Dopo aver fatto tappa tra i grandi โtempliโ italiani dellโautomobile โ da Brescia ad Arese, da Maranello a Torino fino a Villafranca โ il nostro viaggio alla scoperta della cultura motoristica prosegue verso una destinazione forse meno scontata, ma sorprendentemente ricca: la nostra provincia. Qui, tra sale espositive e sezioni che raccontano le storie di uomini e imprenditori visionari, si nasconde infatti un patrimonio straordinario, spesso poco conosciuto anche da noi bergamaschi. Al centro non ci sono soltanto i mezzi, ma lโevoluzione di un territorio che ha fatto della passione per i motori una parte integrante della propria identitร .
Museo del Falegname Tino Sana, Almenno San Bartolomeo
Il Museo del Falegname nasce nel 1987 per iniziativa dellโimprenditore Tino Sana con la missione di raccogliere la memoria storica dellโartigianato e tramandare alle nuove generazioni i segreti dellโarte del legno. Sviluppato su una superficie complessiva di 3.500 metri quadrati distribuiti su tre livelli, il museo apre il suo percorso al piano terra con una sezione dedicata alla lavorazione del legno, con la riproduzione di botteghe artigiane complete di tutti gli arnesi. Protagonista dello sviluppo pre-industriale, il legno ha reso possibile gli spostamenti sulla terra, sulle acque e infine nellโaria. Il percorso espositivo descrive lโevoluzione dei mezzi di trasporto attraverso una ricca collezione di carri regionali, calessi e carrozze in uso dal Settecento al Novecento. Non mancano le slitte nordiche, una barca dei cantieri Riva e la barca di ยซLuciaยป del lago di Como. In legno sono anche la fusoliera e lโelica dellโaereo Ansaldo A1 ยซBalillaยป del 1918 di Antonio Locatelli, concesso in prestito al museo Tino Sana dalla cittร di Bergamo. E sempre in legno sono realizzate le ruote, il pianale e lโintelaiatura della carrozzeria delle prime automobili, come la Oldsmobile del 1924 e la Renault del 1908 esposte al piano interrato.
Anche le prime biciclette erano in legno e proprio le biciclette, grande passione del fondatore Tino Sana, occupano uno spazio importante al piano superiore. Un settore dedicato ne ripercorre le tappe fondamentali, dalla Draisina del 1920 fino alle biciclette in legno di faggio e frassino progettate da Tino Sana a metร degli anni Novanta. E poi tante, tantissime biciclette collocate lungo il percorso: biciclette autarchiche in legno degli anni Trenta, biciclette militari e un ampio assortimento di biciclette che accompagnavano il mestiere degli ambulanti dal 1920 al 1960. Qualcuno ricorderร , magari per averle viste in un film in bianco e nero, le biciclette del gelataio dellโarrotino o dellโombrellaio. Ma resterร sorpreso nello scoprire quante varianti sono scaturite dallโimmaginazione degli artigiani: la bicicletta del cantastorie, quella del venditore di polli, del caldarrostaio e molte altre.
Il percorso si conclude con le biciclette dei campioni nella sezione dedicata a Felice Gimondi, legato a Tino Sana da una profonda amicizia. Il fuoriclasse bergamasco ha donato al museo le sue biciclette, le maglie storiche e i trofei. A fare da contorno le biciclette di Fausto Coppi, di Eddy Merckx, di Gianni Bugno, di Marco Pantani e Jan Ullrich. Il museo รจ aperto dal lunedรฌ al venerdรฌ, alle 9 alle 12, il sabato, dalle 15 alle 18, e la domenica, dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Museo SAME, Treviglio
Ad accogliere i visitatori del Museo Storico SAME di Treviglio, inaugurato nel 2008, รจ esposta una delle prime trattrici diesel al mondo: la Trattrice Cassani 40 HP del 1927. Sebbene non porti ancora il marchio dellโazienda, pone le premesse che avrebbero portato i fratelli Francesco e Eugenio Cassani a dare vita alla SAME (Societร Accomandita Motori Endotermici) nel 1942. Il tutto a partire dallโidea che un motore diesel si sarebbe dimostrato piรน efficiente dei contemporanei motori a testa calda o a benzina. Lโarea espositiva si estende su oltre 700 metri quadrati e si presenta come un ampio open space dove, lungo tutto il perimetro, sono allineati i modelli dโepoca per anno di produzione, dal 1927 al 1983. Al centro si trovano i trattori di ultima generazione e lโinnovativo robot autonomo e completamente elettrico VitiBot per la lavorazione dei vigneti.
Ognuno dei modelli esposti rappresenta una tappa importante nella storia della meccanizzazione agricola e nel percorso di crescita della SAME, divenuta oggi unโazienda leader mondiale nel settore agricolo mondiale. Noi vi invitiamo a scoprire il Trattorino Universale a guida reversibile del 1948, un ยซgioiello dellโindustria italianaยป premiato con la Medaglia dโOro dellโAccademia di Agricoltura di Torino, e il Diesel D.A. (Diesel Aria) 25, il primo trattore al mondo con quattro ruote motrici prodotto in serie. Negli anni Settanta le linee dei trattori si fanno piรน tese e squadrate e nel 1983 debutta il SAME Explorer , uno dei modelli di maggiore successo: si tratta di uno dei primi trattori con cabina integrata di serie ed รจ stato il primo trattore di media potenza a raggiungere i 40 km/h e offrire un impianto frenante su tutte e quattro le ruote. Il suo iconico logo รจ la testa di tigre con quattro occhi.
Una sezione รจ riservata ai motori, a partire da quelli progettati da Francesco Cassani, fondatore anche della SPICA โ Societร Pompe a Iniezione Cassani nata nel 1936, non solo per trattori e mezzi agricoli ma anche per la marina e lโaviazione. Non si puรฒ lasciare il museo senza aver prima fatto una visita allโadiacente Archivio Storico SDF (SAME Deutz-Fahr), dove viene conservata la documentazione storica di SAME e dei marchi del gruppo, che oggi comprende Lamborghini Trattori, Hรผrlimann, Deutz-Fahr e VitiBot. Il museo รจ visitabile da lunedรฌ a giovedรฌ, dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.30, e il venerdรฌ, dalle 8.30 alle 12.30. Lโingresso รจ gratuito previa prenotazione.
Museo Storico Militare, Schilpario
Al termine della Seconda Guerra Mondiale lโesercito americano lasciรฒ sulle nostre strade un numero incalcolabile di automezzi che, smessi i panni militari, contribuirono alla ricostruzione del Paese nel Dopoguerra. Uno di questi, un camion GMC cassonato, venne utilizzato per anni per ripulire dalla neve le strade della Valle di Scalve. Ed รจ proprio da questo autocarro, prezioso ricordo del padre Samuele, che ha preso il via la collezione di Silvano Bettineschi, fondatore, insieme allโamico Adamo Marelli, del Museo Storico Militare di Schilpario.
I mezzi esposti sono oltre un centinaio, in prevalenza autocarri di origine americana dai nomi ormai dimenticati, come International Harvester, Diamond, Ward La France. Veri e propri giganti della strada, spesso protagonisti nei film sulla Seconda Guerra Mondiale, come la classica ambulanza Dodge o la rarissima versione cisternata GMC, insieme a tutta una serie di autocarri adibiti al trasporto truppe e al traino pesante. Restando in ambito cinematografico, la collezione vanta un autocarro GMC utilizzato nel film ยซLa ragazza di Bubeยป di Luigi Comencini, tratto dal romanzo di Carlo Cassola e interpretato da Claudia Cardinale. Tra i pezzi piรน originali segnaliamo la Moto Guzzi Mulo Meccanico 3x3 a trazione integrale sulle tre ruote, chiamata a sostituire i muli a quattro zampe nellโEsercito Italiano a metร degli anni Sessanta.
Si possono inoltre ammirare un paio di aerei e alcuni elicotteri, tra cui un caccia supersonico F-104 Starfighter e un elicottero antisommergibile Sikorsky SH-34J Seabat della Marina Militare. Un frammento di fusoliera, uno dei pochi reperti rimasti, ricorda la tragedia del quadrielica dellโAir Force B-24 Liberator ยซLady Ireneยป precipitato la sera del 4 ottobre 1944 sul Monte Menna, mentre era impegnato in una missione di aviolancio di rifornimenti per la resistenza partigiana. I dieci aviatori statunitensi e i tre agenti segreti a bordo perirono nellโincidente. Oltre ai veicoli, il museo custodisce unโinfinitร di oggetti che narrano la vita quotidiana dei soldati: uniformi, attrezzature radio, armamenti e strumenti medici. E la collezione continua ad espandersi: dopo lโarrivo di un carro armato M 47 Patton, entrato in servizio allโinizio degli anni Cinquanta e portato al museo lโanno scorso, il protagonista dellโimminente riapertura รจ un rullo a vapore del 1925 di costruzione tedesca J.A. Maffei & Jacob del 1925.
Il Museo Storico Militare รจ una collezione privata che si trova a Schilpario in localitร Fondi, lungo la strada che porta al Passo del Vivione. Sarร aperto al pubblico dalle 10 alle 17 nei giorni di sabato 4, lunedรฌ 6, sabato 25 e domenica 26 aprile, oltre alle domeniche del 17 e 31 maggio.
Collezione Crippa โ Registro Storico Rumi, Treviolo
Oggi in pochi lo ricordano, ma tra il 1950 e la metร degli anni Ottanta il motociclismo bergamasco visse una stagione straordinaria, difficilmente replicabile. Furono gli anni dโoro delle leggendarie moto Rumi, della mitica ยซValli Bergamascheยป โ la prova piรน temuta del Campionato Europeo di regolaritร โ e delle epiche gare denominate ยซSei Giorni Internazionali di Enduroยป disputate sulle Orobie, come quella rimasta nella memoria collettiva del 1986 a San Pellegrino Terme. Varcare la soglia della Collezione Crippa significa riavvolgere il nastro di quellโepopea e ritrovare il rombo e il talento di motociclette e piloti entrati definitivamente nel mito.
Lโimprenditore edile Riccardo Crippa ha rilevato negli anni Ottanta la vecchia fabbrica Rumi di via Moroni a Bergamo, dove oggi ha sede lโUniversitร , e ne ha ricostruito lโarchivio storico recuperando disegni tecnici, fotografie e documenti originali. Ha fondato il Registro Storico Rumi e ha raccolto nella sua collezione quasi tutti i modelli prodotti dallโimprenditore-artista bergamasco Donnino Rumi dal 1950 al 1962: dagli scooter Scoiattolo e Formichino alle 125 Turismo e Sport fino alla rarissima 200. Le ยซmoto dellโartistaยป, competitive nelle gare grazie al performante bicilindrico progettato da Pietro Vassena, dovevano prima di tutto essere belle. Un fascino che resta intatto ancora oggi, grazie allโeleganza del design e a scelte cromatiche di sorprendente modernitร . Completano la collezione storica Rumi alcuni go-kart e un originale motocarro a tre ruote, utilizzato per le riprese a Cinecittร .
Il nome Rumi tornรฒ alla ribalta alla fine degli anni Ottanta quando Oscar Rumi, figlio di Donnino, decise di tornare alle corse stringendo un sodalizio con la Honda. Nel 1988 e nel 1989 la scuderia Rumi vinse i primi due campionati della storia della Superbike con il pilota californiano Fred Merkel. Anche le sue due Honda RC30 (VFR750R) sono ora esposte nella Collezione Crippa. A fare da contorno troviamo cinque moto Garelli che hanno disputato il Motomondiale, tra cui la 125 del campione spagnolo Angel Nieto che vinse tre titoli mondiali dal 1982 al 1984.
La sezione al piano terra รจ dedicata alla Regolaritร (antesignana del moderno Enduro) e comprende numerosi esemplari autografati dai piloti che le portarono in gara, tra cui spiccano marchi storici italiani come Benelli, Laverda, Gilera, Moto Guzzi, Parilla e Morini. Una tra tutte, la Gilera 125 del campione bergamasco Gualtiero Brissoni, vincitore di cinque titoli europei e unici italiani, oltre che vincitore della ยซSei giorni Isola dโElbaยป nel 1981 La Collezione Crippa รจ inserita nel circuito dei Musei ASI (Automotoclub Storico Italiano), lโente che tutela e valorizza il patrimonio motoristico nazionale. Le aperture vengono programmate sulla base delle prenotazioni ricevute.
Tutte le foto sono di Diego Signorelli, salvo dove diversamente indicato.
