Il primo trimestre de La Dante
Il programma del primo trimestre della Società Dante Alighieri di Bergamo proporrà incontri dedicati alla lettura e all’interpretazione dei testi. In programma a partire da ottobre.
Sarà la poetica dantesca ad aprire il programma della nuova stagione della Società Dante Alighieri di Bergamo con quattro incontri dedicati al rapporto personale con la sua opera. Il ciclo «Io leggo Dante perché...» parte da una domanda semplice, ma capace di aprire prospettive diverse: quali sono i passi o i canti che continuano a spingere i lettori verso la Commedia e per quali ragioni, ancora oggi, la scrittura dantesca conserva la capacità di interrogare chi la legge? Il primo appuntamento è in programma il 15 ottobre alle 17.30 nella Sala delle carte del Centro Culturale delle Grazie, con Enzo Noris, che partirà dai versi di Ulisse nell’«Inferno» e dal desiderio di conoscere il mondo, i vizi e il valore degli uomini. Il 22 ottobre sarà la volta di Gianfranco Bondioni, mentre il 29 ottobre Maria Imparato proseguirà il percorso. Il ciclo si concluderà il 5 novembre con Arturo Moretti. La scelta di dedicare l’avvio del trimestre alla lettura di Dante si inserisce in una riflessione più ampia sul significato della scrittura e della sua funzione educativa. Il programma prende spunto dal canto XXVI del «Paradiso», nel quale il poeta, interrogato sull’amore, utilizza il linguaggio della teologia medievale e quello della «lectura», intesa come lettura e interpretazione autorevole di un testo. Dopo il percorso dantesco, il programma proseguirà con «I grandi anniversari», dedicato a tre figure della cultura italiana. Cristina Cappelletti parlerà di Grazia Deledda a cento anni dal Nobel per la letteratura, Beatrice Gelmi affronterà gli scritti in volgare di Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla morte e, infine, Fabrizio Brena approfondirà la figura di Francesco Redi, scienziato e poeta, nel quarto centenario della nascita. A completare il trimestre saranno l’incontro del 3 dicembre sui Tarocchi a Bergamo, affidato a Giovanni Dal Covolo, e il concerto d’archi del 7 dicembre nella Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie.
