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«Presente Prossimo», il coraggio di “affacciarsi” al mondo con i libri

Intervista. Dal 16 novembre al 13 dicembre, in programma sei incontri con grandi autori ospitati in altrettanti comuni della Val Seriana. Per capirne di più sulla quattordicesima edizione della rassegna, abbiamo fatto due chiacchiere con il direttore artistico Stefano Malosso

Lettura 6 min.
Mauro Baudino a Presente Prossimo 2019

In latino il limen è la soglia. Quell’elemento della casa che unisce (non separa!) l’interno e l’esterno, che ci mette in comunicazione con il mondo. Non è un caso che un festival come «Presente Prossimo», che ormai da quattordici edizioni porta sul territorio bergamasco il meglio della letteratura nazionale, per il 2022 abbia scelto – dopo uno stop di tre anni – di collaborare con una realtà che porta il nome di «Limina», plurale di limen. Con «Limina», rivista digitale che racconta e approfondisce le novità del nostro panorama letterario ed editoriale, il festival condivide la convinzione che parlare dei libri significhi parlare del mondo, e che la cultura possa fungere da soglia per «leggere e scrivere l’oggi».

Organizzato dal Sistema Bibliotecario Valle Seriana in collaborazione, oltre che con «Limina», con Officina Spazio Terzo Mondo e Rete Bibliotecaria Bergamasca, il Festival ospiterà sei incontri gratuiti con autori all’interno di altrettanti comuni bergamaschi. Si comincerà il 16 novembre alle 21 all’auditorium di Clusone, con Benedetta Cibrario e il romanzo «Per ogni parola perduta». Il 21 novembre, la biblioteca di Villa di Serio accoglierà Crocifisso Dentello con «Tuamore». Spazio all’attesissimo Donato Carrisi il 28 novembre all’auditorium di Albino con «La casa delle luci», mentre il 30 novembre l’ospite sarà Veronica Raimo, Premio Strega Ragazzi con «Niente di vero», all’auditorium di Ranica. Il 5 dicembre alla sala consiliare di Alzano Lombardo sarà possibile incontrare lo scrittore Premio Campiello Giorgio Fontana e, per finire, il 13 dicembre alla biblioteca di Nembro Francesco Costa presenterà il suo ultimo volume «California».

In occasione dell’edizione 2022 della rassegna, abbiamo incontrato il suo direttore artistico, Stefano Malosso. Milanese d’adozione, ma di origine camuna, Malosso è giornalista, scrittore, collaboratore editoriale de La Nave di Teseo, fondatore e direttore della rivista «Limina». Una persona non nuova alla direzione artistica di manifestazioni culturali. Otto anni fa, infatti, Malosso ha fondato il festival «OltreConfine», un evento “diffuso” tra 16 comuni delle province di Brescia e di Bergamo. Dal 2022 dirige la manifestazione «Il Sentiero Invisibile» a Ponte di Legno e dal 2010 è collaboratore editoriale del Festival «La Milanesiana» a Milano. «Presente Prossimo» è un festival “nuovo”, a cui Malosso si ritiene però particolarmente legato.

«Negli anni, sono stato nel pubblico di “Presente Prossimo”, ho assistito a incontri molto belli (porto nel cuore l’incontro con Giorgio Vasta, con Raul Montanari). Credo che le peculiarità di questa rassegna siano due: la prima è tematica, e consiste proprio nell’attenzione agli autori e alle autrici che parlano dell’oggi, che siano in grado di fornirci delle “lenti” con cui poter guardare a ciò che ci circonda. Magari non direttamente: credo che la lente più interessante sia quella che sta ai margini, agli angoli di ciò che accade. L’altra particolarità di questo festival è il coinvolgimento – e anche qua parliamo di margini, in fondo – della provincia, di paesi che vengono erroneamente considerati periferici, satelliti rispetto alla città, ma che quando arrivano grosse personalità del mondo letterario sanno aprirsi, accogliere. Mi piace pensare poi che quando lo scrittore arriva in questo territorio possa viverlo per una giornata… il rapporto è biunivoco».

La prima domanda che rivolgo al direttore artistico parte proprio da qui. Da quel territorio bergamasco che si apre, e che forse ha più fame di cultura di quanto pensassi.

MM: Da spettatore e da organizzatore di rassegne, che idea ti sei fatto del tessuto culturale bergamasco e della “ricezione” del pubblico a questo tipo di stimoli?

SM: Ho sempre visto delle sale affollate, una risposta importante da parte sia dei comuni dove viene ospitato l’incontro, sia dai comuni attigui, sia delle persone che come me sono disposti a fare anche 50-60 km per vedersi un incontro. «Oltreconfine» è un festival che organizzo da otto anni tra la valle Camonica e il Sebino con dei risultati importanti. Parallelamente lavoro per la «Milanesiana», che invece è quasi il contrario: un grosso festival che si fa tutto in una città, Milano. Entrambe le impostazioni funzionano, ma devo dirti che il festival diffuso in questi piccoli paesi genera un entusiasmo, una passione, una partecipazione che è incredibile, inaspettata. Quello della provincia di Bergamo è un territorio che ha una grande risposta di pubblico, una grande fame di libri, di letture, ma anche di idee, di uno stare insieme che dopo due anni di emergenza pandemica oggi ritorna al centro del nostro vivere.

MM: Immagino che, nell’organizzazione di un festival culturale, siano diversi gli aspetti da affrontare. Da una parte, le richieste del mercato editoriale, la notorietà di un autore – si sa, se si propongono nomi di tendenza, la gente viene – dall’altra, la ricerca della qualità. Come si gestisce e si mantiene l’equilibrio tra le logiche del marketing e la volontà di proporre un contenuto di qualità?

SM: Pur essendo consapevole che anche la cultura è fatta di numeri e di bilanci, mi pare che il primo focus, il primo passo da fare, sia un passaggio di qualità. Quello che ha mosso la mia direzione artistica di «Presente Prossimo», questo mio primo anno, è stato principalmente un’attenzione sui contenuti, sui libri. Gli autori sono stati scelti per quello che hanno scritto, non per le copie vendute o per i premi. Credo che la medaglia al valore, in un autore, sia una pagina scritta bene, che riesce a toccarti la coscienza di lettore, di cittadino, di padre e di madre.

MM: Qualche esempio, tra i nomi scelti quest’anno?

SM: C’è Veronica Raimo, che ha scritto uno dei libri più importanti del 2021, «Niente di vero» edito da Einaudi, che è un libro di rarissimo coraggio, rara ironia, rara ferocia, un’educazione sentimentale oltre che alla vita tutta al femminile, ma senza quegli aspetti accomodanti, di buonismo facile che spesso ci troviamo nei libri di autofiction. E poi, c’è il libro di Crocifisso Dentello, «Tuamore», un altro romanzo molto coraggioso che parla del tema della perdita, del lutto, in questo caso la perdita di sua madre – che è un tema che tocca tutti noi.

MM: Come è nata la tua collaborazione con «Presente Prossimo»?

SM: Da un po’ di anni, come ti dicevo, dirigo o collaboro con alcuni festival. Proprio durante uno di questi festival ho conosciuto Alessandra Mastrangelo, coordinatrice del Sistema Bibliotecario Valle Seriana. Con lei, è subito nata una forte sintonia circa l’idea che sta dietro ad un festival e al tema generale della promozione della lettura, che ha portato a questo incarico. Inoltre, tre anni fa ho fondato «Limina», che è una rivista letteraria ormai di livello nazionale, sulla quale scrivono firme che vengono dai principali quotidiani ed editori. Con «Limina» vogliamo offrire uno sguardo a 360 gradi sul mondo editoriale oggi in Italia, ma anche vivere concretamente e fisicamente nello spazio esterno. Settimana prossima saremo a «Bookcity», siamo stati a «Bookpride» pochi mesi fa. La collaborazione con «Presente Prossimo» si inserisce in questa presenza di «Limina» nello spazio fisico: non vogliamo solo essere una rivista online, ma un gruppo di persone che organizzano concretamente delle cose. «Limina» proporrà dei contenuti, li promuoverà e cercherà come sempre di approfondire e ampliare i contenuti del Festival.

MM: Quanto è importante, nell’organizzazione di un festival, la collaborazione con le amministrazioni, le librerie, le biblioteche del territorio?

SM: Credo che il lavoro fatto in questi anni da «Presente Prossimo» sia stato un grande lavoro di tessitura e la tessitura su questi territori è fondamentale. Mi è capito spesso di trovare amministrazioni comunali aperte, disponibili, che hanno vagliato le proposte, si sono informate… abbiamo trovato una porta aperta e credo che fare un festival di cultura diffuso in provincia richiede anzitutto questa porta aperta, da entrambi i lati. Ci siamo accorti che la voglia di riavere «Presente Prossimo» sul territorio c’era eccome. Si parte quindi da questo senso di attesa: quando fai una cosa che è attesa con questa passione significa che si sta facendo una cosa importante per molte persone.

MM: Due parole sul pubblico. Dalla tua esperienza come direttore artistico, ma anche come spettatore, che tipo di pubblico frequenta gli incontri con gli autori? Chi ha già letto i libri? Chi è semplicemente curioso?

SM: È difficile darti una risposta univoca. Io credo che ci siano livelli e target diversi, posto che non ho ancora visto nello specifico quello che è il pubblico di «Presente Prossimo». Da un lato vedo persone estremamente fidelizzate: so già che nella serata con Donato Carrisi o con Francesco Costa avremo un’ampia percentuale di “lettori forti”. Poi c’è quell’altra percentuale che a me interessa molto, rappresentata dai curiosi: sono quelli che si fidano della nostra proposta in quanto festival, quei lettori che quando identificano una qualità da parte di chi gli sta proponendo un titolo, un autore, si fidano e sono disposti – ecco che torna la porta aperta – all’ascolto, alla scoperta di qualcosa.

MM: Non è solo ascolto, è formazione.

SM: Assolutamente. Ho sempre visto questo tipo di incontri come formazione continua. Se penso al me ragazzino, universitario, che andava a presentazioni di libri, penso al me che si sta formando. A vent’anni ho visto una presentazione a Milano con Michel Houellebecq, e quell’incontro che durò meno di mezzora forse è valso più di un intero corso universitario. Credo che il cittadino oggi si formi non solo tra i banchi di scuola, ma anche a 360 gradi, fuori. È formazione attivissima, sulle idee: è lavorare sull’idea di cittadino contemporaneo – perché poi durante queste presentazioni emergono i temi della nostra società. È scrittura del presente… ed è gratuita.

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