Alcuni luoghi attraversano i secoli senza essere scalfiti, perché, prima di tutto, appartengono alla memoria. Per i mapellesi, Prada è uno di questi. Attorno al Santuario della Madonna di Prada, da generazioni si concentra una devozione profondamente radicata. I terreni agricoli, le colline, i vigneti e i sentieri che salgono verso il Monte Canto raccontano la tradizione contadina che qui è nata.
È sul viale alberato che conduce al santuario che il 12 e 13 settembre torna «Lungo il Viale. Profumi e sapori della terra bergamasca», manifestazione arrivata alla nona edizione e nata nel 2018 con l’obiettivo di valorizzare storia, paesaggi e tradizioni di Mapello. «Da quando sono sindaco abbiamo istituito questa manifestazione per valorizzare la peculiarità di Mapello che è il viale di Prada, con la tradizione agricola e contadina che porta con sé», racconta la sindaca Alessandra Locatelli. «È una manifestazione sentita, che attira tante persone anche da fuori Mapello».
La formula, nel corso degli anni, si è allargata proprio per raccontare il territorio attraverso più linguaggi: accanto al cibo, ci sono la storia e il paesaggio, la cultura e l’intrattenimento, le attività per le famiglie e la possibilità di scoprire Mapello con occhi diversi.
Il viale, la campagna e i sapori della Bergamasca
Il cuore della manifestazione sarà domenica 13 settembre, quando dalle 9 alle 20 il viale di Prada ospiterà esposizione, vendita e degustazione delle eccellenze enogastronomiche della provincia di Bergamo. Un mercato all’aperto che trova la sua particolarità proprio nel luogo che lo accoglie: non un centro commerciale, non una piazza cittadina, ma un viale immerso in un ambito agricolo.
È una scelta che dice molto dell’identità dell’iniziativa. A Mapello il cibo è una porta d’accesso alla storia del territorio. Le colline con i vigneti e i terreni agricoli intorno a Prada raccontano infatti la vocazione contadina che ha caratterizzato a lungo il paese e che ancora oggi rappresenta una parte importante della sua identità.
Tra i protagonisti della giornata ci saranno alcuni dei prodotti che più facilmente riportano alla tavola bergamasca: salamelle e costine, casoncelli, polenta, salame e porchetta. Lo street food accompagnerà la manifestazione per tutta la giornata.
Accanto alla tradizione ci sarà però anche una piccola sorpresa. Tra gli appuntamenti della domenica sarà infatti possibile scoprire e assaggiare l’Asiminia triloba, frutto esotico coltivato localmente e presentato come una delle novità dell’edizione 2026. «È un frutto che è una novità per noi ma che viene coltivata dalle nostre parti: è un incontro fra banana, mango e vaniglia», spiega la sindaca.
Camminare per conoscere
Se domenica il viale sarà il centro della festa, il territorio circostante sarà parte integrante del programma. «Lungo il Viale» invita infatti a uscire dal perimetro della manifestazione e a seguire i sentieri, le strade e le tracce della storia di Mapello.
Sono previste due camminate alla scoperta del Monte Canto, sabato 12 settembre alle 15.30 e domenica 13 alle 9.30, accompagnate da una guida naturalistica GAE. È un modo per mettere in relazione il momento della festa con la dimensione più lenta del paesaggio: quella in cui la collina non è soltanto uno sfondo, ma un ambiente da attraversare e osservare. Ci sono poi le visite al borgo storico: sabato alle 16.30 è prevista una visita teatralizzata, mentre domenica alle 15 sarà possibile partecipare a una visita guidata. Anche in questo caso l’intento è quello di allargare lo sguardo. Mapello conserva infatti un centro storico nel quale sono ancora leggibili diverse stratificazioni del passato, dalla storia più antica fino alle tracce della presenza romana e alla struttura del borgo medievale.
La sindaca sottolinea proprio questa continuità tra il patrimonio costruito e quello naturale. «La bellezza di Mapello è, da un lato, essere riusciti a tutelare il centro storico e il borgo antico e, dall’altro, la bellezza dell’ambiente a livello paesaggistico». È una bellezza fatta di elementi diversi e ravvicinati: la collina con la chiesa di San Michele, tutelata dalla Soprintendenza, i vigneti, i sentieri verso Fontanella e il Monte Canto, fino all’area agricola che circonda Prada e il suo Santuario. «Credo che abbia una sua peculiarità che è bello far conoscere e valorizzare», aggiunge Locatelli.
Una festa pensata anche per le famiglie
La giornata di domenica sarà costruita anche intorno ai bambini e alle famiglie. In zona Santuario ci saranno uno spettacolo e un laboratorio di burattini, insieme ai gonfiabili. Un’occasione per incontrare una tradizione che appartiene alla cultura bergamasca e che a Mapello trova un importante punto di riferimento nella Fondazione Benedetto Ravasio.
La presenza della Fondazione permetterà infatti di conoscere più da vicino il mondo dei burattini e il patrimonio culturale legato a questa forma di teatro popolare. Ci sarà anche il museo viaggiante dei burattini, pensato proprio per portare questo patrimonio fuori dagli spazi museali e renderlo accessibile a un pubblico più ampio. A completare il programma ci saranno lo spettacolo di tessuti aerei della compagnia Voiláre, previsto nel pomeriggio di domenica, e le attività dedicate all’ambiente. Durante la mattinata sarà presente uno stand di ASST Bergamo Ovest dedicato alla promozione della salute, uno stand gestito dal Centro Commerciale Continente di Mapello, mentre Silea, nuovo gestore del servizio di ritiro dei rifiuti, proporrà laboratori ambientali per i bambini.
Un weekend che parte dalla scuola e finisce con i fuochi
Quest’anno «Lungo il Viale» sarà inserito in un fine settimana ancora più significativo per la comunità di Mapello. Sabato mattina, infatti, è prevista l’inaugurazione della nuova scuola primaria, che coincide con la conclusione del campus scolastico, un’opera pubblica avviata nei primi anni Duemila e finalmente portata a compimento. La giornata proseguirà poi a Prada, dove alle 19 è prevista una cena con prodotti tipici. In tavola arriveranno le salamelle, o strinù, dell’Azienda Agricola Bolognini e i casoncelli di Mr. Casoncello. Alle 21 la serata continuerà con la musica degli Animanti, tribute band dei Nomadi.
E ci sarà anche una novità rispetto alle precedenti edizioni: i fuochi d’artificio. Alle 22, meteo permettendo, illumineranno il cielo sopra San Michele, inserendosi nella giornata inaugurale della nuova scuola e dando alla vigilia della manifestazione un carattere ancora più festoso. Il filo conduttore, però, rimane Prada. Perché il luogo che ospita «Lungo il Viale» non è soltanto uno spazio adatto ad accogliere bancarelle, tavoli e spettacoli. È un luogo che per la comunità ha un significato più profondo. «Per noi l’ambito di Prada è legato a una devozione che ruota attorno al Santuario della Madonna di Prada», racconta Locatelli. «È un “luogo del cuore” per noi mapellesi, ma anche per chi semplicemente conosce Mapello o visita occasionalmente l’ambito di Prada. Ognuno crea con questo posto un legame personale».
La definizione di “luogo del cuore” diventa così qualcosa di concreto e quotidiano. C’è chi vi arriva per motivi religiosi, chi per passeggiare, chi per fare sport, chi porta i bambini. Sono esperienze diverse, che trovano però un punto d’incontro nello stesso paesaggio. «Il denominatore comune è la bellezza dell’ambiente e del creato che dobbiamo tutelare», sottolinea la sindaca.
Il valore dei piccoli territori
È forse proprio questo il senso più ampio della manifestazione. «Lungo il Viale» nasce anche per suggerire un modo diverso di guardare ai piccoli centri della provincia: non come luoghi di passaggio verso destinazioni turistiche più note, ma come territori capaci di offrire una propria storia, un proprio paesaggio e una propria identità. «È bello promuovere il paese anche in ottica di turismo di vicinato, che non valorizza solo le città ma anche i piccoli paesi dei dintorni, i quali hanno una loro bellezza e dignità a livello di storia e di bellezze naturali e monumentali», dice Locatelli.
È un turismo fatto di distanze brevi e scoperte inattese, di una domenica trascorsa tra un assaggio e una camminata, di un borgo che si guarda con maggiore attenzione dopo averne ascoltato la storia, di un sentiero che porta dalla campagna verso la collina. Una forma di valorizzazione che non ha bisogno di inventare un’identità, ma di rendere visibile quella che già esiste. Per due giorni, a Prada, tutto questo sarà raccolto lungo un viale: tra i profumi della cucina bergamasca, i passi sui sentieri, le voci del borgo, i burattini, la musica e gli spettacoli. Un modo semplice e concreto per fare quello che la manifestazione si propone fin dalla sua nascita: scoprire il territorio, partendo dalle sue radici.
