< Home

#cult: HÅN all’Ink Club per Le Solite Al Solito

#Cult. Domani sera a Bergamo uno dei nomi più interessanti del nuovo indie songwriting italiano al femminile. Le abbiamo chiesto il suo libro, disco, film e viaggio della vita

C’è da qualche mese un collettivo a Bergamo che si chiama Le Solite al Solito. È una sinergia di intenti pensata e curata da quattro realtà socio-culturali della nostra città, che da anni si occupano di cultura, cooperazione e intrattenimento. Ovvero Ink Club, Spazio GATE, Cooperativa Generazioni Fa e La Città delle Mille che proporranno, in collaborazione con Woodoo Studio, Suono1981 e DLate, un calendario di eventi che nei prossimi mesi porterà a Bergamo artiste, musiciste, scrittrici, filosofe, professioniste, sportive da tutta Italia.

La scorsa estate Le Solite al Solito hanno esordito con un bel festival al GATE della Malpensata, che ha proposto quanto di buono c’è sul territorio per quanto riguarda il songwriting al femminile, aggiungendovi qualche nome da fuori provincia.
Nel denso sottobosco della musica bergamasca sono tanti i progetti la cui titolarità si deve a una o più donne: lontano da ogni idea di quota rosa – anche se pure nella musica essere donna significa partire almeno un passo indietro – l’intento de Le Solite al Solito è quella di mettere in luce una sensibilità artistica che è innegabilmente differente da quella maschile.

Dopo il festival il collettivo torna giovedì con la prima di una serie di date all’Ink Club che promette parecchio bene (titolo: Le Solite all’Ink #1, ingresso gratuito con tessera ARCI da sottoscrivere nei giorni precedenti alla serata, vedi evento in fondo).
Sul palco infatti salirà HÅN, classe 1996, lombarda, al secolo Giulia Fontana. Uno dei nomi da tenere assolutamente d’occhio in quel panorama sempre più numeroso di band o solisti che, cantando in inglese e annusando l’aria dell’elettro-pop internazionale, strizzano l’occhio ai locali d’oltreconfine. Non è casuale che Giulia sia accasata presso un’etichetta dal piglio internazionale come la Factory Flaws, che ha nel suo roster altri nomi da segnarsi come LIM e Giungla.

HÅN scrive canzoni chitarra e voce dalle melodie dolceamare, dove un’elettronica ben cesellata e cristallina sorregge una voce eterea, angelicamente malinconica. Il tutto sagomato in tracce saldamente pop ma mai ruffiane, con qualche saltuaria accelerazione ritmica e un bel lavoro di produzione.

Se ascoltandola vi vengono in mente i nomi di Lorde, Aurora o Daughter siete sulla strada giusta. Con il suo esordio nel 2017 “The Children”, un ep di quattro pezzi con altrettanti remix, HÅN ha iniziato a tracciare una via che ha avuto i primi riscontri: presenze a Eurosonic 2018, allo WAVES Vienna, all’ultimo Primavera e aperture per Cigarettes After Sex e Lamb. A settembre HÅN ha inoltre pubblicato “It’s better when I sleep”, nuovo brano che anticipa un secondo ep.
Avendola qui a Bergamo domani sera, l’abbiamo sottoposta alla nostra rubrica #1libro#1disco#1film#1viaggio, che da questo episodio cambia nome e si chiama #cult. Ecco le sue risposte.

#cult

#1libro
“Il giovane Holden” di J. D. Salinger
Super irriverente ma super perso nella vita. Mi ci sono ritrovata molto alcuni anni fa, l’ho letto quando avevo la stessa età del protagonista (sedici anni).

#1disco
“The Bends” dei Radiohead
Quando iniziai ad approcciarmi alla musica moderna (prima suonavo il violino) il mio insegnante mi assegnò “High and Dry”. Da lì mi si è aperto un mondo nuovo ed ho un po’ capito che la musica era ciò che volevo fare nella vita.

#1film
“American Beauty” di Sam Mendes
Sono una fan dei cosiddetti “film di formazione”. Mi piacciono le storie che scavano nei personaggi e American Beauty mi ha lasciato con tante riflessioni su come si è versus come si appare.

#1viaggio
Marocco
Nel 2011 ho visitato le maggiori città come Marrakech, Casablanca e diversi quartieri berberi. Tutto è diverso da come lo viviamo noi ed è illuminante mettere tutto in prospettiva. E poi è un paese bellissimo.

Evento Facebook
Pagina Facebook HÅN