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Siad: con «Coool FreeToGo» la refrigerazione per la Gdo diventa più sostenibile ed efficiente

Siad presenta «Coool FreeToGo», la tecnologia a CO2 liquida che promette di rivoluzionare la catena del freddo per la Gdo: meno emissioni, meno rumore e massima tenuta della temperatura nell’ultimo miglio.

Lettura 7 min.
Siad sta già sperimentando il sistema “Cool FreeToGo” nel suo polo di Brescia

Siad

Sede: Bergamo, via S.Bernardino, 92

Settore: Logistica per la Gdo

Sito: siad.com

La logistica refrigerata deve rinnovarsi. Il trasporto a temperatura controllata, fondamentale sia per la grande distribuzione che per la farmaceutica, si sta scontrando con dei limiti sempre più grandi: da una parte ci sono le città che impongono restrizioni sempre più severe ai mezzi che possono circolare in centro; dall’altra ci sono le necessità connesse alla transizione energetica, all’adozione dei motori elettrici, all’utilizzo di refrigeranti puliti e all’ottimizzazione dei viaggi.

In un contesto simile, le celle frigorifere tradizionali non sono solo inefficienti, ma persino obsolete. Siad, colosso bergamasco dei gas tecnici, ha una soluzione per tutti gli operatori logistici che vogliono assicurarsi il pieno rispetto della catena del freddo. Il gruppo orobico, infatti, ha messo a punto la tecnologia «Coool FreeToGo» , che promette di ridurre le emissioni connesse al trasporto delle merci per la grande distribuzione, di abbattere l’inquinamento acustico e di mantenere stabili le temperature più a lungo di qualsiasi soluzione tradizionale. A raccontare il progetto sono Mattia Zoccoli, Project Manager dei prodotti “Coool” per Siad, e Luca Opreni, Food & Beverage Marketing Project Manager.

«Coool FreeToGo» preserva la catena del freddo nell’ultimo chilometro

L’idea alla base di «Coool FreeToGo» non nasce nei laboratori di ricerca, ma dalle esigenze dei clienti del gruppo con sede a Bergamo. «Una nostra analisi di marketing, basata sul rapporto diretto con clienti e partner storici coinvolti nella grande distribuzione, ha fatto emergere la necessità di una nuova tecnologia per i gruppi frigoriferi, che risolvesse quelle criticità da cui i sistemi tradizionali non possono sottrarsi», esordisce Zoccoli.

Con “Coool FreeToGo”, le celle refrigeranti non pesano sull’autonomia del furgone per le consegne, permettendo l’adozione dei motori elettrici

Le criticità a cui fa riferimento sono note a tutti gli operatori della logistica per la Gdo: i sistemi di refrigerazione classici sono alimentati dal motore dei mezzi, perciò generano emissioni e, quando il veicolo viene spento, smettono di funzionare, portando al riscaldamento della merce. Non solo: sono rumorosi e, spesso, poco potenti, al punto da faticare ad abbassare la temperatura quando la cella frigorifera viene aperta e chiusa più volte nel giro di pochi minuti - cosa che, però, succede spessissimo, quando ci si occupa di consegne dell’“ultimo chilometro” e di delivery a casa della spesa.

«Le consegne dell’ultimo chilometro rappresentano lo scenario peggiore possibile, perciò abbiamo deciso di testare la nostra tecnologia innanzitutto su quelle. Sono i furgoncini, e non i grandi bilici, a effettuare le consegne nei centri storici. E sono le loro serrande ad alzarsi e abbassarsi in continuazione: una volta sviluppata una soluzione adatta a quella casistica, è semplice adattarla ai mezzi di grandi dimensioni che svolgono le tratte più lunghe», continua Zoccoli. Gli fa eco Opreni, che sottolinea come «l’ultimo chilometro presenta delle variabili che i tragitti più lunghi non hanno: parliamo di una ventina di aperture della cella in un paio d’ore, magari con la necessità di accedere a centri storici e Ztl dove possono circolare solo i veicoli elettrici. Ma garantire l’autonomia necessaria a circolare per ore con un veicolo elettrico a cui è collegato un gruppo refrigerante è impossibile. E poi c’è un altro fattore da considerare: quando ci sono tante consegne condensate in pochi chilometri, il motore resta spento. Quando ci si muove nel traffico, gira al minimo e non produce potenza sufficiente per alimentare i gruppi refrigeranti. Per questo, il mercato ci segnala delle difficoltà nel preservare la catena del freddo, con tutti i rischi che ciò comporta». La soluzione targata Siad, dunque, adotta un approccio radicale: elimina il compressore meccanico, riducendo l’inquinamento acustico e il peso dell’intero sistema sul motore.

Il cuore di “Coool FreeToGo” è un serbatoio di anidride carbonica liquida, stoccata a bordo della vettura - un po’ come se fosse una seconda tanica di carburante, ovviamente non combustibile. «Il sistema sfrutta il potere frigorigeno della CO2», spiega Zoccoli. Quando la temperatura della cella frigorifera si alza, la CO2 liquida viene rilasciata in un evaporatore: qui scambia calore con l’interno della cella e passa allo stato gassoso, per poi essere emessa all’esterno sotto forma di gas inerte. L’anidride carbonica non viene mai rilasciata nel vano frigo, ma si limita a raffreddare l’aria presente al suo interno. Il primo vantaggio di questo sistema è la velocità: «Parliamo di una capacità di abbattimento della temperatura pari a circa un grado al minuto, tra le cinque e le dieci volte maggiore rispetto a un sistema tradizionale», conferma il Project Manager di “Coool FreeToGo”.

La sostenibilità di «Coool FreeToGo» e la CO2 biogenica

I sistemi refrigeranti di «Coool FreeToGo» emettono CO2 nell’atmosfera, questo è vero. Ma Siad ha pensato anche all’impatto ecologico del suo progetto. Il gas utilizzato dal processo, infatti, non è estratto dal sottosuolo, ma biogenico. Come spiega Mattia Zoccoli, l’anidride carbonica utilizzata negli scambiatori di calore «arriva dall’ “upgrading” del biogas, che a sua volta deriva dalla fermentazione biologica di materia organica, ovvero dai processi di recupero dei rifiuti organici. In altre parole, la CO2 che utilizziamo per i nostri sistemi di raffreddamento era già presente in atmosfera».

L’esperto spiega che «Coool FreeToGo» ha un impatto ambientale nullo facendo l’esempio di una mela: «La mela incamera CO2 durante tutta la sua crescita. Quando si trasforma in un rifiuto e inizia a decomporsi, rilascia nell’atmosfera quella stessa CO2 insieme a del gas metano. Tramite i partner che si occupano della trattazione dei rifiuti organici, noi recuperiamo quell’anidride carbonica e le diamo un secondo utilizzo prima che ritorni nell’atmosfera. Alla fi ne dell’intero processo, non c’è più CO2 di quanta ve ne fosse all’inizio» . Per questo, l’anidride carbonica utilizzata da Siad viene classificata come “di origine biogenica”, allineando il sistema con le normative europee. Non solo: il suo utilizzo permette di sostituire i vecchi refrigeranti fluorurati, che sono sia più costosi che più inquinanti della soluzione ideata dal gruppo bergamasco. Il ruolo di «Coool FreeToGo» come tecnologia abilitante dei veicoli elettrici chiude il cerchio della sostenibilità del progetto.

Un altro importante valore aggiunto è la flessibilità: la soluzione targata Siad, infatti, è costruita e montata come soluzione ad hoc per i mezzi di ogni cliente, che possono allestirne l’interno come preferisco: «Per esempio – ricorda Opreni - un operatore che si occupa di consegne della spesa a casa potrebbe volere un furgoncino con un’area più fredda destinata ai surgelati e una temperatura leggermente più alta per il cibo fresco: con “Coool FreeToGo” si può fare». Persino l’interfaccia è pensata su misura per i partner: «Alcuni chiedono di lasciare che sia l’autista a modificare la temperatura della cella frigorifera. Altri invece preferiscono una gestione completamente centralizzata. Altri ancora optano per una via di mezzo: sono tutte soluzioni che possiamo garantire», continua Opreni, che specifica: «Monitoraggio, assistenza e manutenzione restano completamente in capo a noi: se un cliente riscontra un malfunzionamento su un sistema di raffreddamento a CO2, possiamo attingere dallo storico dei dati per capire cosa è andato storto. Per certificare la catena del freddo i mezzi sono dotati di sensori che monitorano costantemente le temperature».

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Una soluzione sicura, efficiente e personalizzata

Qualcuno potrebbe sollevare un sopracciglio di fronte a “Coool FreeToGo”: d’altro canto, si tratta di installare un serbatoio ad alta pressione su un veicolo. Qui, però, entra in gioco l’expertise di Siad sui gas tecnici e criogenici: «Il serbatoio che utilizziamo per i furgoncini della Gdo è lo stesso che già adottiamo per i trasporti del gas naturale liquefatto. È un prodotto già esistente, già ampiamente rodato», ricorda Zoccoli, che ci tiene a sottolineare come il raffreddamento ad anidride carbonica liquida sia molto meno pericoloso dei motori a benzina e metano, oltre che delle batterie elettriche: «La CO2 è un gas inerte e non infiammabile: non a caso, la troviamo anche negli estintori. Inoltre, il sistema ha una serie di valvole di sicurezza che, in caso di aumento repentino della pressione scaricano il gas, un po’ come succede in una pentola a pressione».

Al momento, il progetto “Coool FreeToGo” è a uno stadio precoce della sua implementazione, perciò la ricarica periodica della CO2 nel sistema refrigerante avviene presso appositi serbatoi criogenici di stoccaggio installati nei centri logistici degli utilizzatori finali, dimensionati e progettati in relazione alle loro necessità e al loro fabbisogno. «In futuro, però l’idea è quella di rendere queste “pompe di anidride carbonica” disponibili anche per le aziende più piccole, che potranno fare rifornimento direttamente alla nostra filiale di Brescia, con gas di Siad. Il sistema è completamente sicuro, grazie a una serie di sensori e di agganci magnetici che impediscono agli operatori di entrare in contatto con il gas liquido a basse temperature. E abbiamo già fatto i calcoli: qualsiasi realtà con almeno quattro furgoni attivi per le consegne trarrebbe vantaggio dall’installazione di una di queste stazioni in uno dei propri poli di stoccaggio», prosegue il Project Manager di “Coool FreeToGo”.

Siad è convinta del suo progetto per la catena del freddo. Benché stia ancora muovendo i primi passi, infatti, “Coool FreeToGo” ha già espresso grande potenziale per risolvere i problemi che pesano sugli operatori della Gdo e sulle realtà che si occupano delle consegne a domicilio della spesa. «All’inizio eravamo noi a cercare i clienti, molti non capivano perché passare alla nostra soluzione», ricorda Opreni, che però parla di un deciso cambio di passo negli ultimi mesi: «Ora sono i potenziali partner a rivolgersi a noi. Questo grazie ai cambiamenti che sono avvenuti negli scorsi anni: tante città hanno chiuso i centri storici ai mezzi con motore endotermico, mentre le regole europee in materia di sostenibilità impongono di passare dai gas criogenici tradizionali a quelli più sostenibili».

In particolare, è l’elettrificazione delle flotte - imprescindibile per chiunque voglia operare in città - a spingere la nuova tecnologia targata Siad: «I furgoni elettrici hanno un’autonomia inferiore rispetto a quelli a benzina e a diesel, questo è un dato di fatto. Se poi alla batteria è collegato un gruppo di raffreddamento che deve funzionare in continuazione, i veicoli dovrebbero tornare al centro di distribuzione per la ricarica dopo una manciata di consegne. Il nostro sistema, invece, è completamente indipendente dalla batteria della vettura: le uniche componenti che hanno bisogno di elettricità sono i sensori di sicurezza, ma i loro consumi sono risibili», conclude Zoccoli.

Oltre il furgone: «Coool RollBox» e «Ice&Go»

Non tutti i trasporti avvengono con furgoni dedicati. Per la logistica mista, il catering o le consegne più piccole, Siad ha declinato la sua tecnologia in altre due soluzioni. «Coool RollBox» porta il raffreddamento a base di anidride carbonica liquida direttamente nei carrelli per la ristorazione (i rollbox): «Il principio è esattamente lo stesso di “FreeToGo” - spiega Opreni - semplicemente abbiamo pensato a un metodo di stoccaggio diverso» . Invece di usare pesanti piastre eutettiche che vanno congelate per ore, Siad inietta neve carbonica a -80°C in un apposito “cassetto” all’interno di ogni carrello tramite un sistema a pistola . «In due minuti il carrello è pronto per ore di autonomia, senza bagnare i prodotti come farebbe una “siberina” tradizionale. È ideale per trasportare fresco e surgelato sullo stesso camion non refrigerato, soprattutto per i ristoranti e i servizi di catering» , aggiunge Zoccoli. «Ice&Go», invece, è una soluzione tradizionale, basata sul ghiaccio secco: «È un’applicazione più datata» , ammette Opreni, che però precisa: «Per certi usi resta comunque insostituibile. Siad fornisce ai suoi clienti ghiaccio secco alimentare in contenitori isotermici, perfetto per chi deve fare spedizioni occasionali, magari legate all’e-commerce, oppure deve mantenere il freddo in situazioni di emergenza, garantendo fino a 72 ore di conservazione».

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