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«Integrazione Film Festival», quando il cinema fa luce

Articolo. Dal 9 al 14 maggio, gli spazi di Daste a Bergamo ospiteranno la diciassettesima edizione del concorso cinematografico internazionale dedicato ad intercultura, identità e inclusione. Senza dimenticare di rivolgere lo sguardo a Brescia, “sorella” Capitale della Cultura 2023

Lettura 5 min.
«Notte Fantasma» (Tommaso Cassinis)

Forse non è un caso che coloro che ricordiamo oggi come i pionieri della settima arte si chiamassero Lumière. Un cognome che ci rimanda a un elemento imprescindibile del cinema e prima ancora della fotografia: senza la luce non esisterebbero le immagini, tantomeno quelle in movimento. Quando parliamo di luce, però, spesso lo facciamo in senso metaforico. Basta pensare a tutte le volte in cui, in cerca di una spiegazione ad alcuni argomenti complessi, abbiamo chiesto ad un amico più esperto: «Dai, illuminami».

Non sorprende, quindi, che «Integrazione Film Festival» – il concorso cinematografico internazionale organizzato da Cooperativa Ruah e Lab 80 film che da anni porta in scena cortometraggi e documentari dedicati alla multiculturalità, all’identità e all’inclusione – abbia scelto come tema della sua diciassettesima edizione proprio la luce. O meglio, la luce del cinema come «faro, capace di illuminare e spiegare, documentando, tutte le sfumature del nostro tempo», per usare le parole del direttore artistico Amir Ra.

Il programma

Che il cinema possa fare luce sul valore delle differenze, la necessità dell’integrazione e del dialogo tra le culture (soprattutto in un anno come il 2023 che vede, nella nostra città, proprio la Cultura al centro) è quindi l’obiettivo di «Integrazione Film Festival», che si terrà dal 9 al 14 maggio negli spazi del polo culturale Daste e Spalenga di Bergamo. In particolare, tutte le proiezioni (gratuite su prenotazione) si svolgeranno al cinema Lo Schermo Bianco; gli incontri collaterali, invece, si terranno nell’adiacente Spazio Eventi (ingresso gratuito, senza prenotazione).

Il festival aprirà martedì 9 maggio con la proiezione del film « Notte Fantasma » di Fulvio Risuleo con gli attori Edoardo Pesce e il giovane Yothin Clavenzani, che sarà presente in sala insieme al regista. E poi via alle opere in concorso, in tutto quindici, due in più rispetto al 2022. I documentari in programma sono cinque: «Ci sarà una volta» di Paolo Geremei racconterà la storia di quattro madri molto diverse tra loro per origini, cultura e abitudini, accomunate dal proposito di narrare favole. «Maka» di Elia Moutamid vedrà invece al centro il difficile viaggio e la vita in Italia della scrittrice, giornalista e antropologa Geneviève Makaping.

E ancora, Aragon Yao, regista portoghese, porterà sullo schermo «My dear», documentario autoriflessivo sulla volontà di un giovane direttore cinese di esprimere la sua identità sessuale in Europa. Se pensate che i biscotti della fortuna siano per davvero il simbolo dell’Asia, non perdetevi «Fortune cook me» di Yang Ni. Infine, «Dansaert Legacy» di Mouhammadou Sy svelerà al pubblico la genesi del progetto artistico e sportivo «BBall in the sky» nella piazza di Nouveau Marché aux grains, a Bruxelles.

Un capitolo a parte meritano i dieci cortometraggi in programma: da «Warsha» di Dania Bdeir, ritratto in quindici minuti di Mohammad, operatore di gru a Beirut, a «Chinese Laundry» di Giorgio Arcelli, passando per «Pema» di Victoria Neto, toccante vicenda di Murphy, giovane di origini congolesi alle prese con la depressione. Dall’India arriva «The Silent Echo» di Suman, mentre «A Night of Riots» di Andreas Sheittanis ci accompagnerà nelle tumultuose strade di Cipro.

Da tempo su Eppen vi parliamo della situazione iraniana e della costante violazione dei diritti umani, soprattutto femminili. Non possiamo che consigliarvi quindi «Split Ends» di Alireza Kazemipour, storia di una ragazza calva e di un ragazzo dai capelli lunghi, che cercano di risolvere i loro problemi con l’hijab nella sede della Polizia morale di Teheran.

In «Songlines» di Elisa McLeod, un cantante rock di origini algerine riprende i sensi dopo un incidente d’auto nella campagna francese, senza nessuno nelle vicinanze disposto ad aiutarlo. Dalla Francia viene anche «A.O.C. Appellation d’origine contrôlée» di Samy Sidali, mentre «The Stupid Boy» di Phil Dunn è ambientato in una Londra attanagliata dal terrorismo suprematista bianco. Infine, «Tria» di Giulia Grandinetti ci trasporterà in una Roma distopica, dove è in vigore una legge che non permette alle famiglie straniere di avere più di tre figli.

Tutti i film in programma saranno disponibili anche in streaming sulla piattaforma OpenDDB – Distribuzioni dal Basso , a partire dalla data in cui verranno proiettati in sala a Bergamo (tutte le info sul sito). Le giurie selezionate che premieranno i vincitori del concorso sono formate da critici, docenti universitari, appassionati di cinema e rappresentanti di associazioni che partecipano al festival. Anche il pubblico potrà offrire il proprio giudizio. L’obiettivo, sottolinea Amir Ra, è infatti proprio quello di dare «spazio libero di dialogo per tutti coloro che hanno una storia da raccontare e per tutti coloro che hanno voglia di ascoltarla».

Eventi e incontri

Anche quest’anno, accanto alle numerose proiezioni, la kermesse offrirà agli spettatori la possibilità di partecipare ad altrettanti eventi collaterali. Giovedì 11 maggio gli studenti degli istituti scolastici di Bergamo e provincia saranno invitati a scoprire la retrospettiva dedicata ad Amir Ra, che con i suoi progetti visivi (l’ultimo dei quali, «Io sono Fatou», ha vinto l’edizione di «IFF» 2020 ed è tuttora visibile sulla piattaforma Amazon Prime Video) punta a toccare temi universali come la ricerca di sé stessi e del proprio posto nel mondo. Non perdetevi, alle 18.30, la presentazione del libro « Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi? » di Geneviève Makaping, professoressa e prima direttrice nera di un quotidiano italiano, protagonista del documentario in concorso «Maka», di cui vi abbiamo parlato qua sopra.

Venerdì 12 alle 10, gli studenti bergamaschi potranno assistere alla proiezione di «A black Italian in New York» di Fred Kudjo Kuwornu, regista italiano di origine ghanese e naturalizzato statunitense. Alle 18, invece, un evento aperto a tutti: « RappresentARTE Forme artistiche del domani ». Alcuni giovani coinvolti da Imagine Bergamo e Fondazione Serughetti La Porta presenteranno al pubblico le loro proposte artistiche per provare a trasformare la comunità.

Se vi va di camminare “sulle orme di Ulisse” non mancate alla passeggiata interculturale di sabato 13 maggio, organizzata da Migrantour Bergamo, un progetto di turismo responsabile che promuove la scoperta del patrimonio interculturale della città di Bergamo attraverso tour condotti da persone con background migratorio.

Alle 18.30, Piazza Daste accoglierà lo spettacolo teatrale « El Hal – Grido di una generazione sradicata » di Mohamed Amine Bour, Younes El Bouzari e Youssef El Gahda: la rappresentazione verrà proposta nella forma dell’halga, l’arte che indica il cerchio di spettatori che si crea intorno a un performer, teatro di strada simbolo del Marocco. Chiuderà poi gli incontri il « Family Sunday », appuntamento di domenica 14 maggio tutto pensato per le famiglie.

La musica e la radio

Non c’è cinema senza un po’ di musica. Ogni sera, dalle 20, «Integrazione Film Festival» proporrà un momento aperitivo accompagnato da un sottofondo musicale. Al microfono, si esibiranno gli artisti Zaib (mercoledì 10), Ama Dee (giovedì 11 maggio) e Sidy (venerdì 12). La serata delle premiazioni – sabato 13 maggio – si concluderà invece con una festa nello Spazio Eventi di Daste: dalle 22.30 in poi vi aspettano i live di Anna Bassy e il dj set di Evissimax, entrambi a ingresso gratuito.

Non solo musica. Durante tutta la durata del festival, sempre a partire dalle 19.30, nella sezione IFF Corner sarà on air Radio Brusa: verranno intervistati autrici e autori, figure istituzionali, voci dal pubblico e staff artistico.

Due nuove collaborazioni

Torniamo alla luce. Cuore di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 è proprio il tema della città illuminata. Ecco perché «Integrazione Film Festival», per la prima volta, ha deciso di collaborare con il festival “collega” «AFROBRIX».

La manifestazione, finanziata da Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione della Comunità Bergamasca e Fondazione della Comunità Bresciana, si avvarrà inoltre della collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli studi di Bergamo, in particolare con il progetto «Inclusione della diversità»: la finalità è l’inclusione della cittadinanza all’interno del progetto, con l’apertura al pubblico in sala delle proiezioni visionate anche da studenti e studentesse durante il loro percorso di studi.

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