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Un giro completo del lago di Endine alla scoperta delle sue meraviglie

Articolo. Un percorso lungo circa 18 chilometri, interamente pianeggiante, tra antichi borghi, castelli, musei della filatura e magnifici scorci. E alla fine, una birra fresca davanti alle montagne

Lettura 4 min.

È una giornata soleggiata e il lago di Endine è uno specchio calmo e piatto, protetto dalle montagne circostanti e solcato solo da qualche silenzioso pedalò. Nonostante le auto che sfrecciano a tutta velocità sulla strada provinciale dietro di me, sulla riva la vita procede lentissima: persone che leggono, che prendono il sole, che avvicinano timidamente i piedi all’acqua. Mi piacerebbe raggiungerle e sdraiarmi su quel prato così accogliente con un libro, ma oggi l’obiettivo è un altro: completare il giro di tutto il lago a piedi, per scoprire i sentieri che lo costeggiano e i borghi che vi si affacciano.

S. Pietro in vincoli

Il mio itinerario parte da Spinone al Lago, dove lascio l’auto nei pressi della piccola chiesa di San Pietro in Vincoli. Sembra che l’origine di questa chiesa risalga al lontano XI secolo, con successive modifiche del XVI secolo, come l’aggiunta del campanile. In ogni caso, già dall’esterno il piccolo edificio in pietra è splendido, ma chi ha la fortuna di trovarlo aperto può ammirare anche una «Madonna con Bambino» e gli affreschi di sei sibille e sei profeti, riconducibili alla scuola di Lorenzo Lotto. Non a caso molte coppie scelgono di sposarsi in questa chiesa incantevole!

Proseguendo lungo la strada su cui si affaccia San Pietro in Vincoli, si giunge in pochi passi sulle sponde del lago, che attende placido proprio dall’altra parte della statale. Qui c’è un ampio prato verdeggiante e un sentiero che si snoda in entrambe le direzioni. Inizia proprio qui il mio giro ad anello, su un percorso lungo in totale circa 18 chilometri, ma interamente pianeggiante. Imbocco la passeggiata che costeggia il lago tenendolo sulla destra: in questa zona il sentiero è molto bello. Nonostante proceda parallelo alla strada statale, cammino tra il verde degli alberi e dei prati e il blu del lago.

Poco più in su, nei pressi dell’abitato di Bianzano, intravedo il Castello Suardi, con la sua massiccia torre a pianta quadrangolare. La costruzione del castello risale al 1233, e tuttora permette agli appassionati di fare un tuffo nel Medioevo in occasione delle rievocazioni storiche che vi vengono organizzate.

Il sentiero si snoda tra diversi splendidi punti panoramici dove scatto migliaia di foto e qualche bar e ristorante affacciato sul lago. Supero i paesi di Dosso e Madrera, fino a Ranzanico al Lago. Qui, subito dopo l’abitato, si trova un importante luogo legato alla storia del paese: l’ex Filanda Suardi.

La costruzione dell’edificio paleoindustriale, ora ristrutturato, risale all’Ottocento e la sua corte interna ospita un giardino curatissimo che guarda verso il lago. Nel fabbricato ora sono presenti un bar e un hotel di lusso, ma per approfondire i segreti della filatura e tutto il suo processo a partire dai bachi fino alla seta, senza tralasciare la storia dei filati della Val Cavallina, si può sempre salire in paese a Ranzanico e visitare il Museo Fal’Fil, allestito all’interno di Palazzo Re. Io, per questa volta, decido di restare sul lago senza addentrarmi nel borgo. Scatto una foto all’opera «I Filatori» di Giancarlo Defendi posta sul prato che affianca la riva e proseguo sul sentiero in direzione Endine Gaiano.

Poco prima di arrivare nei pressi dell’abitato, incontro una piccola spiaggia privata molto accogliente per chi vuole godersi qualche raggio di sole. In paese, però, lo scenario si fa meno idilliaco: al posto della passeggiata pedonale sulla sponda del lago, sono costretta a camminare su un marciapiede lungo la rumorosa strada statale. A questo punto è meglio affidarsi a Google Maps o ai passanti per trovare il tratto successivo del sentiero pedonale, che si snoda lungo la punta del lago su una passerella di legno, perché altrimenti il rischio è quello di girare intorno al paese allungando il percorso. La passerella permette invece di raggiungere in pochi minuti la sponda opposta del lago di Endine.

Da questo lato purtroppo è necessario percorrere qualche chilometro poco piacevole su asfalto, al bordo di una strada senza marciapiede. Un vero peccato, ma a livello del lago ci sono parecchie proprietà private che ne precludono l’accesso, e le poche stradine sterrate che scendono a riva tra l’una e l’altra portano a moli o spiaggette non comunicanti tra loro e dedicati alla pesca. Scopro infatti che il Lago di Endine è particolarmente conosciuto tra i pescatori per il carpfishing : spesso vengono pescati esemplari anche di notevoli dimensioni, ma le enormi carpe dopo le foto ricordo di rito vengono liberate.

Continuando a camminare verso San Felice il percorso pedonale ritorna ad essere una meraviglia: si snoda vicino al lago, con scorci splendidi e diversi passanti che si godono la tranquillità del tardo pomeriggio. Dietro alla chiesa in pietra di San Michele Arcangelo, ecco spuntare anche il piccolo paese di San Felice.

La Chiesa di San Felice

Mi fermo proprio qui ad osservare la sponda opposta del lago, a scrutare quelle montagne immense rispetto alle minuscole case che ne coprono le pendici. Sembrerebbe quasi che le cime siano state messe lì apposta per vegliare sui paesi, se non fosse che sui loro fianchi sono ancora visibili come ferite aperte i segni delle frane del passato.

Lasciando San Felice in direzione del borgo di Monasterolo del Castello, mi attende ancora un tratto di cammino su strada, che però affronto con più energia, rinfrescata da una delle fontane che si incontrano sul percorso. In questa zona ci sono infatti quattro fonti: due più ferruginose, una ricca di idrogeno solforato, dall’inconfondibile odore, e una particolarmente apprezzata dagli abitanti dei paesi limitrofi perché ricca di minerali, limpida, fresca e gratuita. Un pit stop per riempire bottiglie e borracce qui è d’obbligo!

L’ultima parte di percorso, tra Monasterolo e Spinone, è quella nettamente più bella. Il sentiero non si allontana mai dalla sponda del lago di Endine, aprendosi in un grande prato a Monasterolo, nei pressi della Chiesa di San Salvatore. Questa piccola oasi di pace è animata da molte persone che fanno sport o si fermano per un aperitivo nel bar vicino, si godono gli ultimi raggi di sole della giornata o iniziano ad accendere le griglie a disposizione nell’area picnic. Prima di fermarsi a riposare, però, vale la pena prendersi del tempo per visitare la chiesa di Monasterolo, sia per ammirare i brillanti mosaici della via Crucis posti negli anni Settanta sul muro che la circonda, sia perché ospita una «Trasfigurazione» del pittore bergamasco Carpinoni.

A una ventina di minuti di camminata oltre l’abitato di Monasterolo si incontra anche il castello del borgo, che purtroppo oggi – tranne che per rare visite guidate – è utilizzato solo per ricevimenti privati. Dove sorge il maniero probabilmente in tempi antichi vi era un monastero, che solo nel XIII secolo venne trasformato in fortezza dai Suardi e nel XV secolo in residenza. Si trova in posizione strategica su una collinetta proprio sulla punta inferiore del Lago di Endine e per quel poco che si riesce a vedere sbirciando dal cancello esterno, sembra una location splendida per un evento!

Dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, il mio giro ad anello del lago di Endine si conclude da dove sono partita, nel borgo di Spinone al Lago, con un momento di meritato relax, davanti a una birra fresca del birrificio locale Valcavallina e a una pinsa fumante ai tavoli esterni vista lago del Bar Ninfea.

Sembra proprio il finale perfetto per un pomeriggio di esplorazione: una buona cena in uno dei tanti locali affacciati sul lago, mentre il sole lentamente scende dietro alle montagne scaldando il cielo. Perciò ne approfitto e attendo il crepuscolo, per godermi in tutta tranquillità il momento più bello della giornata. Lascio il Lago di Endine solo quando lo specchio d’acqua davanti a me, placido e immobile, riflette la luce della luna.

(Tutte le foto sono di Lisa Egman)

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