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La voglia di rivalsa di Caso

Intervista. Un 7 pollici pubblicato con Edoné Dischi con un pezzo inedito e un suo classico riarrangiato: scopriamo insieme le ultime novità di Caso

Lettura 4 min.
Caso

Il 3 dicembre 2021 è uscito per Edoné Dischi “Blu/Aranciata Amara” (acquistalo qui), il nuovo 7 pollici di Caso. Un pezzo inedito e una nuova versione di un classico del suo repertorio, che ha appena compiuto dieci anni, in attesa di un nuovo lavoro lungo. L’abbiamo raggiunto per una chiacchierata in cui abbiamo approfondito la scelta di questo formato inusuale, i due pezzi che vi sono contenuti e a che punto è del suo già lungo percorso di cantautore un po’ indie e un po’ punk, ma sempre orgogliosamente indipendente.

LR: Ciao Andrea! Come mai la scelta di pubblicare un 7 pollici adesso? È un formato un po’ “particolare” che non avevi mai usato prima…

CA: Un po’ proprio per quello: è un formato che mi mancava e avendo sempre fatto dei dischi fisici “stampati” (quasi tutti in LP o CD) mi piaceva l’idea di provare. Poi c’è anche il fatto che un disco intero pronto non ce l’avevo, nonostante il mio ultimo album “Ad ogni buca” sia uscito ormai da tre anni. C’era anche la voglia di collaborare con Edoné, che mi ha proposto la cosa, e allora ho detto “dai, facciamolo”. Avevo pronto un pezzo nuovo, e un pezzo vecchio che compie dieci anni quindi ho deciso di far uscire il singolo come si faceva una volta, sul 7 pollici. È vero che si tratta di un formato un po’ inusuale oggigiorno, anche perché ha dei costi di stampa un po’ alti, quasi come un LP. Quindi da un punto di vista economico sarebbe forse convenuto fare la classica uscita digitale aspettando un album lungo, ma noi ci abbiamo creduto.

LR: A proposito di Edoné: non sei esattamente l’ultimo arrivato, hai alle spalle una carriera già lunga e un bel po’ di album. Come mai la scelta di appoggiarti a un’etichetta piccola a questo punto del tuo percorso?

CA: Premetto che con Edoné c’è un rapporto di lunga data: ho sempre presentato lì i miei dischi, ci sosteniamo a vicenda da anni. Mi ricordo che il mio primo concerto fu a Redona in uno spazio gestito da persone che ancora oggi gravitano intorno a Edoné. Quindi io ho pensato che a me sarebbe piaciuto fare questa cosa con loro, e avendo io già un po’ di seguito anche fuori da Bergamo avrei potuto dargli una mano. Le altre etichette con cui ho sempre collaborato si sono subito mostrate aperte. Sono molto contento di questa scelta, un po’ meno di non poter ancora portare i pezzi in giro live. Già questo mese avevo in programma qualche data che abbiamo dovuto rimandare. Suoneremo più avanti.

LR: Come è nato “Blu”, il pezzo inedito?

CA: Anzitutto l’ho registrato con la stessa formazione dell’ultimo disco, in trio, nello stesso studio di Villa d’Almè. È lo studio del mio bassista Gregorio Conti, che suona anche in tanti altri progetti. Il batterista invece è Stefano Zenoni. L’ho arrangiato con loro e l’ho scritto come sempre da solo per i fatti miei. È un pezzo pieno di voglia di rivalsa, che nasce da tutti quei momenti bui in cui sei un po’ sconfortato. Negli ultimi due anni sia per motivi personali che legati alla pandemia credo che tutti ci siamo trovati a scontrarci con periodi così, un po’ più scuri. Ripartendo dalle cose semplici si cerca la forza di andare avanti e ricominciare. Sono molto contento di come è uscito, sia di come l’ho scritto che di come l’abbiamo registrato.

LR: Ha anche dei suoni un pochino più sporchi rispetto a quelli di “Ad ogni buca”.

CA: Sì, ho voluto la chitarra un po’ più indie, un po’ più post-punk. Quindi questa ruvidezza ci stava particolarmente bene sul 7 pollici che è un formato che nel punk-rock è stato molto utilizzato negli anni.

LR: “Aranciata Amara” invece spegne già 10 candeline.

CA: Era nel mio secondo disco, uscito nel 2011. È un pezzo che ai tempi mi aiutò un po’ a farmi conoscere fuori dalla città, quindi gli sono molto legato. Era bello festeggiarne i 10 anni, così l’ho ri-registrato con la chitarra elettrica in una versione in realtà molto simile all’originale. Non me la sono mai immaginata con una formazione che comprendesse anche batteria e basso, e non mi andava di stravolgerla anche perché so che chi mi ascolta da tempo è affezionato a quella versione là. Cambiarla in toto avrebbe fatto più danni che altro. È stato bello anche tornare a suonare questa canzone, che per un po’ di anni avevo lasciato da parte. È un pezzo che mi piace ancora.

LR: Dicevi del sound un po’ più grezzo di “Blu”, mentre “Aranciata Amara” è un pezzo in cui rivendichi la tua indipendenza. Sono quindi due tracce legate tra loro in un certo senso, una da un punto di vista stilistico (guardando al punk, che è il mondo da cui vieni) e l’altra tematico.

CA: L’idea era proprio quella, ho scelto questi due pezzi per questo legame che hai detto. C’è voglia di rivalsa in entrambi, seppur in modalità diverse. Quindi secondo me stavano bene nello stesso “concept”.

LR: Il Caso di oggi quanto è diverso da quello del vecchio disco di tre anni fa?

CA: Sono un cantautore, quindi nei miei testi parlo di me e di quello che vivo. Quindi anzitutto è cambiato che sono diventato papà dopo aver registrato “Ad ogni buca”, e le date di quel disco le ho suonate che già c’era il mio bimbo. Quindi la visione del mondo e le prospettive cambiano. Non a caso ho scritto un pezzo, che si trova online e si intitola “Formiche”, che parla di paternità. Altri cambiamenti sono curioso anch’io di scoprirli suonando live. Sono tanti anni che scrivo canzoni e la necessità è ancora quella, le ambientazioni che utilizzo sono le mie e sempre grossomodo le stesse. Sono curioso di riscoprirmi live da solo, senza la band, e vedere se dopo un periodo di pausa come sono stati questi due anni, in cui ho fatto poche date, ancora sento quella voglia di prendere la macchina, andare e fare i chilometri e incontrare altra gente, stare su un palco e raccontare me stesso. Non so se ancora mi stimola come anni fa.

Caso nel 2010

LR: Quindi le prossime date saranno un’avventura solitaria. Suonerai in acustico?

CA: Sia acustico che elettrico, comunque solo io chitarra e voce. Alterno molti pezzi con la chitarra elettrica, di solito pulita, e qualcuno con l’acustica. L’idea è nata da subito così perché negli ultimi anni ho suonato veramente tanto con la band, e ora voglio ritrovare quell’intimità lì. È proprio una cosa diversa: anziché concentrarsi sul suono o sulla performance, cerco di più l’empatia con chi mi sta ascoltando.

LR: Speriamo di poterti vedere al più presto!

CA: Le date che avrei dovuto fare a gennaio sono state posticipate a metà febbraio. Però chiaramente siamo tutti sul chi va là. È diventata una cosa che ormai siamo abituati ad accettare. Quando saremo in sicurezza ci proveremo.

LR: A parte “Blu” hai scritto qualcos’altro in quest’ultimo paio d’anni? C’è del materiale che ti lascia presagire in che direzione andrai nel prossimo disco?

CA: Ho scritto qualche canzone, non le ho ancora arrangiate. Non so ancora che direzione prenderanno. Mi piacerebbe mischiare un po’ le carte, mettermi in gioco e provare a cantare su sonorità diverse, magari senza chitarra. Ma è vero anche che sono anni che lo dico. Le canzoni continuano a venirmi così, con la chitarra. È il suono che mi piace ancora di più. Quindi non so, non mi precludo niente ma ormai credo di aver capito che le canzoni le so scrivere così.

La copertina di Blu Aranciata Amara
(Foto Margherita Panizon)
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