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La cultura in quarantena – Bergamo Film Meeting: “Ci hanno scritto in tanti per spronarci a resistere”

Articolo. Il festival cinematografico della nostra città è stato rimandato due volte, l’ultima a data da destinarsi: “l’esperienza della visione collettiva, la scelta del posto preferito, i bisbigli del vicino, non si possono avere se non si può stare insieme”

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Bergamo è la nostra città: alcuni di noi ci sono nati, altri ci si sono trasferiti, molti altri ancora arrivano qui per lavorare nei giorni del Festival o per partecipare alle proiezioni, ai corsi, agli incontri.
I film sono la nostra passione e il nostro lavoro. Le storie sul grande schermo ci emozionano e permettono agli spettatori di addentrarsi in mondi sconosciuti, lasciandosi catturare da una vita che non è la loro, nel buio della sala.
I meeting sono la modalità con cui il Festival prende vita: attori, registi e autori entrano a diretto contatto col pubblico, in un luogo dove le distanze svaniscono.
Bergamo. Film. Meeting.

La 38ª edizione di Bergamo Film Meeting è stata sospesa, fino a data da destinarsi. Il nostro Festival è stato travolto, così come la nostra città, da un evento più grande di noi che ci ha costretti a modificare i nostri progetti e le nostre vite, nel giro di pochi giorni.

Il team di Bergamo Film Meeting si è speso tanto per costruire questa edizione, dedicando un intero anno alla ricerca, alla progettazione e alla realizzazione di quei dieci giorni che in molti attendono ogni anno con trepidazione. Noi che ci lavoriamo non vediamo l’ora di poter finalmente rendere concreto il nostro progetto, tanto bello quanto impegnativo; il pubblico, che ormai viene a Bergamo da ogni parte del mondo, aspetta con eccitazione e curiosità di scoprire nuovi film e nuovi autori e di poterli conoscere in sala o bevendo una birra in Piazza della Libertà.

Questa attesa che ora ci accomuna tutti, per noi è iniziata subito a fine febbraio, quando abbiamo capito che, per la prima volta in 38 anni, Bergamo Film Meeting non avrebbe dato il benvenuto alla primavera in città e non avrebbe accolto il suo pubblico nelle sale e nelle strade. E poi tutta l’Italia e tutto il mondo si sono fermati, e ci siamo dovuti arrendere all’evidenza che anche il nostro lavoro per ora deve restare chiuso in casa, al sicuro.

Dobbiamo ammettere che la tristezza e un senso di impotenza sono stati i primi sentimenti che ci hanno colpito. Vedere la nostra città soffrire, essere costretti a chiudersi ciascuno nella propria abitazione, venire privati della possibilità di stare insieme e farsi forza a vicenda, è stato per tutti molto difficile e doloroso.

Poi sono arrivati i dubbi e le domande.
In un lavoro come il nostro, dove l’incontro, lo scambio e la condivisione sono aspetti fondamentali e imprescindibili, il distanziamento sociale è difficile da immaginare. Oltre al Festival, l’Associazione Bergamo Film Meeting durante l’anno organizza laboratori e masterclass, corsi per bambini e ragazzi, proiezioni speciali e sonorizzazioni dal vivo. Come si può fare tutto questo stando a un metro di distanza? Come si possono contingentare gli ingressi permettendo a qualcuno di entrare e lasciando fuori gli altri? Come si può decidere chi può partecipare e chi no? Il Cinema è cultura e, come tale, deve essere accessibile a chiunque. E le nostre proposte si sono sempre rivolte a tutti, senza alcun tipo di distinzione.

Il nostro Festival e la nostra Associazione hanno uno scopo ben preciso: la promozione e la valorizzazione della cultura cinematografica, con una particolare attenzione al cinema d’autore e di qualità. Per noi che proponiamo film nei formati più diversi – in primis la pellicola – la sala cinematografica, con il suo schermo e il suo proiettore, sono fondamentali. E l’esperienza della visione collettiva, la scelta del posto preferito, i bisbigli del vicino, non si possono avere se non si può stare insieme.

E poi c’è lo staff di Bergamo Film Meeting. Preparare un Festival significa lavorare a tanti pezzetti diversi, che funzionano solo quando vengono messi insieme, come l’ingranaggio di un orologio. Ciascuno di noi ha il suo settore di competenza: dalla selezione dei film ai contatti con produttori e distributori; dalla ricerca delle copie alla creazione dei sottotitoli; dalla programmazione del calendario all’organizzazione di mostre e incontri; dal coordinamento dei volontari alla gestione degli ospiti; dalla realizzazione della grafica e delle pubblicazioni all’allestimento degli spazi; dal lavoro dei proiezionisti all’accoglienza del pubblico.

Il fatto che ora dobbiamo rapportarci forzatamente a distanza è strano e, a volte, faticoso. Usiamo la tecnologia, come tutti in questo periodo di reclusione, per confrontarci, confortarci e sentirci comunque vicini. Le nostre consuete riunioni, un po’ caotiche e rumorose, sono diventate incontri su Skype dove l’audio a volte salta e il video non sempre funziona; le domande fatte buttando la testa nell’ufficio dell’altro si lanciano ora con messaggi sulla chat; e le chiacchiere, che prima facevamo davanti a un caffè o in pausa pranzo, ora si intrufolano qua e là tra un aggiornamento via mail o il coordinamento per l’invio di un documento.

E poi il pubblico. Nonostante l’isolamento casalingo e il distanziamento sociale, la gente che vuole bene a Bergamo Film Meeting è una presenza viva e costante. Ci scrivono o chiamano collaboratori e registi, ospiti delle edizioni passate e amici, donatori e pubblico affezionato: tutti ci riservano parole di grande affetto e ci spronano a resistere, perché il nostro Festival è molto amato e senza di esso tutti noi perderemmo qualcosa. Queste dimostrazioni di affetto, stima e fiducia ci scaldano il cuore.
Dire oggi cosa accadrà domani non è possibile, quindi andiamo avanti cercando di tenere ben in mente le cose positive e sfruttando questo momento di incertezza per riflettere sulla ripartenza.

Pensare a un Bergamo Film Meeting diverso da come lo conosciamo, senza pubblico, senza ospiti, senza la possibilità di incontrarsi, ci risulta ancora molto difficile. Oltre alla bellezza dell’esperienza dal vivo, rischiamo di perdere molte altre cose. Un evento culturale come il nostro non attiva, infatti, solamente un movimento di e fra persone, ma è anche il luogo dove circolano idee e progetti, nascono nuove relazioni e collaborazioni, una risorsa culturale ed economica per la città, ma anche per tutto il settore dell’audiovisivo. Il Cinema è anche un’industria, con un grandissimo numero di lavoratori e un altissimo livello di produzione. Come verremo tutelati? Ci saranno dati tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno per ripartire? Ancora non lo sappiamo, ma sicuramente non demorderemo.

La cultura in quarantena sta cercando, tenacemente, di inventarsi nuovi modi per essere presente nella vita delle persone, per ricordare loro che l’arte, la letteratura, la musica non hanno confini che possono trattenerle. Bergamo Film Meeting, dal canto suo, ha pensato di portare un po’ di cinema nelle casa di tutti, proponendo sui suoi canali social un film al giorno, da guardare seduti sul divano: cult movie, grandi classici, film d’autore e d’animazione che hanno fatto la storia del Festival, disponibili su piattaforme amiche, gratuite o che in questi giorni propongono offerte speciali.
Quindi prendete posto, mettetevi comodi e spegnete le luci: lasciate che Bergamo Film Meeting continui a scegliere per voi i film più belli e interessanti del panorama nazionale e internazionale, aspettando – distanti ma uniti – il momento in cui potremo di nuovo incontraci in Auditorium.

Bergamo Film Meeting dal 1983 lavora per offrire al pubblico un cinema di qualità, esplorando tra nuove produzioni internazionali e grandi capolavori del passato, per offrire occasioni di approfondimento e di riflessione.

Il popolo del Bergamo film meeting
(Foto Beppe Bedolis)
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