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Ba.Be.L.E., per rigenerare l’Ex Carcere di Sant’Agata

Articolo. Spazi pubblici, spazi privati e Community Hub. Un progetto che, tra Bergamo e Bari, coinvolge 9 giovani professionisti. E a fianco una serie di incontri su innovazione sociale e partecipazione al via sabato 30 gennaio

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L’Ex Carcere di Sant’Agata (Maria Zanchi)

La rigenerazione degli spazi urbani è uno dei temi chiave per il cambiamento del profilo e delle funzionalità delle città. Vale anche per Bergamo, coinvolta in una partnership abbastanza inedita con Bari, per il progetto Ba.Be.L.E. (Bari-Bergamo Local Energy) rivolto a giovani professionisti e associazioni del territorio che si occuperanno della progettazione e rigenerazione urbana dell’Ex Carcere di Sant’Agata (ExSA) di Città Alta.

Ba.Be.L.E. è un’iniziativa delle politiche giovanili dei Comuni di Bari e Bergamo, sostenuto con un finanziamento per 275 mila euro da ANCI e che vede protagonisti l’associazione Spazio 13 di Bari, l’associazione Maite Bergamo Social Club e la cooperativa HG80 di Bergamo. Al bando per professionisti negli ambiti della rigenerazione urbana, progettazione culturale e comunicazione, hanno risposto 71 giovani bergamaschi, una call di successo da cui è stata formata una squadra che si occuperà di riprogettare l’ExSA come Bene Comune.

Proprio in questi giorni sono iniziati i primi lavori di studio, progettazione e ascolto dei bisogni del territorio, in modo da assoldare singoli e associazioni nella vita di ExSA, dalla governance dello spazio ai suoi possibili utilizzi. I giovani bergamaschi hanno ascoltato i colleghi di Spazio13, per riprodurre in formato orobico l’hub creativo giovanile e di innovazione sociale al servizio della città di Bari, nato nel 2016.

(Foto Yuri Colleoni)

L’obiettivo del progetto è di trasferire le buone pratiche e le modalità di gestione condivisa degli spazi pubblici, una questione non da poco, se è vero che lo spazio pubblico è sempre più svantaggiato dagli spazi privati, soprattutto quelli commerciali, necessari ma da dosare nel contesto urbano. Lo spazio pubblico infatti definisce chi lo abita come cittadino, quello privato anche, ma ancor prima come cliente. Tuttavia sembra profilarsi una nuova sensibilità a favore del bene comune e del pubblico, che nel futuro potrebbe modificare di molto la geografia dei nostri territori.

Lo spazio pubblico inoltre restituisce quel significato positivo alle aree cittadine di socialità: non c’è soluzione migliore che definire uno spazio pubblico, renderlo vivibile e vissuto, per contrastare quell’urbanofobia che vede la città come pericolo e luogo di insidie, in un tempo gravido di profonde trasformazioni. Un parco pubblico ad esempio non è positivo in sé, ma lo diventa in quanto luogo di socialità, punto di incontro e reciproca “protezione”. I parchi abbandonati a loro stessi in uno stato di degrado sono i luoghi “ideali” per alimentare quella paura-della-città che la pandemia ha acuito: la città come luogo del contagio, dal centro alle periferie (intese anche in quanto paesi confinanti), a cui negli scorsi mesi, e anche oggi, si è reagito con iniziative di solidarietà come Bergamo X Bergamo promossa dal comune e Superbergamo, azione solidale alimentata da alcune realtà del territorio.

Tuttavia spazio pubblico non significa solo parco pubblico. Anche situazioni come quella dell’Ex Carcere di Sant’Agata (Exsa) sono spazi pubblici e meritano una riflessione da parte di professionisti (architetti, urbanisti etc.) che preceda un’azione di riqualificazione importante per tutto il tessuto cittadino, che punti ad un’effettiva rigenerazione urbana. Ma non è tutto: il nuovo progetto Ba.Be.L.E. – che vede protagonisti 9 giovani bergamaschi, tra i 20 e i 35 anni di città e provincia – avrà anche una parte di divulgazione, con una serie di incontri volti ad approfondire le questioni che gravitano intorno al progetto.

Yuri Colleoni

Primo appuntamento rivolto a tutti è “Sapere (in) Comune”, cinque conferenze online sulla pagina Facebook di Exsa: l’argomento riguarderà le pratiche italiane di innovazione sociale e partecipazione. Si partirà sabato 30 gennaio e il focus sarà puntato sul significato di innovazione sociale e su quali strumenti attivare per promuovere progetti partecipati. Ne discuteranno Simona Beolchi della Fondazione Innovazione Urbana di Bologna e Ilaria Pais di Avanzi srl di Milano.

I Community Hub – ovvero i nuovi centri culturali con una mansione sociale generativa, che in poche parole fanno comunità – saranno il tema dell’incontro in streaming del 13 febbraio con Paolo Grassi di Mapping San Siro e Federica Vittori e Marilù Manta di Che-Fare.it. Il 27 febbraio è dedicato in particolar modo ai tecnici comunali con un affondo sul regolamento dei beni comuni. I nuovi modelli di sostenibilità culturale sono gli argomenti dell’incontro del 13 marzo tra Daniela Patti, co-founder di Eutropian Research&Action (Roma-Vienna), Francesco Schettini di Spazio 13 Bari. Gli eventi saranno totalmente gratuiti e aperti a tutti, si svolgeranno fra le 14 e le 16. Appuntamento dunque sulle pagine social di ExSA e Spazio 13.

Pagina Facebook di ExSA

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