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FuoriProgramma di Edoné e Ink Club. Resistere al lockdown con la musica e le arti, a sostegno dei luoghi e dei lavoratori dello spettacolo

Articolo. Concerti, interviste, letture, radio e altro per un intero palinsesto di appuntamenti in streaming. I due locali, ancora una volta uniti dopo il secondo stop totale, tornano online con un nuovo progetto sulla piattaforma Patreon

Lettura 2 min.
Lo staff di Ink Club e Edoné insieme

Tra i primi ospiti c’è stato Aba Shanti I, una leggenda della dub internazionale, che insieme a Sista Habesha ha proposto un set in esclusiva. Two Blue e Giulio Mastropietro dei Pau Amma si sono esibiti davanti alle telecamere, come il bluesman Diego Deadman Potron. Giulia Spallino e Francesca Bolazzi invece hanno inaugurato il loro “Hey Mamas”, un programma dedicato alla musica al femminile, con uno speciale sul gospel e sulle sue protagoniste. In arrivo anche “Volevamo fare i concerti”, un podcast nato come evoluzione online delle serate di musica dal vivo Supergattotoro. Non mancheranno letture, teatro, approfondimenti, poesia e tanta musica in streaming per FuoriProgramma, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra Edoné e Ink Club, che tornano insieme per la seconda volta con un palinsesto interamente online.

Già in occasione del primo lockdown i due club avevano collaborato per proporre due weekend di incontri senza pubblico, “una maratona musicale che avevamo avviato da noi e che era poi proseguita con Bergamo Diffonde – spiega Maddalena Compagnoni di Edoné – una vera e propria chiamata alle armi degli artisti di città e provincia per raccogliere fondi per SuperBergamo”, il progetto di volontariato nato durante la pandemia per sostenere i cittadini offrendo pacchi alimentari e servizi di base come l’acquisto di farmaci e generi di prima necessità.

Dopo aver aiutato la città, questa volta abbiamo deciso di fare qualcosa per l’industria musicale, che con questo nuovo lockdown e con le restrizioni delle settimane precedenti ora si trova davanti a un secondo stop – continua Maddalena – FuoriProgramma è partito dando spazio alla musica, a cui siamo più vicini, ma la volontà è quella di allargarci integrando anche il mondo della cultura”.

Aba Shanti I all’Ink Club

Nasce così questo progetto “poliartistico” – come viene descritto – ospitato su Patreon, la piattaforma internet di finanziamento collettivo che permette di realizzare il proprio servizio di contenuti, visibili pagando un abbonamento mensile a prezzo ridotto (per FuoriProgramma 5,10 o 30 € al mese, la cifra va a sostegno dei due locali): “il concetto alla base di questa piattaforma è che offre un sostegno costante alla creatività tramite abbonamenti mensili in diverse fasce di prezzo. Un’ipotesi che ci aveva accennato Franz (Barcella di Edoné, ndr) come possibilità – spiega Dimitri Sonzogni di Ink Club – Poi, data la situazione in cui ci siamo trovati, quell’ipotesi si è rivelata la strada migliore da percorrere e l’abbiamo coniugata con l’idea di Bergamo Diffonde. Se quest’ultima è stata un modo per tenere compagnia alle persone e sostenere SuperBergamo durante il primo lockdown, FuoriProgramma ora è un’iniziativa orientata tutta al sostegno del club, che rischia di chiudere e al dare spazio ai lavoratori dello spettacolo e della cultura, tecnici compresi, a cui saranno corrisposti dei rimborsi spese a fronte del loro lavoro, in base ai fondi che riusciremo a raccogliere”.

Così, in piena sicurezza, Edoné e Ink continueranno fare cultura a porte chiuse e a registrare attraverso Ink Radio podcast e contenuti speciali che saranno messi a disposizione su Patreon. Oltre all’accesso ai materiali i sostenitori del progetto avranno degli omaggi prodotti da grafici e artisti visivi, oltre al loro nome inserito in un wallpainting, che sarà realizzato proprio a Ink Club.

La spinta a partire è stata immediata e nel giro di due settimane i due club hanno studiato FuoriProgramma. “Prima di tutto abbiamo cercato di proporre le performance di artisti, che avevamo pensato di ospitare tra novembre e dicembre, ma che per ovvi motivi abbiamo dovuto cancellare – spiega Dimitri Sonzogni – Vogliamo essere vari, non riproporre cose già viste e mantenere una qualità elevata, anche a livello visivo. L’idea è di realizzare anche contributi extra, non solo in questo momento, ma anche quando questo periodo sarà finito, facendo di FuoriProgramma una presenza permanente”.

fuoriprogramma
(Foto Collaboratore Eppen)

L’attitudine alla base del progetto è ‘trovare sempre un modo per fare le cose’ – come spiega Dimitri Sonzogni – una spinta creativa che nel limite cerca la possibilità”. Un approccio che funziona anche perché dietro a tutto questo c’è un gruppo, come spiega Maddalena Compagnoni: “sono abbastanza in contatto anche con realtà di altre città e ci sono locali che per strutture interne sono più a terra, magari dietro tutto c’è una sola persona. Noi ci salviamo perché siamo in tanti e non solo nel fare le cose, è proprio il gruppo la forza. C’è sempre qualcuno che si sveglia la mattina e tira su gli altri quando in giorni come questi può essere difficile. Se fossi da sola non riuscirei mai a fare questo, insieme invece diventa possibile”.

FuoriProgramma è un progetto aperto alla partecipazione delle realtà musicali e culturali della città. Per informazioni: fuoriprogramma.bergamo@gmail.com

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