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L’estate de La Gilda delle Arti: visite teatralizzate e un pizzico di Goldoni

Articolo. Compagnia bergamasca attiva dal 2006, La Gilda delle Arti, come suggerisce il nome, spazia dalla recitazione alla creazione della scenografia, dall’arte alla musica, con un’attenzione particolare alla messa in scena dei grandi capolavori del teatro classico e un occhio attento alle necessità dei giovani

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La Gila delle Arti, La fiaba del principe scambiato

L’estate è il periodo in cui il teatro, come molte altre attività, si sposta all’aperto dando vita a incursioni e passeggiate teatrali, peregrinazioni e spettacoli itineranti. Uno dei progetti estivi de La Gilda delle Arti è proprio una sorta di passeggiata teatrale, una commistione tra mondo artistico e teatro. Si chiama “Emozioni dei nostri bei luoghi”: arrivato al quarto anno di attività, è un progetto nato in collaborazione con le Biblioteche dell’area nord ovest e di Dalmine e patrocinato da Fondazione della Comunità Bergamasca, che coinvolge comuni diversi che di anno in anno aderiscono.

Accanto alla guida turistica abilitata che conduce il pubblico in specifici luoghi artistici del territorio, alcune figure della compagnia o esterne – attori o musicisti – animano l’evento con un frammento teatrale creato per l’occasione, arricchendolo di una componente scenica. Così, negli anni, durante queste visite guidate teatralizzate spettatori e spettatrici hanno incontrato, tra gli altri, Bortolo Belotti a Zogno, Bernabò Visconti a Caprino Bergamasco o Santa Giulia nella chiesa omonima di Bonate Sotto.

“Il lavoro della guida è quello di documentarsi rispetto allo sfondo storico-artistico del luogo, mentre quello della compagnia è capire, per esempio, se può esserci un musicista, dove farlo suonare, quali musiche inserire. Ogni visita guidata offre uno spunto unico: una curiosità storica, un aneddoto, le peculiarità dei luoghi”, racconta Nicola Armanni, direttore artistico, attore e musicista della compagnia. “Oggi, ad esempio, (sabato 5 giugno, ndr) arrivo da un sopralluogo a Piazza Brembana, dove ho raccolto alcune informazioni a cui ispirarmi; sono stati evocati i nomi dei fratelli Calvi, che potrebbero essere dei personaggi dell’animazione teatrale. A questo punto entrerà in gioco Miriam Ghezzi, regista e drammaturga della compagnia, che scriverà un testo”.Si parte, quindi, sabato 26 giugno con la visita della Chiesa di San Bernardino a Lallio, per poi proseguire, tra giugno e luglio, con Levate, Ponte San Pietro, Bottanuco e con altri comuni a seguire.

Ma La Gilda delle Arti è anche, e soprattutto, una compagnia teatrale che si occupa di produzione. Nei suoi quindici anni di attività ha portato in scena una quarantina di spettacoli di prosa, con due tratti distintivi. “Il nostro lavoro è in generale improntato sul riadattamento di molti grandi classici del teatro”, spiega Nicola. “Ma per noi è importante che i testi che portiamo in scena siano compresi da tutti. Un nostro obiettivo è sempre quello della cura del testo. Nella costruzione dei progetti, che possono essere più o meno complessi, cerchiamo di semplificare i toni per renderli accessibili, anche a portata di bambino”. Per la stagione estiva 2021 la compagnia propone “La Locandiera” (qui le date a calendario), uno dei grandi classici goldoniani, rivisitato e riadattato a tout public.

La scelta dei classici corrisponde prima di tutto a una grande passione. “Io ne sono sempre stato innamorato”, confessa Nicola, e il pensiero è stato: perché non rispolverarli e recitarli? Quando siamo partiti, ci siamo anche resi conto che, sia come target sia come offerta, a Bergamo il classico non è molto rappresentato. Era una scelta che poteva contraddistinguerci”.

I testi degli spettacoli sono quelli originali, quindi, ma rielaborati per renderli più fruibili da un pubblico moderno e spigliato. “Credo che chiunque possa apprezzare Shakespeare; il nostro obiettivo è farlo rivivere anche in contesti e tra persone che di solito non lo apprezzano. All’inizio eravamo timorosi, ma il pubblico ha risposto molto positivamente; forse proprio perché sono tendenzialmente storie sentite o parzialmente lette, magari a scuola, ma mai vissute in modo approfondito, quindi le persone sono spesso attratte e incuriosite”.

Il target di riferimento, però, non sono solo le famiglie, ma anche i giovani, in particolare per i progetti di formazione, in cui la compagnia è attiva da molti anni. La proposta, anche in questo caso, è la messa in scena di classici: da Shakespeare a Goldoni, da Molière a “I promessi sposi”. I corsi sono organizzati in collaborazione con comuni, parrocchie o vari enti educativi, ma anche come progetto formativo interno, una sorta di accademia pensata per formare attori e attrici che un domani si uniranno alla compagnia.

“I giovani sono un target che ci interessa particolarmente, per più motivi: ci sono moltissimi corsi di teatro a Bergamo, ma pochi che prevedono uno spettacolo teatrale come obiettivo. Per noi non esiste corso che non abbia uno spettacolo finale. Questo contribuisce a ingaggiare ragazzi e ragazze giovani e giovanissimi, anche perché, oltre alla possibilità di cimentarsi col teatro, proponiamo un corso professionalizzante di più di un anno, con l’opportunità successiva di essere selezionato per la compagnia”.

L’accademia, GdAcademy, totalmente autofinanziata, diventa quindi una sorta di semina per i prossimi attori di domani. La Gilda delle Arti è una compagnia tutta under 35: quando Nicola Armanni e Miriam Ghezzi hanno iniziato, 15 anni fa, erano dei ventenni e oggi la loro attrice più giovane ha 18 anni.

Dare delle possibilità ai giovani non è affatto una cosa scontata: “È bello, per noi, trasmettere la passione del teatro e magari dare un’opportunità ai giovani, perché quando eravamo noi dei ventenni purtroppo la possibilità non ce l’ha data nessuno. Ci siamo costruiti una compagnia per conto nostro, ma oggi, dato che abbiamo la possibilità di farlo, ci sembra giusto trasmettere e restituire la nostra esperienza”.

Concentrarsi sui giovani, poi, è una strategia che porta altri giovani a teatro: ogni attore o attrice inviterà gli amici, a condividere un’esperienza o a vedere il proprio spettacolo, permettendo così un graduale riavvicinamento di ragazzi e ragazze all’arte scenica. “Una settimana prima di chiudere tutto per il Covid, abbiamo messo in scena ‘Il malato immaginario’ di Molière. La sala era piena e oltre 200 posti erano occupati da ventenni”.

La produzione più recente della compagnia, la quarantesima, è “Casa di bambola”: un testo che rappresenta uno stacco con le produzioni precedenti, soprattutto per la sua complessità. Sarà infatti il primo titolo per un pubblico adulto. “Il Covid, ovviamente, ha bloccato un po’ tutto; ma, se tutto va bene, contiamo di debuttare in ottobre. Nonostante il ritardo, lo consideriamo un lavoro particolarmente importante, sia come titolo sia per il messaggio che porta sulla questione della donna. È un bel regalo di compleanno che ci facciamo per i nostri 15 anni, uno splendido traguardo e una grande soddisfazione”.

Sito La Gilda delle Arti

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