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Dopo “Re Lear” continua la magia del teatro di Prosa al Donizetti

Guida. La sezione principale delle cinque in programma per l’anno 2021/2022 continua dall’11 gennaio con una commedia di Edoardo De Filippo. Poi un classico come “Arsenico e vecchi merletti”, Lella Costa, la trasposizione teatrale di “Mine Vaganti” di Ferzan Ozpetek, “Il silenzio grande” di Maurizio de Giovanni e il gran finale con “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Il tutto nel rispetto delle regole anti-covid

Lettura 3 min.
Lella Costa, Se non posso ballare (Foto di Masiar Pasquali)

Distinte ma al contempo comunicanti, riflesso di un pensiero multiforme come è, oggi, l’espressività teatrale, incontro di linguaggi che coniugano la tradizione con la ricerca e l’innovazione: le cinque sezioni della Stagione teatrale della Fondazione Teatro Donizetti declinano la parola teatro nelle sue diverse forme (Prosa, Altri Percorsi, Appuntamento con la storia, Eventi speciali, Operetta).

Il calendario principale, quello della Prosa, ha dato il via lo scorso 14 dicembre con “Re Lear” di William Shakespeare all’intera stagione. Una stagione che prende avvio da dove la precedente si era forzatamente fermata e che dovrà tenere necessariamente conto dell’evoluzione della pandemia e dei provvedimenti per fronteggiarla.

Re Lear
(Foto Filippo Manzini)

“Ricominciamo dagli importanti risultati ottenuti in precedenza: dagli oltre 5.300 abbonati complessivi”, afferma Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, “Numeri oltremodo significativi che attestano quanto la Stagione dei Teatri sia determinante nella programmazione della nostra Fondazione. Di pari rilevanza è l’elevato livello delle scelte artistiche, che stanno incontrando il favore del pubblico affezionato e di nuovi spettatori, di ogni età”. Il teatro Donizetti ha inoltre riaperto le sue porte più bello che mai dopo il recente restauro, valore aggiunto alla grande voglia di ripresa.

“Re Lear” e una ripartenza intensa

Dunque la Stagione di Prosa ritrova finalmente la sua casa con sette spettacoli, iniziato dal significativo ritorno a Bergamo di Glauco Mauri, in coppia con il suo sodale Roberto Sturno: il Maestro ha portato in scena lo scorso dicembre “Re Lear”, capolavoro shakespeariano che l’attore pesarese affronta per la terza volta in carriera, ma in una chiave completamente diversa dalle due precedenti.

“È stata una ripartenza intensa”, spiega Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi “la stagione si è aperta con una vastità di emozioni percepibili sia nel pubblico che tra gli artisti in scena. È tangibile il grande desiderio di tornare a teatro, amplificato dall’attesa, che si rispecchia in un senso di gratitudine collettiva non solo per i fruitori, ma anche tra noi lavoratori dello spettacolo”.

Maria Grazia Panigada
(Foto Gianfranco Rota)

La pandemia con la variante Omicron obbliga il Governo a introdurre nuove restrizioni, anche per il teatro (il Green Pass rafforzato, l’uso della mascherina Ffp2 obbligatoria). Panigada assicura: “Continueremo a garantire il massimo impegno nell’osservazione delle misure di prevenzione e sicurezza perché le persone possano venire a teatro godendone in assoluta serenità”.

“Ditegli sempre di sì” e “Arsenico e vecchi merletti”

Dopo “Re Lear” dall’11 al 16 gennaio 2022 sarà la volta di “Ditegli sempre di sì”, uno dei primi testi teatrali di Eduardo De Filippo proposto dalla Compagnia Luca De Filippo, con la regia di Roberto Andò. Fra gli undici attori, Carolina Rosi, che oggi dirige la compagnia dopo la scomparsa del suo fondatore, e Gianfelice Imparato. L’opera, tra le meno note di Eduardo, si basa sul perfetto meccanismo del testo in equilibrio tra comico e tragico: una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale.

Arsenico e vecchi merletti

Tre i titoli in cartellone a febbraio, a partire da “Arsenico e vecchi merletti”, classico della commedia di Joseph Kesselring proposto da Anna Maria Guarnieri e Marilù Prati (dall’1 al 6 febbraio) – il titolo è universalmente noto, soprattutto grazie al film di Frank Capra, interpretato da Cary Grant, adattamento, a sua volta, del grande successo teatrale di Broadway: un carnevale di paradossi, una sfilata di tipi umani grotteschi, a cominciare dalle zie Abby, apparentemente due care vecchiette.

“Se non posso ballare…” e “Mine vaganti”

Segue “Se non posso ballare…. Non è la mia rivoluzione” di e con Lella Costa (dall’8 al 13 febbraio) ispirato a “Il Catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini, per la regia di Serena Sinigaglia. In scena le storie di donne intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese, che hanno lottato per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Donne valorose che seppure abbiano segnato la storia con la S maiuscola, contribuendo all’evoluzione dell’umanità, per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tanto meno sono riconosciute come maestre e pioniere.

Mine Vaganti
(Foto Romolo Eucalitto)

Trasposizione teatrale dell’omonimo film, “Mine Vaganti” di Ferzan Ozpetek, con Francesco Pannofino, Iaia Forte e Simona Marchini (dal 22 al 27 febbraio), narra di un luogo dove un coming out ancora suscita scandalo. Nello specifico là dove vive la famiglia Cantone, proprietaria di un grosso pastificio, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità la direzione dell’azienda ai due figli. Tutto precipita quando uno dei due si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il minore tornato da Roma proprio per aprirsi ai suoi cari e vivere nella verità. Racconto storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile.

“Il grande silenzio” e “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”

Dopo lo straordinario trionfo della stagione teatrale 2019/2020, torna, dall’8 al 13 marzo, lo spettacolo scritto “Il silenzio grande”, diventato anche un film di successo presentato all’ultimo Festival di Venezia. Scritto dall’autore napoletano Maurizio de Giovanni, famoso per i suoi libri di successo dai quali sono state tratte diverse serie televisive (da “Il Commissario Ricciardi” a “I bastardi di Pizzofalcone”), lo spettacolo si svolge in un interno di famiglia fatto di emozioni, drammi quotidiani, risate. Regia di Alessandro Gassmann. Interpreti principali: Massimiliano Gallo e Stefania Rocca.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
(Foto Ila Pozzo)

Infine, dal 29 marzo al 3 aprile, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, produzione del Teatro dell’Elfo, con la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, basata sull’omonimo romanzo di Mark Haddon. La forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma si è propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo testo ha ottenuto a Londra un eccezionale successo di pubblico e ha vinto nel 2013 sette Laurence Olivier Awards (tra cui migliore opera teatrale) per poi trasferirsi a New York portando a casa quattro Tony Awards. Un successo che Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno saputo rinnovare sulle scene italiane con scelte registiche lontane da quelle iper-tecnologiche dell’edizione inglese, ma capaci di esaltare la qualità della scrittura, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e il lavoro attoriale.

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