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Anche quest’anno Bergamo preserva il valore della memoria con le Pietre di Inciampo

Articolo. Il Giorno della Memoria vede la collaborazione sinergica di istituzioni e associazioni culturali della città, che hanno dato vita ad un ricco programma raccolto e curato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo. E che punta a sensibilizzare la cittadinanza creando momenti per incontrarsi, ricordare, comprendere e riflettere. A partire dal progetto delle Pietre d’Inciampo

Lettura 4 min.
Una Pietra d’Inciampo (foto Achim Wagner)

«La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.»

In questa citazione dello scrittore messicano Octavio Paz si condensa il senso del ricordo. Di quella memoria storica che si tramanda di generazione in generazione, di anno in anno, di secolo in secolo. Perché è solo ricordando che si possono costruire le fondamenta di una società che possa dirsi civile nell’accezione più autentica del termine.

Quella virtù che è propria delle comunità organizzate che si impegnano quotidianamente a ricostruire e a gettare le fondamenta del contemporaneo partendo da ciò che è stato. Mettendo insieme, tassello dopo tassello, pietra dopo pietra, il valore di una storia che si scrive tenendo sempre presenti quelli che sono gli errori e gli orrori da non ripetere per mantenere integro e intatto il valore dell’essere umano, preservandone la dignità, a qualunque costo.

L’entrata del campo di concentramento di Auschwitz
(Foto Liya Blumesser)

È su queste premesse che è stata istituita il 27 gennaio il Giorno della Memoria, che ricorre nella data in cui le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz e portarono alla luce tutti i crimini e gli orrori perpetrati dal nazismo.

Il ricordo diviene quindi un monito per restare vigili, per tenere gli occhi aperti, ogni qual volta abbassare lo sguardo diventa la soluzione più semplice per allontanare l’idea che anche in questo momento, in questo preciso istante, ci sono in corso guerre e violazioni dei diritti umani che continuano ad un passo da noi.

È per questo che ogni anno anche a Bergamo il Giorno della Memoria è un’occasione per non adagiarsi nell’indifferenza, per opporsi ad un atteggiamento che troppo spesso appare rinunciatario, attraverso la riflessione e l’impegno civile.

Pietre d’inciampo: Memorie tra i mosaici

Anche quest’anno Bergamo ha deciso quindi di «imbattersi» nella memoria. Come? Aderendo al progetto internazionale delle Pietre di inciampo, sparse per tutta l’Europa dall’artista tedesco Gunter Demnig.

Dal 2021 Bergamo fa parte della rete delle Stolpersteine, un importante monumento di memoria internazionale, testimonianza artistica e concreta delle persone che si sono opposte all’ingiustizia a costo della loro vita. La nascita e la prosecuzione di questo progetto per la città e la provincia bergamasca si deve all’impegno assunto dal Consiglio comunale da gennaio 2020, condiviso con la Provincia di Bergamo e con le associazioni che compongono il tavolo per le pietre d’inciampo (Isrec, ANED, ANPI, Museo delle storie, Associazione Italia-Israele).

Stiamo parlando di piccole pietre che vengono apposte sui marciapiedi davanti alle abitazioni delle persone vittime delle persecuzioni naziste. L’incisione, sulla superficie superiore di ottone lucente, riporta il nome e il cognome, la data di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte, quando è conosciuta.

Gunter Demnig
(Foto Stefano Guidi)

L’obiettivo di questo lavoro è quello di mobilitare la coscienza collettiva attraverso quella che è a tutti gli effetti una “provocazione”. Perché a pensarci bene, quando inciampiamo in qualcosa, proviamo un certo senso di fastidio che ci obbliga a fermarci e a guardarci intorno, per capire ciò in cui siamo incappati, appunto. È da qui che si recupera la forza evocativa di queste pietre, collocate davanti all’abitazione dei deportati. Perché è proprio dalla loro casa, simbolo di protezione, di comunione, di amore, che sono stati portati via, strappati ai loro affetti e alle loro occupazioni, per essere uccisi senza ragione. E finire, nell’ipotesi migliore, in fosse comuni, privando i famigliari e i loro discendenti di un luogo in cui poterli piangere.

Ogni piccola pietra di ottone richiama l’attenzione di noi esseri umani che – per citare Primo Levi «viviamo quotidianamente il privilegio di sapere che abbiamo delle case in cui tornare e nelle quali troviamo sempre qualcuno che ci aspetta». Così, ogni piccolo tassello, diventa un invito a inciampare nella memoria, per fermarsi e prendersi del tempo per “ricordarsi di ricordare”.

Il programma

Anche nel 2022 la materia viva delle iniziative sostenute dal Comune di Bergamo saranno i giovani. Ragazzi e ragazze che daranno voce ai nomi e alle vite degli uomini e delle donne ricordati dalle Pietre, raccontando le loro storie e il loro coraggio. Tutto sarà reso possibile dall’impegno di ISREC, che insieme a ANED organizza percorsi formativi che coinvolgono gli studenti e le studentesse delle scuole di Bergamo. La posa delle pietre nel 2022 ha sollecitato l’attenzione anche di altri comuni che si sono aggregati al progetto quest’anno: Brusaporto, Dalmine, Misano Gera d’Adda, Villa di Serio, Schilpario.

Le cerimonie istituzionali nella città di Bergamo cominceranno il 27 gennaio alle 8.45 nel Parco delle Rimembranze della Rocca con la deposizione delle corone d’alloro alla lapide in ricordo degli ebrei bergamaschi deportati nei campi di sterminio. Vi sarà anche l’omaggio alla lapide dedicata alle ceneri dei deportati nei lager presso la chiesetta di Sant’Eufemia.

Si proseguirà poi con la posa delle Pietre di inciampo dalle 9.30 alle 11.30, con la partecipazione degli studenti e delle studentesse di quattro scuole della città, impegnate nei laboratori di memoria attiva organizzati da ISREC.

Alle 9.30 in Piazza Rosate ci sarà un intervento a cura degli studenti del Liceo Classico Statale «Paolo Sarpi» che ricorderanno Giovanni D’Amico, deportato politico che partecipò alla lotta partigiana collaborando con il movimento Giustizia e Libertà. Fu torturato e deportato come politico prima a Bolzano e poi a Mauthausen dove morì nel sottocampo di Melk.

Alle 11.10, nel Parco Sandro Pertini, gli studenti dell’Istituto Comprensivo «A. Da Rosciate» ricorderanno Adolfo Barnaba, condannato dal Tribunale militare tedesco, detenuto in carcere nel Reich e morto nel campo di Marchtrenk per lavori forzati.

Alle 11.45 alla Stazione Ferroviaria vi sarà una Cerimonia di deposizione della corona d’alloro alla lapide in memoria dei lavoratori del Nord Italia deportati da Bergamo nei campi di concentramento.

Alle 12.20 nel giardino di Palazzo Frizzoni, interverranno gli studenti del Liceo Scientifico Statale «Filippo Lussana» con un momento di raccoglimento in memoria dei venti bambini ebrei uccisi nel campo di Neuengamme.

Si concluderà con un omaggio al letterato ed educatore Pierantonio Cividini attraverso un atto di memoria a cura dell’Istituto Comprensivo «Eugenio Donadoni» che avrà luogo proprio nel Passaggio Cividini in via Tiraboschi.

Via web sarà possibile seguire podcast i «ANEDdoti», disponibili su Spotify, Apple Podcast e Google. Si tratta di podcast che nascono con lo scopo di divulgare le vicende degli uomini e delle donne che subirono le deportazioni nazifasciste dal nostro Paese, partendo dalle interviste ai loro familiari. Inoltre, in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, grazie alla collaborazione tra le due Province, ISREC e CCDC sarà disponibile una guida delle pietre poste nei due territori. Infine, una mappa delle pietre è consultabile su memoriaurbana.it.

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