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Se democrazia e dignità significano anche un “Biglietto sospeso”

Articolo. Dal 1 marzo il Comune di Bergamo rende i musei della città accessibili a tutti: chi non ha possibilità di pagare il proprio biglietto può visitare comunque il museo grazie alla solidarietà di un’altra persona

Lettura 3 min.
Accademia Carrara (foto Luca Ponti)

Lo stato di salute della democrazia di un paese si misura anche dalla possibilità di ogni persona di accedere facilmente ai servizi essenziali e anche alla cultura. In questo senso possiamo dire che il Comune di Bergamo sia sulla buona strada. Da oggi lunedì 1 marzo, infatti, scatta l’operazione “Biglietto sospeso”, un progetto di solidarietà che ha come obiettivo di consentire a tutti di visitare il patrimonio culturale nei musei di Bergamo.

L’idea – spiega il comunicato di presentazione dell’iniziativa – nasce dall’usanza del “caffè sospeso” napoletano, che permette a chi non ha la possibilità economica di bere un caffè al bar, di prenderlo comunque grazie a qualcuno che generosamente ne ha pagato in precedenza uno in più.

Il Comune di Bergamo ha pensato bene di “trasferire” questo piccolo meccanismo di gentilezza e solidarietà nella propria rete museale: dal 1 marzo è possibile accedere ai musei di Bergamo e acquistare un biglietto in più da mettere a disposizione di chi non può effettuare l’acquisto.

Povertà e cultura

Il grado di povertà, oltre a rendere difficoltoso l’accesso quotidiano ai servizi essenziali (cibo, medicine e ospedale, riscaldamento etc.), coincide di solito con una difficoltà anche nell’accedere alla cultura. “Biglietto sospeso” cerca di aggirare il problema, promuovendo la partecipazione all’offerta culturale della città (di taglio artistico o scientifico) ad un numero sempre maggiore di persone e facilitare così l’accesso agli spazi museali a coloro che altrimenti ne resterebbero molto probabilmente esclusi.

L’Orto Botanico di Bergamo

“Ogni cittadino ha diritto a partecipare alla vita culturale cittadina – afferma l’Assessora alla Cultura Nadia Ghisalberti – e ogni patrimonio pubblico, perché si possa definire veramente tale, deve garantirne l’accesso a tutti. Il costo del biglietto, importante per assicurare la sostenibilità dei musei, rappresenta a volte un ostacolo alla fruizione culturale per le fasce di popolazione più deboli economicamente”.

I beneficiari di “Biglietto sospeso” saranno quei nuclei familiari in carico ai Servizi sociali che hanno l’esigenza o il desiderio di un’esperienza di questo tipo ma non possono sostenerne il costo. Sarà compito degli stessi Servizi sociali distribuire loro i biglietti donati in modo da garantire l’ingresso gratuito al museo con la massima discrezione (va specificato che “Biglietto sospeso” vale anche per i musei dove non è previsto un ingresso a pagamento; il biglietto sospeso potrà essere acquistato in caso di mostre temporanee a pagamento).

“La povertà o la fragilità economica, che sta colpendo un numero sempre maggiore di famiglie della città anche a causa del persistere dell’emergenza sanitaria, si sta traducendo in un aggravamento dei divari sociali e in un peggioramento delle condizioni di povertà educativa di bambini e ragazzi. Per contrastare questa situazione è indispensabile agire attraverso un nuovo sistema integrato tra pubblico e privato, tra istituzione e cittadino, tra cittadino e cittadino capace di rileggere le nuove situazioni, formulare risposte anche inedite, trasformare una città in comunità”, ha dichiarato l’Assessora alle Politiche sociali Marcella Messina.

La cultura, accessibile e aperta a tutti, è anche una risposta alla povertà. Non solo quella materiale, ma anche quella “spirituale”, un aspetto fondamentale per la dignità delle persone: “Credo molto in quest’iniziativa – continua Messina – perché rappresenta la prima azione concreta di un progetto più ampio e inter-assessorile a cui stiamo lavorando proprio con l’obiettivo di attivare nuove dinamiche solidali, relazionali, culturali ed economiche così importanti per la nostra città in un’ottica di rinascita anche sociale”.

I musei che hanno aderito all’iniziativa

Sono parecchi i musei di Bergamo che aderiscono all’iniziativa: Museo Scienze Naturali, Museo Archeologico, Orto Botanico, Accademia Carrara, GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea), Palazzo del Podestà, Museo Donizettiano, Torre dei Caduti, Campanone, Rocca e Convento di San Francesco.

GAMeC
(Foto Galina Maykova)

Gratuito, ma per un atto di solidarietà

La gratuità nell’accesso a un museo di Bergamo è valida per tutti coloro che hanno meno di 18 anni di età. Un modo per avvicinare i più giovani all’arte e alla cultura. Con la maggiore età scatta il pagamento. Perché quella di “Biglietto sospeso” è un’iniziativa importante? Perché oltre a ribadire l’accessibilità di tutti alla cultura (una questione di democrazia, come dicevamo all’inizio), lo fa rafforzando l’idea che non è il gratis la risposta. Sia perché i musei hanno bisogno di un sostegno – e ancor di più dopo questi ultimi mesi di chiusura – sia perché la gratuità svaluta ciò che viene reso gratuito. Se invece è un gesto solidale a rendere “gratuito” l’accesso ad uno spazio museale, allora la valorizzazione è doppia: il valore del museo per cui si paga un biglietto e il valore di un aiuto, che rende ogni persona ancor di più un cittadino dotato di dignità.

Sito Comune di Bergamo

Edit: da oggi Bergamo è di nuovo in zona arancione e i musei devono rimanere chiusi. Rimane però la bontà dell’iniziativa, il cui spirito potrebbe essere molto utile ben oltre la cura. Democrazia e dignità: forse è ciò di cui abbiamo bisogno, a partire dall’azione politica a tutti i livelli. (LB)

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