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«La poesia della città»: una possibilità per ritrovarsi

Articolo. Torna il cartellone di «deSidera» dedicato alla poesia, secondo un’accezione ad “assetto variabile”, che però pone al centro l’importanza della parola, densamente poetica e carica di senso. «Saranno serate particolari per il loro alto contenuto e faranno riscoprire alla città di Bergamo la sua propria poesia, che è fatta di arte, di letteratura, di musica e di architettura» . Al via il 25 giugno allo Spazio Polaresco con «La linea d’ombra»

Lettura 4 min.
Lorenzo Marangoni che condurrà Poetry for the planet. Un inno al pianeta in forma di poetry slam

Abbiamo bisogno di poesia. Nell’epoca della ‘ripresa’, di tante (troppe!) parole che cercano di razionalizzare quello che abbiamo vissuto, c’è n’è bisogno. Ogni volta che penso alla sua etimologia sorrido: deriva da poiein, il verbo greco che più di tutti indica il ‘fare’. È un fare forse paradossale, quello della poesia. Soprattutto per i bergamaschi, gente dal cuore grande e dalle braccia forti, concreti e risolutivi, determinati e pragmatici.

La poesia, in fondo, è come un muscolo involontario: non si comanda, è talvolta impercettibile; poi arriva il momento in cui si verifica lo scontro e si capisce che la vita, senza quel muscolo, sarebbe davvero più complicata. Perché la poesia ha quella capacità di insinuarsi nel mediocre, di inabissarsi nell’ordinario e riemergere intriso di stupore e di distillata bellezza. E la nostra vita, ora più che mai, ha bisogno di sentirci partecipi di questo sguardo che, se collettivo, cambia davvero il modo di guardare e vivere la realtà.

Gabriele Allevi

Sarebbe un peccato, allora, perdere la grande possibilità che Bergamo offre attraverso l’esperienza di «deSidera Bergamo Festival», il ventennale festival artistico-teatrale con direzione artistica di Gabriele Allevi, Luca Doninelli e Giacomo Poretti. Quest’anno, dopo un’interruzione dovuta alla situazione pandemica, torna all’interno del cartellone la sezione «Poesia della città». L’obiettivo è potentemente semplice e chiaro: «saranno serate particolari per il loro alto contenuto e faranno riscoprire alla città di Bergamo la sua propria poesia, che è fatta di arte, di letteratura, di musica e di architettura», afferma Gabriele Allevi. Il percorso si snoda in cinque incontri, cercando di trovare luoghi da valorizzare e senza mai dimenticare la condivisione con le istituzioni e le associazioni della città. Differenti luoghi per altrettanto diverse sensibilità, pronte ad accogliere la parola poetica più conforme alla propria realtà.

Si parte già questo fine settimana (sabato 25 giugno) con l’anteprima alle ore 21.15 presso l’estivo dello Spazio Polaresco. Andrà in scena «La linea d’ombra», nuova produzione artistica di Luca Doninelli basata dal celebre romanzo di Joseph Conrad. Un adattamento per due voci di Gianmarco Bizzarri con Ferruccio Filipazzi e Fabio Zulli: racconterà un invito al viaggio dopo numerose ferite e insoddisfazioni, con l’augurio di oltrepassarle e trovare la propria personalissima e preziosa chiamata del destino. In collaborazione con «BergamoIncontra».

Giuliano Logos

Lunedì 4 luglio, invece, il Castello di Valverde ospiterà alle 21.15 «Poetry for the planet. Un inno al pianeta in forma di poetry slam» con la conduzione e la performance di Lorenzo Maragoni, artista e campione italiano 2021 e Campione del mondo 2022 di Poetry Slam. Insieme ad altri sei giovani artisti (Max di Mario, Giuliano Logos, Cecilia Mariani, Olympia, Gloria Riggio, Mattia Zadra) daranno voce a uno spettacolo corale e interattivo, una sfida poetica sui grandi temi del cambiamento climatico, dell’ambiente e delle responsabilità per il pianeta. Una vera e propria Poetry slam, format nato negli anni ’80 a Chicago, che permetterà ad alcuni giovani di parlare in libertà, di sostenere le proprie idee, senza dimenticare quella ricercatezza ideologica e lessicale propria del fare poesia. La serata è per i Medici con l’Africa Cuamm e prevede l’ingresso di 5 €. In caso di maltempo si terrà nell’Oratorio di San Lupo, in via S. Tomaso 7.

Venerdì 22 luglio alle 21.15 andrà in scena presso il Chiostro del Carmine «Diario di accattone» di Pier Paolo Pasolini per la regia di Fabio Sonzogni con Sandro Lombardi (ingresso 5 €). Debutto per «deSidera», dopo un’anteprima a Caravaggio (il giorno prima), lo spettacolo porterà in scena il diario che precede e accompagna la realizzazione del primo film di Pasolini. Qui la parola si rende libera e potente nel raccontare fatti di pura cronaca, incontri, conversazioni, feste, passeggiate notturne e solitarie. Il mistero della vita per Pasolini è racchiuso tutto in quella Roma de «La dolce vita», mistero da conquistare e sul quale non smettere di farsi domande. La parola non descrive, non comunica, ma fa nascere mondi. La poesia si rende immagine istantanea capace di restare.

Diario di Accattone con Sandro Lombardi

Il chiostro del Palazzo della Provincia, sostenitrice del Festival, ospiterà invece mercoledì 27 luglio, alle 21.15, «Cantata profana» (ingresso 5€), regia di Gianmarco Bizzarri. I testi di Matteo Bonfiglioli, Bianca Montanaro e dello stesso Bizzarri, drammaturghi molto giovani, sono stati scritti durante il primo lockdown, quando la vita di ciascuno è stata costretta a cambiare ritmo, a dare nuovo peso a gesti, azioni e parole. La favola-cornice dei «Nove cervi incantati» dall’opera musicale di Bèla Bartòk si ritrova così a vivere nello spirito della contemporaneità, che è talvolta inettitudine al ritmo della vita. Così un ragazzo deluso dalle sue giornate abdica alla realtà dedicandosi ad avventure online e tramonti in HD, una donna che vive una gravidanza imprevista è alle prese con un dialogo immaginario con suo figlio, mentre un professore di liceo, incapace di farsi rispettare dai suoi alunni, si interroga sui propri limiti, fino a mettere in discussione la sua esistenza. Emerge forte e chiara una domanda: come continuare a vivere, nell’incertezza del destino e di se stessi? Matteo Bonanni, Lorenzo Casati, Maria Laura Palmeri e Andrea Soffiantini daranno voce e corpo alla questione. In caso di maltempo lo spettacolo verrà rinviato a giovedì 15 settembre alle ore 21:00.

Dopo la pausa estiva del mese di agosto, in occasione dei festeggiamenti per il Patrono, la rassegna tornerà con un altro appuntamento gratuito venerdì 2 settembre, alle ore 21.00, presso la Basilica di S. Alessandro in Colonna. Andrà in scena «Lazzaro o della memoria», ‘regalo’ del regista e direttore artistico Luca Doninelli al festival. Lazzaro, in punto di morte, tiene per mano la sorella Marta, rievocando la sua resurrezione avvenuta dieci anni prima; rimbomba una domanda cruciale: «Tu credi questo?». La poesia entra nella fede, nella spiritualità di ciascuno e in una delle prove della vita che nessuno può evitare. Rilevante presenza della serata è Anna Della Rosa, grande interprete della scena teatrale contemporanea.

Lazzaro o della memoria con Anna Della Rosa

Le proposte presentate, nella loro varietà di luoghi e temi, hanno il grande compito di ridare alla poesia il proprio ruolo sociale. È una concezione moderna, in fondo, quella della poesia come azione intima di ricerca interiore e individuale. Basti pensare al ruolo dell’aedo nell’Antica Grecia che, grazie al suo privilegiato contatto con la divinità, radunava a attorno a sé tanti ascoltatori in momenti sociali imprescindibili per il tempo: i racconti narrati in versi entravano a far parte così del bagaglio umano e culturale di un intero popolo, modellando una forma mentis comune e diventando, di conseguenza, azione (poiein) collettiva.

Da qui, poi, i salotti di Mecenate nell’Antica Roma, passando attraverso gli horti dei mecenati nel Rinascimento o i salotti di diffusione culturale (sodalitates litterarum) dell’Umanesimo. «deSidera», nel tempo dei social che tutti uniscono e contemporaneamente isolano, regala luoghi e persone che sappiano emozionare. È tutto qui il movimento che deve attraversare l’uomo, disordinando i suoi ordini, rendendo viva la parola poetica. Solo così la poesia riesce a essere, come diceva Marina Cveteva, «qualcosa, o qualcuno, che dentro di noi vuole disperatamente essere». Allora perché perdere, in questi cinque incontri, l’occasione di scontrarsi con la vita? L’opportunità di stupirsi dell’ordinario? La possibilità di ritrovarsi? Anche per questo serve una rassegna nella rassegna come «Poesia della città».

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