responsabile Area Cultura di Cooperativa Ruah coinvolgendo un maggior numero di partner del terzo settore e di associazioni di cittadini di origine straniera. Allo stesso tempo abbiamo lavorato per coinvolgere nella riflessione anche ambiti di vita che spesso vengono poco considerati. Con il film fuori concorso ‘Il passo’ di Mohamed Hossameldin, ad esempio, affrontiamo la questione dell’inclusione di persone portatrici di altre culture nell’attività sportiva, in particolare nella danza, dove sono ancora pochissime le danzatrici che indossano il velo. Provocatoriamente chiediamo: le scuole di danza sono pronte ad includere questa diversità?”.

Manda Touré

L’ospite d’onore di questa edizione di IFF – che doveva svolgersi ad aprile e sarà invece in autunno, con tutte le norme di sicurezza del caso – sarà l’attrice afro-francese Manda Touré, nome tutt’altro che sconosciuto se avete visto “Tolo Tolo” di Checco Zalone. A proposito, il chiacchiericcio superficiale che si fece attorno a quel film dice molto di quanto ci sia bisogno di una manifestazione come IFF e di quanto si debba ancora lavorare per una società che vada oltre ogni tipo di fobia.

Manda Touré

Touré sarà ad IFF martedì 20 ottobre, con una presentazione filmata del suo lavoro di attrice e del suo impegno a favore dell’integrazione, cui seguirà la proiezione del film fuori concorso “Exotique” di Soraya Milla (Francia, 2015, 15’), con la stessa Touré, negli anni scorsi già selezionato a IFF. Al termine Touré e Milla dialogheranno col pubblico. A seguire saranno proiettati sei film in concorso, sia corti che documentari, in collegamento con i registi.

I film in programma

I titoli selezionati saranno racconti cinematografici provenienti da Italia, Turchia, Francia, Svizzera, Stati Uniti, Uruguay che sanno mostrare esperienze positive di integrazione e convivialità delle differenze in diversi luoghi del mondo.

Una presenza importante per IFF è quella del regista italiano di origini egiziane Mohamed Hossameldin, già presente al festival in passato. Quest’anno porta (fuori concorso) “Il passo” (Italia, 2017, 19’), pellicola che racconta la difficoltà di operare nel mondo dello spettacolo per le danzatrici che indossano il velo (mercoledì 21 ottobre in Auditorium). Dopo la proiezione ci sarà una performance di danza della ballerina Engy El Shazly, che poi dialogherà col pubblico insieme allo stesso Hossameldin e alla danzatrice protagonista del film, Giulia Bellotti. A seguire verranno proiettati sei film in concorso, con i registi in collegamento streaming.

La terza serata, venerdì 23, sarà tutta in streaming: in programma, dalle 18,30, dieci film in concorso, corti e documentari. Tra i titoli “La linea immaginaria” dei bergamaschi Paolo Bonfanti e Alessandra Beltrame (Italia, 2019, 40’), “‘A livella de’ creature” di Angelo e Pierfrancesco Borruto (Italia, 2019, 14’), “Mother Mariam” di Mustafa Gürbüz (Turchia, 2020, 8’) e “Uno de nosostros” di Facundo Sosa Ferreira (Uruguay, 2019, 1’).

“’A livella de’ Creatura” di Angelo e Pierfrancesco Borruto
(Foto Collaboratore Eppen)

La serata di chiusura sarà invece al Cineteatro Junior di Sarnico e verrà dedicata ai film vincitori. In apertura la premiazione dei vincitori di un evento collaterale di IFF, il Premio fotografico Ulisse Belometti, intitolato al celebre fotografo del territorio del Sebino e dedicato a sua volta all’integrazione. A seguire la presentazione del Premio Cinematografico Mutti di Bologna, dedicato al cinema migrante, con la proiezione di alcuni estratti di film realizzati grazie al Premio stesso.

L’appuntamento nel basso Sebino darà spazio anche ad Emergency: prima la proiezione del cortometraggio “L’ape regina” di Nicola Sarcinelli (Italia, 2019, 13’), realizzato grazie al primo bando di concorso “Una storia per EMERGENCY” dedicato al tema dell’accoglienza, a seguire il dialogo con Michele Iacoviello, Coordinatore delle Cliniche mobili del Programma Italia di Emergency.

Durante la serata, insieme ai due Premi principali, saranno assegnati anche una Menzione speciale della Giuria e, per la prima volta, il Premio del Pubblico, stabilito dai giudizi che gli spettatori avranno dato dopo la visione dei film (in sala e in streaming).

Il programma completo è sul sito della manifestazione. L’ingresso è sempre libero e gratuito ma è necessario prenotare, accedendo al sito di IFF troverete il link per prenotare in evidenza. I film vengono tutti proiettati in lingua originale con sottotitoli italiani (quando non sono in italiano). Tutte le proiezioni, comprese quelle dal vivo, saranno anche in streaming. Per la visione in streaming, è necessario registrarsi alla piattaforma dedicata tramite il sito. Eppen è media-partner dell’evento.

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