Luisa
Per la quarta edizione della rassegna «Oblò» di Teatro Prova, in scena Valentina Dal Mas che incarna il suono di una donna fragile. Con il contributo di Fondazione Cariplo e in collaborazione con Festival Danza Estate.
«Luisa» nasce dall’incontro con una fragile donna di nome Luisa. Luisa cuce. Con cuore teso all’antica esplosione. Cuce se stessa all’aria che la circonda, per non sfilacciarsi lontana dal mondo. Si affilia all’eterno continuo dei mulini a vento. Si aggrappa all’iniziale del suo nome per saettare verso lune di senso screziate a squarciagola, a ritmo di un baluginio, a cuor sospeso. Zigzaga come una stella smarrita in una costellazione chiamando a raccolta i frammenti sparpagliati di sé; li partorisce nel suo fazzoletto di cielo scontornato affinché rinvenga, il filo della sua vita. Sospinta da un refolo canterino, Luisa lambisce i confini della sua Terra Promessa fino a squarciarli battagliera come La Libertà che guida il popolo di Delacroix.
Luisa incarna la fragilità che guida il popolo: un’adunanza di sfumature umane sempre cangianti e dissonanti nel loro divenire. Ma Luisa non sguaina verso il cielo la bandiera di una nazione, issa con disincanto la sua rosa.
Lo spettacolo sarà preceduto da un laboratorio in cui vivere la danza come arte di cucire il corpo. Di tesserne insieme le differenti parti, di ricamarlo nella sua interezza insieme all’aria che lo circonda e a tutti i corpi che può incontrare. Ogni essere umano custodisce fiori dentro di sé. Ci sono fiori radicati nella “terra” fisica: organi, ossa, muscoli, legamenti. Ci sono quelli che abitano “terre” sottili: emozioni, pensieri, sogni, fragilità. Ogni fiore ha la sua forma, il suo colore, la sua consistenza. Ogni fiore ha la sua stagione: c’è quello pronto a schiudersi, quello che va appassendo, quello rivolto con slancio verso l’alto, quello desideroso di tornare alla terra. Qualunque sia la stagione, cucio il corpo custode di fiori per concedergli sempre la possibilità di una rinascita. Il filo portante del laboratorio è la pratica artistica della danza, intesa non come tecnica preconfezionata da imitare, ma come linguaggio da trovare. Come Via per favorire l’espressione di sé. A sostenere lo sbocciare di questo linguaggio si innestano altri due fili: la scrittura poetica e la composizione floreale.
Spettacolo vincitore Premio Scenario Periferie 2023di e con Valentina Dal Mas
testo originale di Valentina Dal Mas
direzione tecnica Federico Fracasso
registrazioni audio Matteo Balbo
assistente alla creazione Ludovica Messina Poerio
un ringraziamento a Angela Marangon, Claudia Rossi Valli
con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi
produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
Con il contributo di Fondazione Cariplo
In collaborazione con Festival Danza Estate
