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Clamore 2021: tutto quello che c’è da sapere sull’evento che dimostra come la musica sia di tutti (lo diceva anche John Lennon)

Guida. Dal 29 luglio al 1 agosto, a Ink Club la prima sera e poi a Edoné, l’Esposizione universale del musicista orobico. 2 palchi + 1, 81 cantautori e band. Una celebrazione della musica made in Bergamo

Lettura 5 min.
Trevisan

L’anno scorso Giove Pluvio non fu tanto clemente con Clamore – Esposizione universale del musicista orobico e le condizioni avverse del clima obbligarono gli organizzatori (cioè Ink Club e Edoné con la collaborazione di Duck Live e Soundreef) ad annullare tutto. Quest’anno Clamore torna, con 2 palchi (+1) e due locali, dal 29 luglio al 1 agosto, per un totale di 81 fra solisti e band (originali, no cover band), rigorosamente bergamaschi, che calcheranno i due palchi dell’evento nell’area del Parco Sud di Redona (insomma l’Edoné: venerdì, sabato e domenica) e ad Ink Club (giovedì 29). Rispondendo così al tradizionale appello della manifestazione: CLAMORE VI METTE IN MOSTRA, PRENDETEVI IL PALCO!! 20 minuti di set ciascuno per fare del proprio meglio dinanzi al pubblico (numeroso nelle scorse edizioni) e la possibilità di vivere un’esperienza che ha un significato che va ben oltre il mini-set di ciascuno.

Il significato di Clamore

Qual è questo significato? La scena bergamasca – che la consideriate o no tale, per comodità la chiameremo così – brulica di progetti musicali. Alcuni sono riusciti a superare il confine dell’Adda (fra gli ultimi Vanarin, ISIDE e soprattutto Pinguini Tattici Nucleari), altri continuano a suonare sul territorio, chi quasi esclusivamente in sala prove, chi con qualche apparizione nei locali della provincia.

Dimitri Sonzogni e Giulia Spallino

Clamore si rivolge a tutte queste categorie, non fa distinzioni di genere né di qualità. Lo spirito è ritrovarsi per quattro giorni, da musicisti e da spettatori, per fare esperienza (qualcuno dei nomi in programma non è mai salito su un palco importante, e quello di Clamore con il tempo lo è diventato), scoprire cose nuove, sperimentare soluzioni differenti (tanto non è un concerto vero e proprio), semplicemente divertirsi, fare nuove conoscenze o ritrovarne di vecchie – come si dice oggi: fare rete.

Tutte queste componenti fanno di Clamore una celebrazione della musica originale made in Bergamo . Una celebrazione meritata, perché ce ne sono pochissime di scene così vitali nel nostro Paese e tante province ce la invidiano. Quindi hanno fatto bene Dimitri Sonzogni e Giulia Spallino a inventarsi questo appuntamento e a tenere duro nel corso degli anni. Clamore non è un festival – dove suona chi se lo merita, o così dovrebbe essere – ma una sorta di happening dove suona chi è bergamasco.

Lo spirito di Clamore

Da qui deriva il mood di Clamore. In cui a contare è soprattutto l’atmosfera, quel mix di curiosità, amore per la musica, voglia di fare balotta e stare un po’ insieme, in compagnia, dopo mesi difficili, rinchiusi in casa coi nostri dischi, Spotify e gli streaming. Clamore, quest’anno con la sua grafica spacey-floreale (opera di Carlo Capitanio aka Cabot COVE) è come sempre ad ingresso gratuito. Cosa volete di più?

Vi siete accorti che mancano alcuni dei nomi che contano della scena bergamasca fra gli 81 di quest’anno? È vero, ma Clamore non obbliga nessuno ad esserci (e non paga nessuno): è una questione di comprensione dello spirito di cui abbiamo appena parlato. Perché in fondo pochissimi ce la fanno, tutti gli altri praticano la musica perché amano quello che fanno.

La musica che può essere una soddisfazione, una gioia, uno sfogo, una catarsi. Un modo, come tanti altri, per alimentare il senso di esistere di ciascuno. E se per qualche tua briglia mentale o per il contratto che hai firmato non vuoi / puoi partecipare a Clamore forse dovresti farti qualche domanda sulla libertà che hai barattato per un po’ di (presunto) successo.

La prima serata all’Ink

È una delle novità di quest’anno: giovedì 29 luglio Clamore si svolgerà ad Ink Club e non a Edoné. Il locale di via Carducci 4/b, con la sua spiaggia urbana e la sua grande facciata rossa impossibile da non notare, è un circolo ARCI, per cui per poter accedere alla serata è necessario essere in possesso della tessera 2020-2021 in corso di validità (chi non l’avesse può sottoscriverla all’ingresso al costo di 5 euro, con validità fino al 31/12).

La cucina di Ink quel giorno aprirà alle 18, e dalle 20 ci sarà un talk in cortile e 4 concerti sul palco: OTSO, Le Favole di Meg , Prodotti Locali e Crancy Crock. I posti a sedere sono limitati, per cui è importante prenotarsi scrivendo a prenotazioni.inkclub@gmail.com o via whatsapp al 3517955550, specificando nome, numero di prenotati e orario di arrivo. E se pioverà non ci sarà problema. Inoltre durante i quattro giorni di Clamore Ink Club sarà presente anche con Ink Club Radio, che racconterà ciò che accadrà da una postazione dedicata.

Ospiti (che non sono di Bergamo)

Un’altra novità è la presenza quest’anno di una band non bergamasca: le Viadellironia, ovvero le bresciane Maria Mirani (voce e chitarra), Giada Lembo (basso), Marialaura Savoldi (batteria) e Greta Frera (chitarra). Due dischi all’attivo, l’ep “Blu moderno” (2018) e “Le radici sul soffitto” (2020, prodotto da Cesareo degli Elio e le storie tese), una featuring con Edda per il brano “Ho la febbre”, le Viadellironia scrivono canzoni dai “testi tendenzialmente cupi, malinconici e letterari, a cui fanno da contraltare atmosfere musicali graffianti e debitrici di certo rock d’autore anni 90”.

Rockit ha scritto dell’ultimo lavoro: “Tra rock diretto che non sfora i tre minuti e composizioni più elaborate che arrivano a quota sei sul cronometro, Viadellironia dimostra di avere competenze, ideologie radicate ed un carisma magnetico ai timpani: quei fattori che non ti rendono schiavo delle mode e delle frivole tendenze d’ascolto”.

I palchi

Come da tradizione i palchi nelle serate di Edoné si chiameranno Ü e . Qui sotto trovate tutto il programma di venerdì, sabato e domenica.

Chi scrive si permette di consigliare Carlo Pinchetti, Montmasson, Boccaleone, SERP, Gotto Esplosivo, L’Equilibrio, Christian Frosio, Morning Glory, Freddocane, La Nevicata dell’85, Trevisan, La Belle Epoque, Il Vuoto Elettrico, JOO, Moruga, Northway, Christian Muela, Norberto Vergani & Alessia Cattaneo, Il Grigio e Dulco. Non si offenda chi è rimasto fuori: sono solo gusti personali e molti dei nomi in calendario non li conosco (anch’io, in fondo, ho bisogno di Clamore).

I talk

Quest’anno per quanto riguarda gli incontri Clamore ha fatto le cose in grande. Si parte giovedì 29 a Ink Club con il Talk #1: “L’evoluzione della produzione musicale e la nuova musica d’autore”. Come si è evoluto il modo di produrre musica negli ultimi anni? La musica d’autore negli anni si è lasciata contaminare dai generi musicali più disparati. Come si differenzia dal cantautorato “classico” sia in termini di produzione che di contenuti?
Intervengono Fabio Dalè e Carlo Frigerio, in arte Mamakass, il duo di produttori che ha collaborato al grande successo di Coma_Cose. Oltre ai due anche Dimitri Sonzogni di Ink Club e Franz Barcella di Edoné / Nutopia.

Venerdì 30 a Edoné in Talk #2: “La musica quando non c’erano i social. Avviare un progetto musicale senza Spotify, Instagram, Facebook, etc.”. La gavetta sui palchi, la distribuzione fisica, la promozione cartacea funzionerebbero anche oggi? L’avvento della tecnologia ha migliorato o peggiorato la qualità della musica in Italia o nel mondo?
Intervengono: Luca “Cesareo” Civaschi (chitarrista di Elio E Le Storie Tese e produttore attivo dagli anni ’80); Dimitri Sonzogni di Ink Club e Franz Barcella di Edoné / Nutopia (in collaborazione con CESVI).

Sabato 31 sempre a Edoné il Talk #3 “La musica nel post pandemia: scena indipendente, produzione e distribuzione”. La pandemia ha rappresentato un duro colpo per tutto il settore musicale italiano e il suo indotto economico. A distanza di più di un anno dall’inizio delle chiusure, il settore riprende faticosamente ad organizzarsi, tra vuoti normativi e nuovi sviluppi. La musica indipendente e gli artisti più giovani sono stati sicuramente tra i più colpiti dal periodo. Come è cambiata la scena musicale indipendente? Come i canali di promozione, diffusione e distribuzione? Come possono giovani musicisti emergere in un contesto radicalmente mutato?
Intervengono Dimitri Sonzogni di Ink Club e Franz Barcella di Edoné / Nutopia, Elio Biffi (artista, musicista e tastierista dei Pinguini Tattici Nucleari), Federico Dragogna dei Ministri (musicista e produttore) e Andrea Laffranchi (critico musicale del Corriere della Sera). In collaborazione con Nuovi Suoni Live e Eppen.

Boccaleone

CESVI Onlus è partner dell’evento, mentre Eppen è media-partner. Tutto chiaro allora? E ricordatevi quel che diceva John Lennon: “La musica è di tutti. Solo gli editori pensano che appartenga a loro”.

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