Dear Martin
Al Teatro San Giorgio di Bergamo, va in scena il debutto del nuovo spettacolo prodotto da Teatro Prova, ispirato al romanzo omonimo dell'autrice statunitense Nic Stone.
Il romanzo dell’autrice americana Nic Stone è il punto di partenza per uno spettacolo che vuole provare a parlare di razzismo, di diritti, di uguaglianza, calando queste tematiche nella quotidianità, tra le scuole che ogni giorno i ragazzi e le ragazze frequentano, nelle feste a cui vanno di sera, nei rapporti interpersonali che li lega ai loro coetanei.
Dear Martin è un testo incisivo, dirompente, chiaro, un messaggio per la società americana contemporanea, e in particolare per ragazzi e ragazze afrodiscendenti: come potrebbe essere recepito qui, nell’Italia di oggi? E soprattutto, è davvero così lontano da noi e dalla nostra realtà?
Il "Martin" è proprio Martin Luther King, con cui il protagonista "dialoga" attraverso delle lettere in cui racchiude riflessioni, desideri e dubbi; noi proveremo ad incontrare MLK attraverso stralci di video, frammenti dei suoi discorsi e attraverso l'eredità che ha lasciato.
La forma è la stessa usata per il precedente spettacolo della coppia Zanetti/Rodegher: uno spettacolo che è allo stesso tempo reading e messa in scena, che usi la forza scenica del teatro e amplifichi le esatte parole dell'autrice.
I meccanismi sottili della discriminazione passano dai piccoli gesti quotidiani, dalle scelte, dalle parole di tutti i giorni e possono prendere come bersaglio ognuno di noi, quelle parti di noi che per i più divergono dalla norma, quelle che vengono riconosciute socialmente inaccettabili, quelle per cui ci etichettano e ci stigmatizzano. La cura nell’uso delle parole, la scrittura, la lettura e il teatro possono essere dei potenti antidoti a cui ricorrere e da trasmettere alle nuove generazioni.
Un “sogno” da realizzare affinché la comunicazione tra le persone divenga sempre meno ostile e violenta e possa muovere un cambiamento sottile ma persistente nelle interazioni quotidiane, quei piccoli mattoni che, uno dopo l’altro, costruiscono il futuro.
