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Alla scoperta di Lovere, perla del Sebino

Articolo. Una città che ha fatto innamorare una poetessa inglese. Un borgo tra i più belli d’Italia, che custodisce opere d’arte, chiese dal fascino antico, una torre da cui ammirare la distesa delle acque del lago e una terrazza dove rilassarsi godendosi la dolce brezza che scende dalle montagne. Benvenuti a Lovere

Lettura 3 min.
Veduta della Torre Civica

Con i monti alle spalle e le acque turchesi del Sebino a circondarla piacevolmente, dal 2003 Lovere con i suoi palazzi raffinati e il suo porto è annoverata nel prestigioso Club «I Borghi più belli d’Italia». Già nel Settecento, il suo fascino aveva catturato un’aristocratica scrittrice e poetessa inglese, Lady Mary Wortley Montagu, che nelle sue lettere alla figlia definiva la città «il luogo più romantico mai visto in vita mia».

Quella stessa atmosfera, raccolta ed elegante, ancora oggi caratterizza Lovere, località di villeggiatura ricercata e sobria, affascinante nei suoi caffè e nei suoi ristorantini, ma soprattutto dotata di un ricco patrimonio storico e culturale: dalla mostra che l’Accademia Tadini dedica al Canova, all’itinerario sacro tra chiese, conventi e basiliche, fino alla storia naturale e all’archeologia.

Il fascino di Canova e le collezioni dell’Accademia

La splendida Accademia Tadini nasce per volere del Conte Luigi Tadini, che volle costruire un palazzo sulle rive del lago per far conoscere al pubblico le sue collezioni d’arte settecentesca e d’inizio Ottocento. Gioiello dell’Accademia è ancora oggi la Stele Tadini, uno degli ultimi capolavori del padre del Neoclassicismo Antonio Canova, scolpita in memoria del figlio del conte scomparso prematuramente.

In omaggio a quest’opera, nell’Atelier del Tadini fino a domenica 25 settembre è allestita «Canova Interpretato», una mostra a cura di Marco Albertario e Kevin McManus, dedicata alla rilettura della Stele Tadini da parte di grandi fotografi contemporanei: tra questi Davide Bassanesi, Gianni Berengo Gardin, Vincent Bousserez, Edgar Caracristi, Fabio Cattabiani, Giuseppe Cella, Gianluca Chiodi, Giovanna Magri, Luca Marianaccio, Allegra Martin, Omar Meijer, Luigi Spina, Flavia Rossi e Jacopo Valentini.

Accademia Tadini

Oltre alla mostra di fotografia, nelle sale dell’Accademia Tadini si possono ammirare le collezioni d’arte moderna e contemporanea e il Gabinetto delle Antichità con la sua raccolta archeologica; una piacevole scoperta saranno anche le porcellane orientali e occidentali, una biblioteca di oltre 4600 volumi e il Museo dell’Ottocento, che custodisce preziosi cimeli garibaldini. (informazioni, biglietti e orari sul sito).

Due gioielli di Lovere: la Torre Civica e Santa Maria in Valvendra

Da non perdere assolutamente, nella visita al borgo di Lovere, la Basilica di Santa Maria in Valvendra, la chiesa più grande della diocesi di Brescia, realizzata deviando il torrente che dà il nome alla chiesa, che sorge al centro dell’antico letto del fiume. L’organo è il vero proprio gioiello della Basilica: realizzato nel 1518 per il Duomo Vecchio di Brescia e poi trasferito a Lovere nella seconda metà del XVII secolo, è un capolavoro della pittura bresciana del primo Cinquecento che si caratterizza per le ante dipinte all’esterno da Floriano Ferramola con l’Annunciazione e all’interno da Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, con i Santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia.

Consacrata nel 1520 dopo quasi cinquant’anni di lavori, la chiesa custodisce anche affreschi di Floriano Ferramola, Andrea da Manerbio e Gian Giacomo Barbelli, Ottavio Viviani e Ottavio Amigoni, Bernardino Gandino e Domenico Carpinoni.

Fino al 2 ottobre 2022, Santa Maria in Valvendra si può visitare da lunedì a sabato 10:30-12:30, tutti i giorni 14:30-17:30. (Ingresso gratuito. Per visite guidate e aperture straordinarie chiamare l’infopoint allo 035 962178).

Per ammirare Lovere e il lago dall’alto invece è d’obbligo una salita alla Torre Civica di Piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore del borgo medievale, che già da solo merita una visita. Salendo sulla torre, alta circa 28 metri, si possono scoprire affreschi dedicati alle diverse signorie che hanno controllato la città.

Fino all’11 settembre la torre è aperta tutti i giorni ore 10-12 e 16-18, ingresso gratuito. Per aperture straordinarie in altri giorni e orari chiamare l’infopoint allo 035 962178.

Alla scoperta dei luoghi del sacro loveresi

Tra le strette vie del centro storico e dintorni, Lovere custodisce anche splendide chiese, come il Santuario delle Sante loveresi Gerosa e Capitanio, improntato a un gusto neo-medievale e rivestito di granito rosa, che al suo interno ha ricche decorazioni pittoriche e musive firmate da Fermo Taragni. Vi si accede dal borgo antico percorrendo il «Cammino delle Sante». Il Santuario, ad ingresso gratuito, è visitabile da lunedì a sabato 6:50-12:00 / 14:30-18:00, domenica e festivi 8:00-12:00 / 14:30-18:00.

Santuario delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa
(Foto Tarzia-Sinedita)

Sopra il borgo invece si trova la Chiesa di San Giorgio risalente al Quattrocento. Al suo interno «Mosè che fa scaturire le acque dalla rupe», una tela del pittore belga Jan de Herdt, datata 1657, a cui si aggiungono anche sculture lignee della bottega dei Fantoni, come gli Angeli lignei e il grande Crocifisso d’epoca seicentesca.

Il Convento di San Maurizio, fondato nel 1447 invece merita una visita anche solo per lo splendido panorama che si estende su tutto il lago, mentre gli interni sono aperti tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 18 a ingresso gratuito.

Lovere tra archeologia e scienze naturali

Oltre alle meraviglie del sacro e dell’arte, Lovere ospita anche il Museo Civico di Scienze Naturali «Alessio Amighetti», dove ammirare oltre 221 esemplari di uccelli del territorio, lepidotteri, imenotteri e coleotteri. Non manca anche una divisione botanica con un erbario di esemplari locali e una mineralogica. Il museo è aperto sabato e domenica 15-18, ingresso gratuito, info al sito.

Non solo storia naturale, ma anche archeologia sulle sponde del Sebino, con il Castelliere di Lovere nei pressi del monte Cala. Una struttura ipoteticamente dedicata a usi militari risalenti all’esercito di Pandolfo Malatesta agli inizi del Quattrocento, epoca della guerra di Lovere e della Valle Camonica per il dominio sui distretti di Bergamo e Brescia. Il sito, ad ingresso gratuito, è aperto tutto l’anno.

E dove concludere il tour della città lacustre se non sulla splendida Terrazza Panoramica del porto turistico? Ad aspettarvi un panorama mozzafiato sul lago, sulla marina di Lovere e sulla val Camonica. (aperta tutti i giorni ore 9:00-19:00, sito).

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