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La Bergamo vista dall’alto di Alex Persico sembra quasi un’altra città

Articolo. Il fotografo bergamasco ha immortalato la città con il suo drone e ha raccolto gli scatti nel libro “Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall’alto”. Facendo emergere una visione profondamente diversa

Lettura 3 min.
(Alex Persico)

In principio era la imago urbis , poi è diventata la veduta, nel contemporaneo è per tutti lo skyline. Comunque la si voglia chiamare e qualunque sia la sua forma, la “rappresentazione” della città non è una mappa o una semplice restituzione visiva, ma una modalità precisa di vedere e anche di narrare l’urbano, che nasce dalla convergenza di tanti fattori: emergenze architettoniche e monumentali, rapporto tra paesaggio urbano e contesto naturale, presenza o assenza delle persone.

Tuttavia, perché uno skyline assuma un peso simbolico tale da imprimersi come icona immediatamente riconoscibile della città nell’immaginario collettivo, occorre altro. La capacità, cioè, di sintetizzare in un’unica sequenza visiva l’identità storica, culturale, sociale, economica di una città. Ma anche la sua crescita e la sua trasformazione.

Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall'alto
(Foto Alex Persico)

È così che una “veduta” diventa depositaria del “volto pubblico” della città. Per la città, o meglio per le due città di Bergamo, gli skyline ufficiali sono noti: il profilo della città turrita, inanellata dalle Mura, vista dalla stazione, e la città bassa che si squaderna sotto lo sguardo di chi si affaccia dagli spalti delle Mura. Espressione, la prima, di una storia intrisa di bellezza. Impronta contemporanea, la seconda, di un organismo urbano (e di una economia) in rapida espansione verso il futuro.

A queste negli ultimi mesi si è aggiunta, per la nostra come per tante altre città, una inaspettata “controveduta”: la visione irreale di una città immobile e deserta, scenario inquietante ma allo stesso tempo emozionante, diventato iconico dello tsunami della pandemia.

Ma se provassimo a rimescolare le carte? Se provassimo per un attimo a “cancellare” quelli che consideriamo i landmarks della nostra città?
Ci ha provato, per festeggiare i suoi trent’anni di attività, il fotografo Alex Persico nel volume “Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall’alto”, edito da Grafica & Arte.

Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall'alto
(Foto Alex Persico)

Alto e basso. Ieri e oggi. Bianco e nero. Specializzato in fotografie aeree, Persico da dieci anni sorvola la città con i droni, stimolato da un senso di scoperta: “Volevo dedicare a Bergamo, città che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una grande prova – spiega il fotografo – un ricordo che, in un certo senso, fosse immortale, come solo la fotografia sa essere. Ho scelto così di intraprendere un viaggio ad altitudini elevate in cui, grazie alla tecnologia, la città potesse mostrarsi con uno sguardo diverso. E mi sono accorto che è proprio con questa visione dall’alto che Bergamo si è saputa rivelare molto di più di quanto non faccia nella prospettiva orizzontale cui siamo solitamente abituati. Mi sono poi affidato all’utilizzo della scala di grigi con cui ho amalgamato e sfumato il paesaggio. Il bianco e nero non solo ha definito i contorni, ma ha dato forma alle emozioni contrastanti che tutti noi abbiamo vissuto in questi mesi”.

Il lavoro di Persico si realizza per assonanze e contrapposizioni: immagini di edifici storici, immobili rispetto al passaggio del tempo, si alternano a quartieri in rapida trasformazione, che puntano veloci al futuro. Gli scatti sono stati realizzati in vari periodi dal 2010 ad oggi e propongono un itinerario visivo che inizia a partire dallo svincolo autostradale di Bergamo, da dove si biforcano due arterie che originano il grande anello della circonvallazione nel quale si intersecano le direttrici per l’aeroporto e per il centro della città. La lettura fotografica parte dunque dalla periferia, raggiunge la stazione dei treni, prosegue verso il centro e Città alta e scende lungo i borghi storici e le periferie industriali. 

Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall'alto
(Foto Alex Persico)

Il volume si completa poi con una selezione di fotografie tratte dalla pubblicazione “Bergamo dal cielo”, realizzata tra il 1981 e il 1985 da Grafica & Arte con le fotografie di Piero Orlandi, scatti nati da vertiginose riprese aeree, come si usava fare un tempo, che dialogano con gli scatti realizzati con i droni. Una sperimentazione che troverà ulteriore espressione in una mostra in programma per la primavera 2021.

Il gioco più interessante per chi sfoglia il libro è quello di non leggere le didascalie che identificano i luoghi, per provare piuttosto a indovinarli. La sorpresa di questo viaggio fotografico è infatti di imbatterci in luoghi che conosciamo bene senza riuscire a riconoscerli, come Piazza Pontida o il complesso di S. Agostino. Lo stesso cuore di Città Alta – con le classiche coordinate visive di Piazza Vecchia, del Campanone, della cupola del Duomo e della Basilica di Santa Maria Maggiore – si fa meno monumentale e più integrato con la città nel suo complesso, se si cambia il punto di vista e lo si osserva in una volata sui tetti in cui le Mura scompaiono e la città storica lascia il passo a quella moderna e contemporanea senza alcuna soluzione di continuità.

Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall'alto
(Foto Alex Persico)

Talvolta un solo scatto riesce ad essere storytelling che unisce passato e presente, come nel caso dell’immagine in cui convivono l’Ospedale vecchio e quello nuovo. Sotto l’occhio del drone, poi, affiorano i disegni della città: antico, come le linee che attraversano i borghi storici; moderno, come la tessitura jacquard di Piazza Vittorio Veneto; contemporaneo, come quello geometrico del Triangolo o quello optical dello svincolo dell’autostrada.

Inaspettatamente, talvolta a malincuore, emergono nuovi landmarks urbani, dal traforo della Funicolare allo stadio, dal Parco della Trucca fino alla “voragine” del parcheggio della Fara in costruzione. L’“inganno” che si cela dietro le insolite visioni di Alex Persico è proprio questo: ci si illude che dall’alto la nostra sia una città di sole meraviglie. E invece il volo del fotografo, e il nitore del suo bianco e nero, fa emergere dal tessuto urbano anche luoghi che oggi sono scomparsi e contraddizioni tra passato e presente.

Il volume di Alex Persico è disponibile nelle librerie e sui principali siti di e-commerce.

Sito Grafica & Arte

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