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Elogio al Calendario dell’Avvento

Articolo. Il primo a stampare e vendere calendari dell’Avvento fu un editore di Monaco di Baviera nel 1908, Gerhard Lang. Una tradizione che non smette di emozionare

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Con i cioccolatini, ma anche con cosmetici, profumi, birre, bustine di tè, cocktail, poesie, macchinine, biscotti per cani, origami e perfino gioielli. Non c’è limite a quello che si può infilare dentro un calendario dell’Avvento. Negli ultimi anni li abbiamo visti crescere di dimensioni, farsi sempre più sfarzosi, kitsch, costosi, esagerati, personalizzati, divertenti. Più che l’attesa, conta la sorpresa.

Ma i miei ricordi più cari sono legati alla carta e ai disegni: da piccola il mio calendario era di cartoncino, con stupende immagini vintage natalizie. Aspettavo con trepidazione il momento dell’apertura, a volte sbirciando appena le sorprese dei giorni successivi. Dietro ogni casellina si celavano ghirlande minuziosamente cesellate, fiocchi di neve, scenette di vita domestica, dolci decorati, sognanti boule de neige, giocattoli di un’altra epoca come cavallini a dondolo ed eleganti bamboline vestite di pizzi e porcellane, per culminare il 24 con un riccioluto Bambin Gesù nella mangiatoia. Un’estetica che allora trovavo sublime e oggi confortante, tanto quella dei calendari dell’Avvento con la cioccolata mi è sempre parsa grossolana e poco piacevole. Credo sia l’unica circostanza della vita in cui il cioccolato mi risulta deludente.

Da qualche anno ho ripreso a comprare (anche) il calendario dell’Avvento in carta, avendolo trovato in libreria proprio somigliante a quello della mia infanzia, stampato da un editore tedesco. E non è un caso, perché proprio dalla Germania viene la tradizione dell’Adventskalender , nata in ambito protestante. Già Thomas Mann, nella saga ottocentesca della famiglia Buddenbrook, racconta di come il piccolo Johann, con l’aiuto di un calendario a fogli, inseguiva l’avvicinarsi del Natale. Tener conto dei giorni che mancavano al Natale era un’abitudine casalinga evidentemente diffusa. Il primo a stampare e vendere calendari dell’Avvento fu un editore di Monaco di Baviera nel 1908, Gerhard Lang, anche lui ispirandosi a una tradizione familiare. Ed è proprio in quest’atmosfera di un tempo da me mai vissuto che voglio rituffarmi ogni anno.