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Porsche Experience Center Franciacorta: storia di cinquanta studenti al volante (e in officina)

Articolo. Sabato 2 ottobre, il nuovissimo Porsche Experience Center di Castrezzato ha ospitato per la prima volta il Porsche Festival 2021. Nel pubblico, anche cinquanta ragazzi dell’AFP Patronato San Vincenzo. Il loro racconto e un video della giornata

Lettura 4 min.

Quando un motore non funziona, devi cercare il guasto. Ti sporchi le mani di grasso e olio, smonti e rimonti ogni pezzo senza pensarci troppo. Per Asret, che studia Autoriparazione all’AFP Patronato San Vincenzo, non c’è problema che non possa essere risolto. Per lo meno, così gli hanno insegnato. Certo, mi racconta Asret, quando ci si trova davanti una Porsche le cose cambiano. C’è un pizzico di meraviglia negli occhi dell’autoriparatore, quasi un senso di riguardo nello smontare e rimontare il tutto.

Asret è uno dei cinquanta studenti delle scuole professionali del Patronato San Vincenzo che sabato 2 ottobre, in occasione del Porsche Festival 2021, hanno visitato il Porsche Experience Center Franciacorta . Invitati dal Centro Porsche Bergamo, gli studenti hanno assaggiato quello che nell’immaginario comune è noto come un “lusso su quattro ruote” e hanno capito che qualcosa, di quel lusso, riguarda da vicino anche loro.

Un’esperienza per tutti

Mi servo delle voci di Asret, Alessandro, Odis, Federico, Marco, per raccontarvi il PEC. Il centro di Castrezzato, a pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada di Rovato, è stato inaugurato lo scorso 11 settembre. Si tratta dell’ottava struttura al mondo creata da Porsche per avvicinare gli appassionati dei motori alle tante anime del marchio, da quella sportiva a quella elettrica.

Il PEC nel giorno del Porsche Festival
(Foto Marialuisa Miraglia)

Al PEC non si comprano auto, ma si fa esperienza a 360 gradi del brand Porsche. Ed è un’esperienza per tutti gli appassionati. Le proposte del centro – circuiti di varia tipologia, pacchetti di guida, un ristorante gourmet, sale conferenze – sono pensate infatti non solo per i clienti Porsche, ma anche per le aziende che desiderano uno spazio di qualità per i propri meeting di lavoro, oppure per i più giovani, che non possono ancora mettersi al volante di una vera e propria vettura. Tra i punti di forza del centro ci sono infatti una pista di kart elettrici (guidabili dai 14 anni) e una sala attrezzata con otto simulatori di guida virtuale. Particolare attenzione è data infine alle persone diversamente abili: molte vetture sono dotate di un kit di ausilio alla guida.

I simulatori
(Foto Fabrizio Fustinoni)

Il Patronato San Vincenzo e Porsche: una collaborazione vincente

Ebbene, fatta questa introduzione, cosa c’entrano cinquanta studenti del Patronato San Vincenzo con il Porsche Experience Center? C’entrano eccome. I corsi che i ragazzi frequentano sono Autoriparazione, Macchine Utensili, Carrozzeria, Elettrico, Grafica. Ormai da anni, il Centro Porsche Bergamo accoglie questi stessi studenti nei suoi laboratori, fornisce motori delle auto dismesse o prototipi dei sistemi più recenti, e insegna ai tecnici, meccanici e carrozzieri del futuro tutti i trucchi del mestiere. Lo scorso inverno, alcuni esperti di Bonaldi Gruppo Eurocar Italia (insieme al Centro Porsche Bergamo) hanno trascorso due intense mattinate con gli studenti e presentato loro alcune tra le auto più iconiche del mercato.

Insomma, il legame tra Porsche e il Patronato San Vincenzo è un legame di lunga data. E alla base c’è una condivisione di valori. “Per noi acquisire competenze professionali utili all’inserimento lavorativo si affianca necessariamente alla crescita globale degli studenti” ha detto più volte Don Marco Perrucchini, direttore del Patronato. Fin dalla sua nascita, l’Associazione investe sulla crescita umana e professionale dei giovani, valorizzando le diversità di ciascuno e il talento che si genera dalla diversità.

Allo stesso modo, Porsche è convinta che il talento vada coltivato, e che sia fondamentale investire nella formazione dei lavoratori dell’automotive, che siano piloti oppure tecnici, carrozzieri, meccanici. Lo ha evidenziato Gianluca Rubaga, direttore del Porsche Experience Center. Tra le iniziative che Porsche ha lanciato ci sono infatti borse di studio, come lo Scholarship programme, un programma di coaching riservato a giovani piloti con età compresa tra i 16 e i 23 anni selezionati da Porsche Italia, che ha l’obiettivo di far crescere i piloti sia da un punto di vista professionale che personale. Presto, verrà aperto anche un training center, dedicato alla formazione specifica sulla gestione della parte meccanica ed elettrica delle autovetture.

Passione, determinazione, competenza

Molte sono state le esperienze vissute dai ragazzi al Porsche Experience Center. Tra le più apprezzate, la Sim Lab, che ha consentito a ciascuno di guidare (seppur virtualmente) il proprio modello Porsche preferito… e anche di rimanere senza benzina.

L’incontro con il Team Bonaldi Motorsport è stato il cuore della giornata. Silvano Lanzi, Direttore del Centro Porsche Bergamo, Gianmaria Berziga, Direttore Generale del gruppo Bonaldi, Marco Bielli, Team Manager della scuderia Bonaldi e il diciannovenne Marzio Moretti, pilota del Team Bonaldi Motorsport e destinatario di uno Scholarship programme di Porsche Italia, hanno accolto gli studenti direttamente nel Box del Team Bonaldi.

(Foto Marialuisa Miraglia)

La prima parola è andata a Valentina Albanese, ex pilota e responsabile del reparto Motorsport di Porsche Italia. Albanese ha incantato le ragazze, raccontando di come è riuscita a fuggire a un destino da avvocato, e “farcela in un mondo di uomini”. Il mondo dell’automotive è per tutti, se c’è talento, determinazione e competenza. Il mondo Porsche non fa eccezione, come ha sottolineato Valentina Albanese. “Siamo noi donne per prime che ci poniamo dei limiti. Ma se ci crediamo, e riusciamo a esserci, ci dà molta più soddisfazione!” Scherza, ricordando l’espressione “donne al volante”. La sua prima gara, in effetti, non è andata alla perfezione. Un incidente durante le prove le ha quasi impedito di partecipare alla sua prima corsa, a Misano, nel 1996. Quasi, perché alla fine alla gara ha partecipato – con il collare.

I ragazzi hanno rivolto al Team molte domande sulla vita professionale che li attende, ma anche su ciò che si prova lavorando nel Motorsport. La passione fa la differenza ha dichiarato Lanzi, mentre Moretti ha fatto ascoltare ai ragazzi, emozionatissimi, il rombo della sua Porsche 911 GT3 Cup.

Visita guidata al centro Porsche
(Foto Fabrizio Fustinoni)

La passione per le auto si può manifestare in diversi modi: correndo una competizione, ma anche lavorando dietro le quinte, riparando una gomma o un circuito elettrico, come faranno molti dei ragazzi presenti. O ancora, impostando una comunicazione pubblicitaria efficace, ciò che sognano alcune studentesse di Grafica.

Una di esse ha chiesto a Moretti cosa si prova gareggiando. “Prima della gara sono felice, emozionato. Quando sono in gara non c’è spazio per le emozioni. Sono concentrato al massimo”, ha raccontato Moretti, appassionato di motori fin da tenera età. Anche solo la minima distrazione in pista, ha rivelato Moretti, può costare cara.

Per fortuna, di distrazioni non ce ne sono state. Dopo l’incontro con il Team Bonaldi, i ragazzi del Patronato hanno assistito alla gara 1 tra i “Pro” delle ore 17, una delle tappe del penultimo round stagionale della Porsche Carrera Cup Italia. Marzio Moretti ha mantenuto la seconda posizione dall’inizio alla fine della gara, incitato da un tifo incredibile e tutto in bergamasco (“Daga Dét!”).

Aspettando la gara
(Foto Fabrizio Fustinoni)

La giornata di sabato 2 ottobre è stata per i ragazzi un’occasione per assaporare ciò che il mondo automotive può aprire loro in termini di professione e futuro. Nel mondo del Motorsport - e di Porsche - c’è spazio per gli studenti di oggi e i meccanici del domani.

Sito Porsche Experience Center Franciacorta