Attaccati alla terra. Montagna e territorio tra sfide, limiti e responsabilità
Per il ciclo «Cinema Docet. Proiezioni sull’attualità in UniBg» verrà proiettato il film «Everest» di Baltasar Kormákur. Interverranno Roberto Gualdi, Renato Ferlinghetti e Oriana Ruzzini.
L'iniziativa di Public engagement «Cinema Docet. Proiezioni sull'attualità in UniBg» dedica il primo appuntamento della sesta stagione ai temi della montagna, dell'ecologia, del rispetto dell'ambiente. Mercoledì 18 febbraio alle 15 verrà proiettato il film «Everest» di Baltasar Kormákur (2015), opera consentirà una riflessione sulle sfide, i limiti, le ambizioni e le responsabilità dell'uomo al cospetto della Natura. Tra gli ospiti interverranno Oriana Ruzzini, assessora alla transizione ecologica, ambiente e verde del Comune di Bergamo, e Roberto Gualdi, presidente dell'Associazione Montagna Italia e direttore artistico del Festival.
Ispirato a fatti realmente accaduti, «Everest» non è soltanto la ricostruzione della tragedia avvenuta il 10 maggio 1996 che portò alla morte di otto persone, ma vuole essere anche una riflessione sulla sfida tra uomo e natura, sulla conquista di luoghi inesplorati e di come questi vengano commercializzati in attrazioni turistiche. Il regista islandese Baltasar Kormakur, la cui pellicola ha aperto la 72a edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2015, per la ricostruzione narrativa della vicenda è partito dal libro «Left for Dead», scritto da Beck Wethers, uno dei sopravvissuti alla tragedia, e si è servito delle registrazioni audio che testimoniano gli eventi svoltisi e delle vive voci di alcuni sopravvissuti. «Death Zone», così viene chiamata la zona sopra gli ottomila metri. A quell’altitudine il corpo comincia lentamente a morire. E allora ci si chiede, attraverso le domande che gli stessi protagonisti si pongono, quali siano i moventi, le motivazioni di spingersi oltre, anche oltre le possibilità fisiche. È qui che la coscienza si scorpora, non bada più al corpo, ricerca l’impossibile, l’irraggiungibile, l’infinitamente lontano. Il film riesce a tematizzare la prevaricazione dell’anima sul corpo, della motivazione spirituale sulle reali capacità fisiche, dei propri desideri sulla vita stessa. Risuonano le parole di Sant’Agostino nel libro X delle Confessioni: «E vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri e trascurano sé stessi». Everest prova a raccontare la tensione tra aspirazione e senso del limite, possibilità fisiche e pulsioni spirituali, in accordo alle prerogative che muovono il genere umano da sempre: ricerca, avventura, scoperta e superamento di sé stessi.
Cinema Docet è un'iniziativa di Public engagement promossa dal gruppo di ricerca CiMAv – Cinema e Media Audiovisivi e finanziata nell'ambito delle attività open campus dell'Università degli studi di Bergamo - progetto KINO-CAMPUS. Le proiezioni si svolgono tutti i mercoledì al Cinema San Marco (piazza della Repubblica 2, Bergamo). L’accesso alle proiezioni è gratuito e aperto alla cittadinanza senza necessità di prenotazione.
