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Bergamo: una “città della Memoria” che non dimentica

Articolo. La storia della caserma di Montelungo, letture bendate, l’iconografia della Shoah, cinema, teatro e commemorazioni: tutte le iniziative coordinate dall’Assessorato della Cultura di Bergamo in occasione del Giorno della Memoria

Lettura 4 min.
Debora Villa, Maddalena Crippa e Rossana Mola in “Matilde e il Tram di San Vittore” (Foto Laila Pozzo)

Parlare di memoria pone i presenti di fronte alla questione della restituzione di un passato spesso inafferrabile, complesso, indigeribile, dove il rischio di banalizzazione e svuotamento si scontra con la mancanza sempre più ingombrante di testimoni diretti.
Sono passati settantacinque anni dall’apertura dei cancelli di Aushwitz, venti da quando la Repubblica Italiana ha riconosciuto il 27 gennaio come “Giorno della Memoria”. Una memoria la cui efficacia non deve tradursi nella mera riproposizione sterile di un appuntamento reiterato nel tempo, ma che si misura su una ricerca costante di consapevolezza. Ed ecco che sulla mappa della ricerca di senso, i luoghi divengono un po’ la nostra bussola. Non solo quelli più drammaticamente iconici, studiati sulle pagine dei libri scolastici, ma anche quelli più vicini a noi, dei quali spesso sappiamo poco o nulla.

Luoghi bisognosi di qualcuno che li racconti, affinché non facciano la fine di quella Zora raccontata da Calvino ne “Le città invisibili”. Zora, città dei ricordi indelebili capace di “restare nella memoria punto per punto”, indimenticabile per chiunque la visiti, ma per questo condannata a essere sempre “immobile e uguale a sé stessa per essere meglio ricordata” e destinata a un lento languore. Zora distrutta e decaduta. Zora dimenticata dalla Terra.

Per scongiurare questo rischio, Bergamo si sforza di ricordare attraverso la cultura, l’evoluzione, il cambiamento. Con questa idea, in occasione del Giorno della Memoria l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo ha espresso una precisa volontà: riunire in un unico calendario tutti quegli eventi volti a celebrare questa giornata, per seminare consapevolezza in città.

Una “città della memoria” formata, come ci racconta l’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti, da “una rete di realtà sempre pronte su questo tema” con cui “l’amministrazione porta avanti da sei anni un lavoro di coordinamento di tutte le istituzioni, impegnandosi a raccogliere le iniziative che nascono sul territorio e a organizzare ogni anno un’attività specifica che ponga l’attenzione sul tema”.

“Matilde e il Tram di San Vittore”

Debora Villa, Maddalena Crippa e Rossana Mola in “Matilde e il Tram di San Vittore”
(Foto Laila Pozzo)

L’Assessorato ripropone quest’anno lo spettacolo “Matilde e il Tram di San Vittore” in collaborazione con ISREC e ANED. Una pièce incentrata su un episodio della storia di Bergamo risalente al 1944, quando la caserma di Montelungo divenne luogo di detenzione per 835 persone. Arrestati durante una serie di scioperi nelle fabbriche e qui reclusi, 573 tra i prigionieri furono poi trasferiti a Mauthausen.
Alla luce del successo dello scorso anno, ci è sembrato interessante portare nuovamente lo spettacolo a Bergamo, soprattutto per il ruolo che la Montelungo ha avuto nel sistema di deportazione nazifascista, approfondito e reso pubblico dagli studi di Giuseppe Valota ”. Dal suo libro “Dalla fabbrica ai lager”, pubblicato nel 2015, Renato Sarti ha tratto lo spettacolo.

La ex-caserma di Montelungo
(Foto Federico Buscarino)

In programma sabato 1 febbraio alle 18 (con assegnazione dei posti a partire dalle 16.30) presso il Teatro Sociale, la rappresentazione è prodotta dal Teatro della Cooperativa e arricchita dalla collaborazione con “ISREC E ANED che hanno fatto delle attività propedeutiche di formazione nelle scuole per preparare i ragazzi a quello che è il senso dello spettacolo e della storia della Montelungo nella città di Bergamo”.
Come lo scorso anno, parte del teatro sarà occupata dagli studenti, mentre l’altra metà sarà a disposizione dei cittadini, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Incontri, letture e mostre (anche per i bambini)

Tra gli appuntamenti più interessanti anche “Usi e abusi dell’iconografia della Shoah” a cura del Museo delle storie di Bergamo. Un incontro formativo pensato per insegnanti e docenti, ma che grazie all’intervento dell’Assessorato sarà accessibile anche ai cittadini (previa iscrizione): “È un esempio virtuoso di come un’istituzione pubblica faccia uso di un momento di celebrazione come il Giorno della Memoria per portare nuove conoscenze in città. È un tema che mostra la Shoah dal punto di vista dell’iconografia”.

Molte le iniziative dedicate ai più piccoli, tra le quali una lettura bendata alla GAMeC: “Si tratta di un approccio nuovo, capace di avvicinare i bambini ad un tema così delicato, attraverso letture adatte alla loro età. Un’attività originale che non si era mai fatta in passato, in collaborazione con la Libreria Fantasia”. Sempre ai giovani sono riservate le attività della Biblioteca Tiraboschi e della Biblioteca Angelo Mai: “La Tiraboschi porta un reading teatrale in musica che prende ispirazione dal libro di Liliana Segre ‘Fino a quando la mia stella brillerà’, mentre la Biblioteca Angelo Mai propone un’iniziativa tra musiche e letture con brani tratti da un’operetta intitolata ‘Brundibàr’ e rappresentata originariamente dai bambini del campo di Terenzìn in Cecoslovacchia”.

Tra gli altri appuntamenti: le letture al Centro Socio Culturale di Longuelo, l’incontro con Matteo Mastragostino, creatore di una graphic novel dedicata a Primo Levi, le iniziative della Fondazione Serughetti La Porta con la sezione di Bergamo dell’ANPI e la Comunità di San Fermo e infine la mostra “Frida e le altre” ospitata presso l’Ex-Monastero di Sant’Agostino a cura di ISREC e dell’Università di Bergamo.

Cinema e teatro

Ai ragazzi sono dedicate due diverse attività teatrali: “ Pandemonium Teatro propone la storia di Johann Trollmann, un pugile zingaro campione della Germania che è stato deportato, mentre il Teatro Caverna a Grumello del Piano metterà in scena ‘Destinatario sconosciuto’: un reading tratto dall’omonimo libro di Katherine Kressmann Taylor e destinato a ragazzi un pochino più grandi”.
Una scelta, nel caso del Teatro Caverna in particolare, non casuale e dettata dalla volontà di coinvolgere e fare rete anche con i quartieri generalmente indicati come periferici.

Anche a livello cinematografico, l’Assessorato ha espresso la volontà di “coinvolgere due tra i principali distributori di cultura cinematografica in città: il Cinema Conca Verde e Lab80, collocati in due aree cittadine diverse, sempre nell’ottica di arrivare al maggior numero di persone”. Sullo schermo, due proposte di grande interesse: “Ci sarà il film francese ‘Chinchinette, ma vie d’espionne’ che racconta di un’ebrea che si è infilata nelle linee nemiche diventando una spia. L’altra proposta è ‘L’uomo dal cuore di ferro’: racconta la storia di uno dei più grandi gerarchi nazisti, Reinhard Heydrich, e il tentativo di eliminarlo”.

Appuntamenti istituzionali

E parlando di luoghi, non mancheranno ovviamente le cerimonie istituzionali attraverso la città, a cura dell’Ufficio Cerimoniale del Sindaco e degli studenti delle scuole. Sintomi di “Un’attenzione a questa celebrazione, istituita dalla Repubblica Italiana come momento nazionale di ricordo della nostra storia e della storia europea. La cultura è e deve essere uno strumento di riflessione in questo senso”.
Piccole briciole scintillanti, per orientarci nei meandri della memoria.

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