Meccanica, i costi delle materie prime frenano il settore

Nel 2024 la meccanica bergamasca chiude l’anno con la produzione e il fatturato in calo, i margini sono compressi dal costo di energia, materie prime e lavoro qualificato: la redditività è in flessione ma la struttura finanziaria resta solida.

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L’anno di analisi si è chiuso con un calo della produzione, che si è necessariamente riflesso sulla situazione economico-finanziaria: infatti, le imprese bergamasche hanno evidenziato una generale contrazione della redditività operativa. Ciò è in particolare dovuto ai costi energetici e delle materie prime, che rappresentano le principali fonti di pressione sui margini, oltre che all’aumento strutturale del costo del lavoro qualificato, particolarmente incidente nei segmenti più avanzati della manifattura. A ciò si aggiunge una domanda internazionale caratterizzata da maggior instabilità e l’accelerazione dei processi di automazione industriale, che impone nuovi livelli di investimento.

La contrazione del fatturato, comune al 60% delle 50 imprese analizzate e pari al 2.8%, appare coerente con le difficoltà che il settore sta affrontando e si accompagna ad una riduzione ancora più significativa dell’utile di esercizio (-18.4%). Il ROI registra un peggioramento di quasi due punti percentuali, scendendo dal 10.5% all’8.9%, a causa della minore marginalità delle vendite. Anche il ROE, la redditività dei soci, si riduce di oltre quattro punti percentuali (14.1% rispetto a 18.6% del 2023), a testimonianza della minor capacità delle imprese di remunerare il capitale di rischio.

A livello di solidità, invece, si assiste al miglioramento del rapporto di indebitamento delle imprese meccaniche – che scende da 1.6 a 1.4 – segnalando un progressivo rafforzamento della struttura finanziaria. Parallelamente, si osserva però un lieve incremento, non preoccupante, dell’incidenza degli oneri finanziari sull’EBITDA, che passa dal 5.9% al 6.9%, evidenziando una maggior pressione del costo del debito sulla redditività, dovuta principalmente alla contrazione dei margini operativi.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un sistema industriale caratterizzato da una struttura patrimoniale ancora solida, ma da una redditività in progressivo indebolimento. Nel 2025, il settore meccanico italiano ha continuato a svolgere un ruolo fondamentale all’interno dell’apparato manifatturiero nazionale, seppur ancora in frenata in termini produttivi: tale rallentamento si riscontra anche nella prima parte del 2026.

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