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«Italian Fine Art»: un viaggio nell’antiquariato per appassionati, collezionisti e curiosi

Articolo. Il “nostro” anno della cultura comincia alla Fiera di Bergamo: «IFA», in programma dal 13 al 22 gennaio 2022, si affiancherà per alcuni giorni a «Bergamo Arte Fiera» per una mostra-mercato capace di spaziare tra dieci secoli di storia

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Un’edizione precedente di «IFA»

«Italian Fine Art» («IFA»), nata nel solco della storica «BergamoAntiquaria», è pronta ad accogliere il suo fedele pubblico, ma anche a stupire e coinvolgere chi si avvicinerà al polo fieristico di via Lunga con semplice e pura curiosità. Infatti, l’affiancamento a «Bergamo Arte Fiera» (per il weekend dal 13 al 15 gennaio) può davvero diventare un’occasione, per i non addetti al settore, di scoprire nuove storie di artisti e di mercato, offrendo una panoramica unica e completa sull’arte antica, moderna e contemporanea che più appassiona il gusto dei collezionisti d’oggi. Le fiere d’arte, in fondo, consentono di ritrovarsi nelle opere esposte, ma anche di farsi provocare dal nuovo e dall’inedito; sono luoghi in cui il silenzio sacrale del museo viene sostituito dalla frenesia della scoperta, accompagnata dalle imprescindibili relazioni tra galleristi e pubblico.

Per «IFA», mobili, quadri, tappeti, argenti, gioielli d’epoca sono gli ingredienti fondamentali per soddisfare collezionisti appassionati, pronti a trasformare un personalissimo piacere in investimento economico. Nelle fiere d’arte il tempo scorre veloce, quasi ovattato, scandito da acquisti ora più convenienti, ora più sorprendenti. «IFA» resterà aperta per il suo pubblico fino al 22 gennaio: l’area espositiva, curata da Armando Fusi, occuperà il Polo A della Fiera, dove 6.500 metri quadrati ospiteranno 85 gallerie tra le più significative del panorama nazionale, provenienti da diverse regioni italiane.

Un’edizione precedente di «IFA»

L’obiettivo di promuovere la conoscenza dell’arte nelle nuove generazioni, inoltre, prevede che per i ragazzi sotto i 15 anni l’ingresso in Fiera sia gratuito; inoltre, con uno stesso biglietto (intero 10 euro; ridotto 8 euro; online: intero 9 euro; ridotto 7 euro), si potrà accedere sia a «IFA» che a «BAF» nei giorni in cui le due mostre-mercato sono contestuali, ovvero nel prossimo weekend.

Le rassegne inaugurano l’anno delle esposizioni fieristiche: Bergamo si rende così capofila degli appuntamenti più attesi dal movimento dell’arte italiano, capaci di diventare punti di riferimento per il gusto e le tendenze di mercato. Come sottolinea infatti Luciano Patelli, presidente di Promoberg, ente organizzatore e promotore: «La Città dei Mille, negli ultimi anni, ha fatto dei poderosi balzi in avanti tra le mete turistiche più apprezzate del Belpaese; ci piace pensare che anche le nostre due mostre contribuiranno ad arricchire l’offerta e ad incrementare gli arrivi, nel segno dell’arte, della storia e della cultura». Inoltre, «grazie alla contestualità dei due appuntamenti, i collezionisti e gli appassionati (anche dell’ultima ora) hanno la grande opportunità di calarsi in una “fusion” di storia, cultura e arte, in tutte le loro colorate ed emozionanti versioni».

La Collezione Mordini Ciarnese: un inedito a Bergamo

Bergamo, con «Italian Fine Art», presenterà al pubblico, all’ingresso della Fiera, un inedito: due collezioni, quella di Marianna Mordini e quella di Carlo e Francesco Ciarnese, si sono unite nel prestigioso obiettivo di celebrare la produzione artistica e la tradizione della Manifattura Chini, con particolare attenzione all’attività di Galileo Chini. Questo, tra gli artisti più poliedrici dello stile Liberty italiano, nato come pittore, espresse poi la sua creatività attraverso ceramiche, studi su carta, lavori in vetro e altre piccole manifatture.

Lampada vaso di Cio-Cio-San, Collezione Mordini Ciarnese

«In mostra – spiega Francesco Ciarnese – spazieremo dal 1880 al 1930, indagando il primo Liberty. Abbiamo selezionato opere mai viste prima, di grande qualità; ci sarà, per esempio, una meravigliosa testa di Lorenzo De Medici, presa da un calco antico e rivisitata. Non mancherà l’incredibile lampada vaso di Cio-Cio-San, la giovane geisha della “Turandot” di Puccini, per cui Galileo Chini lavorò; i visitatori troveranno anche copie classiche del Novecento, rivisitazioni di ceramiche di Giovanni della Robbia, studi su carta di progetti architettonici, elementi con forti influenze orientaleggianti».

L’esposizione è curata dalla Art Gallery San Francesco di Barga (Lucca), una realtà affacciata sul mondo dell’alto antiquariato e del collezionismo da circa 34 anni. È nata dalla passione di Carlo Ciarnese, trasmessa poi al figlio Francesco e diventata ora scrupoloso lavoro per entrambi. La loro attenta ricerca di oggetti, opere d’arte, sculture, mobili e arredi antichi ha incrociato poi gli studi e la collezione di Marianna Mordini, che è divenuta nel tempo amica di famiglia. Né è nato così un iter artistico da portare in fiera «con la volontà di far capire al nostro pubblico come mai Galileo Chini sia diventato così importante, tanto da invadere in poco tempo tutte le esposizioni di antiquariato a livello internazionale».

«Il Liberty italiano – prosegue Francesco Ciarnese – è poi estremamente interessante perché sa riportare il fruitore a quel periodo in cui ogni aspetto della vita e del contesto in cui si viveva era arte. Questo è un grande valore a cui non siamo più abituati, vista la forte settorializzazione a cui poi si è andati incontro». Non si può evitare, quindi, di provare a lasciarsi incantare da questi «frammenti di un passato lontano e allo stesso tempo vicino e concreto», come vengono definiti sulla pagina web della Galleria d’Arte San Francesco.

Gli eventi collaterali in programma

Proprio per l’importanza che assume l’edizione del 2023 per la città di Bergamo, è stato pensato un calendario di eventi collaterali più corposo rispetto al solito. Sulla parete interna del Padiglione A troverà spazio la mostra «I Capolavori ritrovati: i Grandi Maestri dell’800», volta a proseguire un filone avviato nelle edizioni precedenti per riscoprire i vecchi maestri della pittura ottocentesca. Una ventina di quadri di grande formato presenteranno così i grandi maestri bergamaschi, bresciani e cremonesi del periodo.

Testa di Lorenzo De Medici, Collezione Mordini Ciarnese

Inoltre, la già menzionata esposizione d’arte della Collezione Mordini Ciarnese, dedicata allo stile Liberty italiano, diventerà occasione per uno scambio di idee: il 15 gennaio, alle 14, nell’area talk si potrà assistere a un incontro di studio sulla collezione, grazie ai preziosissimi interventi di Daniela Galoppi – restauratrice di grandissima fama –, Francesco Ciarnese e Marianna Mordini. Il 21 gennaio alle ore 11, invece, sarà possibile assistere a un incontro di grande interesse, soprattutto per i collezionisti. Il talk, a cura dello Studio Legale Villa di Bergamo, in collaborazione con Cristiano Calori della Galleria Elleni, cercherà di rispondere all’annosa questione: «Quanto vale la mia collezione d’arte?».

C’è molta attesa per questa edizione di «IFA», pronta a porsi in soluzione di continuità con il successo degli anni passati, ma con la volontà di rilanciare il settore, desideroso di ripartire dopo le difficoltà degli ultimi anni. A tal proposito si è espresso Sergio Radici, curatore e direttore artistico degli eventi collaterali di entrambe le mostre-mercato: «Si pensava che il post lockdown avrebbe accelerato gli acquisti online, ma non è stato così: nove collezionisti su dieci ancora oggi preferiscono di gran lunga acquistare un’opera d’arte dopo averla potuta ammirare dal vivo ed essersi informati e confrontati con i galleristi».

Lo spazio della Collezione Mordini Ciarnese in Fiera

Aggiunge poi una piccola parentesi sui neofiti del collezionismo, impegnati a trovare la giusta bussola per orientarsi in un mercato che sa essere spietatamente competitivo e interessante: «Il dato aumenta ulteriormente quando si acquista un’opera d’arte per la prima volta in assoluto: in questo caso l’acquisto avviene quasi esclusivamente tramite un gallerista». Che sia, questo, anche un augurio per la buona riuscita di «BAF» e «IFA»: saper avvicinare, coinvolgere e affascinare chi dell’arte è già cliente abituale, chi dell’arte è appassionato, chi non vede l’ora di farsi incuriosire e catturare da un pezzo di storia.

Info e orari

«IFA» è in programma alla Fiera di Bergamo da venerdì 13 a domenica 22 gennaio. Nei giorni feriali, è possibile accedere alla manifestazione dalle ore 15 alle 19, mentre sabato e domenica dalle 10 alle 19. Il biglietto intero costa 10 euro, mentre il ridotto 8 euro. Acquistando il biglietto online (qui sia per «BAF» che per «IFA»), si paga l’intero 9 euro, mentre il ridotto 7 euro. L’ingresso è gratuito per i ragazzi fino ai 15 anni.

Dal 13 al 15 gennaio, i ticket della singola manifestazione consentono l’ingresso sia a «IFA» che a «BAF». Il costo del parcheggio è 4 euro (attivo il servizio Telepass); gratuito per disabili. Per info, è possibile scrivere a info@promoberg.it.

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