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Sulle orme di Giovanni Simone Mayr e della sua scuola: Il «Salotto Musicale Bergamasco» in concerto ad Alzano Lombardo

Articolo. Venerdì 14 luglio, alle ore 20.45 presso la Chiesa di San Pietro Martire ad Alzano Lombardo, è in programma l’ultimo appuntamento della rassegna «Concerti: i salotti musicali». Protagonista del concerto sarà l’Ensemble «Salotto Musicale Bergamasco», fondato nel 2007 da Pierluigi Forcella. Il programma sarà dedicato ai compositori legati a Giovanni Simone Mayr e alla sua scuola

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Chi sono i compositori bergamaschi? Molti di noi potrebbero rispondere con il binomio Mayr – Donizetti. Senz’altro, ma ridursi a questo binomio per identificare una fitta rete di artisti che hanno reso Bergamo e la sua provincia un vero e proprio punto di riferimento per la musica europea è forse riduttivo.

Il «sottobosco musicale» - termine coniato e amato dal musicologo che più di tutti si è prodigato nella riscoperta di questo patrimonio, Pierluigi Forcella (1951 - 2018) - è davvero una ragnatela complessa, difficile da leggere e decodificare soprattutto per la difficoltà di reperire i materiali che la caratterizzano. La musica è senza dubbio fatta per essere studiata, analizzata, discussa, ma l’unica ed autentica strategia per far conoscere questi autori e le loro opere al vasto pubblico è sicuramente quella di eseguirla: i musicisti sono i veri messaggeri che sono in grado di trasmettere un repertorio nuovo con le loro esibizioni.

Ed è proprio all’insegna della “riscoperta” che la Fondazione «Giusi Pesenti Calvi» di Alzano Lombardo ha deciso di ospitare venerdì 14 luglio, alle ore 20.45 presso la Chiesa di San Pietro Martire (ingresso libero), l’Ensemble «Salotto Musicale Bergamasco», protagonista di un interessante programma dal titolo «La virtuosa scuola di Johann Simon Mayr». Il concerto sarà l’ultimo della rassegna «Concerti: i salotti musicali», realizzata dalla Fondazione insieme alla Scuola di Musica «Elia Astori».

L’Ensemble

L’Ensemble è composto da un piccolo gruppo vocale e strumentale (pianoforte, flauto e soprano) e la sua storia è interessante. Me ne parla Gianpietro Turani, flautista e membro del gruppo fin dalla sua fondazione: «La nostra Ensemble nasce nel 2007 come progetto di Pierluigi Forcella, il quale volle coinvolgere alcuni suoi ex allievi strumentisti per eseguire e poter promuovere pagine di compositori bergamaschi da lui stesso riscoperte». Nel corso degli anni in cui Forcella fu pianista del trio – fino al 2013, quando emersero i primi segni della malattia – molti furono i brani affrontati e arrangiati dallo stesso musicologo per il piccolo organico. Dopo la sua morte, l’Ensemble ha continuato sulla strada avviata da Forcella, presentando interessanti programmi finalizzati alla divulgazione del «sottobosco». Attualmente, il gruppo è formato integralmente da ex allievi del maestro di Villa d’Almé: Matteo Ranghetti al pianoforte; Gianpietro Turani, al flauto e Francesca Ravasio, soprano.

La «virtuosa scuola»

La storia musicale della città di Bergamo è indissolubilmente legata a due realtà: la Cappella Musicale della Basilica di Santa Maria Maggiore e le «Lezioni Caritatevoli», istituite nel 1806 dal compositore bavarese, ma naturalizzato bergamasco Giovanni Simone Mayr. Quest’ultima realtà, in particolare, ha permesso a tanti giovani talenti in difficoltà economica di poter imparare un mestiere – quello del musicista – e vivere delle proprie abilità: l’eredità di questa importante istituzione prosegue tutt’oggi con il Conservatorio «Gaetano Donizetti», erede indiscusso della scuola di Mayr.

Da questa importante ‘fucina’ sono moltissimi i nomi legati alla storia della musica: il più celebre allievo fu Gaetano Donizetti, ma non dimentichiamo anche molti altri, i quali non hanno avuto la stessa notorietà del “gufo” di Borgo Canale, pur possedendo grande talento.
«Il programma che abbiamo proposto – spiega Turani – prende il via dall’esperienza delle “Lezioni Caritatevoli” di Mayr e dalla sua prima scuola di allievi ed insegnanti, per poi proseguire con le generazioni successive che hanno studiato ed insegnato nell’Istituto Musicale “Donizetti” e nel successivo Conservatorio», un viaggio musicale indietro nel tempo, insomma, nel segno dell’eredità del ‘padre’ della didattica musicale bergamasca.

Il programma

Non si poteva non partire da Giovanni Simone Mayr (1763 - 1845) stesso, con il brano «Il Lauro», che apre il concerto. «Si tratta di una breve romanza per voce e pianoforte, semplice, riscoperta da un’antologia da Pierluigi diversi anni fa», spiega Turani. Il primo allievo di Mayr che fa comparsa nel programma è Giuseppe Manghenoni, compositore oggi quasi totalmente sconosciuto, di cui verrà eseguita una breve romanza anacreontica - genere letterario diffuso all’inizio dell’Ottocento di carattere bucolico - dal titolo «Guarda che bianca luna». Manghenoni appartiene al primo gruppo degli studenti delle «Lezioni Caritatevoli» nel 1806: «Fu compagno di studi di Donizetti, ma morì prematuramente senza riuscire a godere della fama sperata», mi racconta Turani.

Si prosegue con Giovanni Corini (1805-1865), allievo della scuola qualche anno dopo Donizetti. Dopo gli studi si sarebbe distinto come organista a Torino, lasciando molte composizioni per diversi organici, tra cui un «Adagio» “alla Marini”. «L’appellativo – sottolinea Turani – deriva dalla volontà di emulare, attraverso la musica, i gorgheggi del basso Ignazio Marini, celebre all’epoca di Corini».

Giungiamo a Girolamo Forini (1806 - 1876), oggetto di studio approfondito del musicologo Forcella. Forini fu insegnante di canto sia a Bergamo sia all’estero - in particolar modo a Monaco di Baviera, rimanendo però sempre legato alla sua città e al suo insegnante. Il brano proposto infatti – una «Preghiera» – risale al 1841 ed è stato composto in occasione del compleanno di Mayr: «In occasione di quella festa, ogni allievo di Mayr compose un brano in omaggio al loro maestro. Anche Donizetti lo fece, spedendo una propria composizione dalla Francia». Ed è proprio il compositore di Borgo Canale a fare la comparsa nel programma: il brano di Gaetano Donizetti (1797 - 1848) proposto è un tema che il compositore riutilizzò diverse volte - lo troviamo infatti come primo tema nel «Concerto per clarinetto» - in tonalità diverse, che in questa sede verrà eseguito al flauto con l’accompagnamento del pianoforte.

Primo oggetto di monografia da parte di Pierluigi Forcella, Matteo Salvi (1816 - 1887) nacque a Sedrina e fu anch’esso allievo della scuola di Mayr, negli ultimi anni in cui il maestro bavarese fu operativo. «Fu amico di Donizetti, del quale concluse l’opera “Il Duca d’Alba”, e fu protagonista a Vienna come compositore di musica sacra e direttore di teatro», precisa Gianpietro Turani. Salvi fu anche insegnante di canto, compose diverse opere e molte pagine vocali-strumentali, tra cui il brano che verrà eseguito nel concerto, «Invito in gondola» dal tema squisitamente veneziano e di forte sapore mayriano.

Saltiamo ora alle generazioni successive, come Emilio Pizzi (1861 - 1940), Mario Tarenghi (1870 - 1938) e Napoleone Maffezzoli (1860 -1932). Gli allievi del Pio Istituto Musicale «Donizetti» furono grandi artisti che fecero fortuna all’estero, come Pizzi e Maffezzoli, o si dedicarono con profonda dedizione all’insegnamento, come Tarenghi. Emilio Pizzi, dopo aver studiato sia a Bergamo sia a Milano, iniziò una brillante carriera tra Londra e gli Stati Uniti, ritornando in gloria in Italia per poi trascorrere gli ultimi anni a San Pellegrino Terme, dove compose il brano che verrà eseguito dall’Ensemble: una semplice «Ave Maria», frutto della più profonda maturità.

Insegnante di pianoforte a Milano, Mario Tarenghi è stato compositore e pianista, autore di molti brani destinati ad un pubblico dilettantistico diffuso nei salotti di fine Ottocento, di cui lo «Chant d’amour op.41 n°6» - in questo caso trascritto per flauto e pianoforte da Forcella - ne è uno splendido esempio.
Dagli Stati Uniti all’America Latina, con Napoleone Maffezzoli, allievo di Giovanni Bertuletti e Vincenzo Petrali a Bergamo. In qualità di compositore e direttore d’orchestra, riscuoterà un grande successo soprattutto in Sudamerica, dove passerà diversi anni della sua vita. Infatti, la composizione che verrà eseguita dall’Ensemble «Salotto Musicale Bergamasco», dall’esotico titolo «Yaravi», risale al periodo oltreoceano. «È una canzone nostalgica, di un amato / amata nei confronti di un amore ormai lontano», spiega Turani.

Con gli ultimi due brani proposti giungiamo al Novecento, affiancando un ‘dilettante’ (ma nel senso migliore del termine) ad un musicologo: Mario Testa (1925 -2004) e Pierluigi Forcella. Studioso di storia locale, docente e ricercatore, Mario Testa ha vissuto a Brembate Sopra: «Testa fu grande amico di Pierluigi Forcella, essendo anch’egli musicista, anche se dilettante. Le composizioni da lui scritte, tutte di carattere sacro, erano apprezzate e il brano che verrà proposto il 14 luglio, un “Salve Regina”, rispecchia uno stile semplice ed estremamente lineare». Non si poteva non concludere questo viaggio musicale, tra insegnanti, allievi e dilettanti, con una pagina dell’autore che ha permesso questa riscoperta: «Il brano di Forcella, “Pensieri naïves”, è stato scritto in origine nel 1996 come brano pianistico per poi essere rielaborato per flauto e pianoforte. È un brano che lui dedicò alla sua famiglia» conclude Gianpietro Turani, ricordando il proprio insegnante.

Pierluigi Forcella ha saputo raccogliere, insieme all’Ensemble «Salotto Bergamasco», un importante patrimonio musicale degno di essere proposto e posto all’attenzione di tutti, cercando di non limitarsi al binomio Mayr - Donizetti quando si narra la storia musicale della nostra città.

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