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Deproducers: musica per la scienza che diventa politica

Articolo. Venerdì 18 ottobre a Bergamoscienza il collettivo musicale composto da Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Max Casacci e Gianni Maroccolo. In concerto con la loro nuova opera DNA

Lettura 3 min.

Attraverso la scienza e la musica riusciamo a lanciare dei messaggi anche politici. In DNA parliamo tanto di diversità, perché chi è ‘diverso’ aiuta l’evoluzione del genere umano e questa è una frase potente e molto politica”. Inizia così la chiacchierata con Vittorio Cosma, fondatore dei Deproducers – musiche per conferenze scientifiche. Un collettivo formato da lui (ex componente della PFM e collaboratore degli Elio e le Storie Tese), Max Casacci (compositore, chitarrista, produttore, fondatore dei Subsonica), Riccardo Sinigallia (che ha lavorato con Tiromancino, Coez e Motta per citarne alcuni) e Gianni Maroccolo (musicista, produttore, arrangiatore, compositore, tra i fondatori dei Litfiba e basso dei CSI).

I quattro saranno protagonisti a BergamoScienza il prossimo 18 ottobre in un concerto aperto al pubblico e alle scuole del Teatro Creberg per far ascoltare e conoscere “DNA”. La loro nuova opera nata in collaborazione con AIRC, l’associazione che da cinquant’anni finanzia la ricerca sul cancro in Italia.

Abiogenesi, storia compatta della vita, caso e necessità, DNA, suite cellulare, l.u.c.a., cancro, serendipità. Sono le nove tracce di questo album che sarebbe più giusto chiamare sinfonia sonora, resa musicalmente da Cosma e compagni per accompagnare i racconti dello scienziato Telmo Pievani, che affianca i musicisti in veste di “narratore”. Nel frattempo sullo schermo gigante scorrono le immagini evocative di Marino Capitanio.

Deproducers

Le tracce raccontano la storia che accomuna ogni essere umano, dalla formazione delle prime cellule alla comparsa dell’Homo sapiens, fino alle nuove conquiste della genetica, inanellando una serie di nomi, termini, casi e situazioni che sembrano tutto, tranne la tranquilla e rilassante scaletta di un concerto del venerdì sera.

DNA non parla solo di cancro, parla di genetica e della vita – spiega Cosma – e dobbiamo anche smetterla di avere paura delle parole. Se ci pensiamo bene tutti abbiamo una relazione con il cancro, tutti conosciamo una persona, un amico, un parente, un vicino di casa che ha avuto a che fare con questa malattia, quindi è inutile nascondersi ed è forse più utile imparare a capirlo. Ad un certo punto dello spettacolo c’è anche un piccolo gesto di drammaturgia che chiediamo al pubblico per sentirsi parte di un’umanità che combatte, tutta insieme”.

Il disco è il terzo capitolo della produzione dei Deproducers iniziata nel 2012 con “Planetario” dedicato al cosmo, alle stelle e all’infinito e proseguita con “Botanica” che descriveva la terra in cui viviamo.

Una delle caratteristiche proprie del collettivo che realizza “musica per conferenze scientifiche” è proprio quella di unire il talento musicale dei quattro produttori a una finalità divulgativa vera e propria che possa parlare di argomenti anche piuttosto complicati in maniera diretta.

Alla base di tutto c’è l’intreccio di un linguaggio testuale, uno musicale e uno visuale che si intersecano. Lo spettatore, in questo modo, esce dal concerto capendo come nascono le stelle, cosa stiamo facendo per combattere il cancro o come le piante possano realmente salvarci.

Riccardo Sinigallia è uno dei quattro Deproducers fin dall’inizio e racconta così la nascita dei live: “Quando dovevamo realizzare gli spettacoli è stato importante fin da subito che lo show potesse essere chiaro a tutti, dai bambini di nove o dieci anni fino alla signora di settant’anni. Era fondamentale anche per noi stessi perché io personalmente di astrofisica, botanica o biologia non so nulla. Se noi per primi non fossimo arrivati al cuore del progetto non avremmo potuto creare un pubblico in grado di tornare a vederci per imparare altro”.
E invece tornano! – aggiunge Cosma – All’inizio pensano tutti che sia noioso, poi alla fine dei concerti sono rapiti e in tanti restano a parlare con lo scienziato e con noi”.

Musicalmente siamo molto liberi – continua Sinigallia – il principale obiettivo della musica è di creare una connessione profonda che sia in relazione con l’argomento di cui stiamo parlando. In questo senso riusciamo a essere anche abbastanza complessi”.

Quello che arriva a Bergamoscienza è uno spettacolo che dopo aver parlato dell’infinitamente grande (il cosmo) arriva all’infinitamente piccolo (il DNA e le cellule) ponendosi a cavallo fra arte, scienza e musica e tentando di abbattere tabù che svaniscono semplicemente perché li si affronta.

Vittorio Cosma lo spiega ancora meglio: “Parliamo di alberi che ci permettono di respirare, di cellule che si modificano e si evolvono. Sono concetti base per la vita, inopinabili. Nessun hater potrebbe mettere in dubbio che grazie all’ossigeno noi viviamo e molto spesso la scienza è carica di messaggi fortissimi, che diventano sociali. In DNA parliamo di diversità, differenza ed errore che sono alla base dell’evoluzione. E lo dice Darwin, non l’Arcigay. Chi è diverso aiuta l’evoluzione del genere umano e questa è una verità potentissima”.

Il progetto Deproducers mi permette di apprendere tantissimo, di essere uno strumento di divulgazione e di sentirmi musicalmente libero – conclude Sinigallia – e mi concede anche il piacere di suonare con dei musicisti che stimo e che ormai sono diventati veri e propri amici, anche se non è stato semplice. Tutto è nato da un’idea ambiziosa di Vittorio Cosma che ha messo insieme quattro produttori facendo nascere liti che sono rimaste epocali. Alla fine però siamo riusciti a costituire un piccolo collettivo stabile, aperto alle collaborazioni e questo ci dà fiducia nel futuro perché si stacca dalle regole della discografia e diventa qualcosa di diverso”.

BergamoScienza