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deSidera è anche un’occasione per scoprire la bellezza bergamasca, fra santuari, castelli e antiche dimore

Articolo. Un appuntamento fisso dell’estate del nostro territorio. Non solo per il cartellone di titoli in programma, sempre di alto livello, ma anche perché permette al teatro di entrare e accomodarsi in spazi che sono veri e propri tesori naturali, artistici e architettonici

Lettura 5 min.
Basilica di Santa Giulia di Bonate Sotto (foto Barbara Mazzoleni)

Quando uno spettacolo teatrale è proposto al di fuori della sua sede consueta può succedere di tutto. Spesso è qualcosa di meraviglioso, come sa quasi certamente chi fa abitualmente parte del pubblico di deSidera. I luoghi, per gli organizzatori della rassegna, sono parte integrante e imprescindibile della bellezza scenica, e questo si nota dalla programmazione che, di anno in anno, punta i riflettori su angoli della bergamasca da valorizzare, scoprire e riscoprire. Ne abbiamo selezionato alcuni e ve li raccontiamo brevemente.

Chiostri e facciate di chiese a fare da cornice al palco

I chiostri, con le loro geometrie rigorose, spesso introducono in un mondo altro, anticamera di spazi nascosti, intrisi di misticismo. La loro magia, infatti, non manca nella programmazione di deSidera. Uno tra questi è quello del Centro Civico San Bernardino di Caravaggio, dove è andato in scena il 26 giugno “Mamma a carico. Mia figlia ha novant’anni”. Se questo luogo fa già parte della vita della cittadinanza – gli spazi oggi sono adibiti a biblioteca comunale, a un auditorium e sala espositiva, a sede di associazioni e a un curioso Museo navale – vale la pena di visitare questo complesso quattrocentesco che ospitava anticamente un convento e la chiesa annessa, decorata con affreschi del XV e XVI secolo, splendidamente restaurata.

Chiesa di Santa Croce a Gandino
(Foto Federico Buscarino)

Un altro chiostro, non troppo lontano, sfondo ormai abituale di svariati eventi teatrali e musicali oltre a quelli di deSidera, è quello del Centro Civico culturale di Treviglio, che accoglierà tre appuntamenti: “Anche i Santi hanno i brufoli” (10 luglio), “Puskás, chi?” (5 agosto) e “Romeo e Giulietta. L’amore è saltimbanco” (18 settembre). La vocazione scenica di questo luogo è dimostrata dallo spazio estremamente ampio e arioso, oltre alla sua natura culturale: negli spazi occupati anticamente da un gruppo di monache benedettine, oggi sono ospitati la biblioteca, il Museo, un auditorium.

A fornire delle spettacolari quinte, poi, non mancano le facciate di molte chiese sparse tra Bergamo e provincia, grandiose o modeste. Una tra queste è incastonata in un luogo raccolto e armonioso: nella piazza Santa Croce di Gandino si arriva percorrendo gli stretti vicoli del paese; davanti alla Chiesa col suo inconsueto portico, uno tra i luoghi di culto più antichi di Gandino, gli spettatori di deSidera potranno assistere allo spettacolo “Gesù figlio dell’uomo”, previsto il 17 luglio.

Ben più ampio, invece, il sagrato della Chiesa Vecchia di Almé, oggi sconsacrata, che ospita un dipinto attribuito a Palma il Vecchio, dove il 25 settembre andrà in scena “L’amore viene dopo”; mentre è di Lorenzo Lotto un’opera custodita all’interno della Basilica di Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo, chiesa particolarmente cara ai cittadini bergamaschi perché intitolata al loro patrono, nota per la svettante colonna al suo esterno (si dice che il Santo venne decapitato proprio qui). Proprio all’interno di questa splendida basilica a navata unica, impreziosita da quattro cappelle, deSidera porterà l’anteprima dello spettacolo “Il mormorio del vento”, il 17 settembre.

È invece un caratteristico campanile a svettare accanto alla Chiesa parrocchiale di Urgnano, che diventa un grandioso elemento scenico tanto quanto l’elegante facciata neoclassica. A prima vista il campanile può sembrare un faro, cosa che contribuisce a renderlo un elemento curiosamente teatrale; è invece la più alta torre in pietra d’Italia, di forma cilindrica, una sorta di Torre di Pisa urgnanese che farà da sfondo allo spettacolo “Happy Mary” sabato 28 agosto.

Non può mancare, tra i panorami teatrali di deSidera, una perla tra gli edifici storico-ecclesiastici della bergamasca, la Basilica di Santa Giulia di Bonate Sotto, dove il festival porterà due titoli: la replica di “Mamma a carico. Mia figlia ha novant’anni” andata in scena venerdì 2 luglio e “Vita nei boschi” sabato 24 luglio. Costruita intorno al XII secolo, per volere, racconta la leggenda, della regina Teodolinda, Santa Giulia è oggi una cappella cimiteriale. Se parte dell’imponente struttura originaria è andata perduta, il fascino della chiesa rimane del tutto intatto: alla tranquillità della zona immersa nel verde si associa il valore artistico e architettonico di uno splendido esempio dello stile Romanico in Lombardia.

I magnifici santuari, ovvero della contemplazione

Altro tipo di cornice per gli spettacoli di deSidera, forse ancora più favorevole all’immersione in un mondo contemplativo, sono i santuari. Alcuni tra questi sono edifici cittadini, in viali o piazzali che si frequentano quotidianamente; altri si nascondono tra boschi o in cima ai monti, formando un tutt’uno con la natura circostante, mantenendo nel tempo una genuina vocazione di luoghi da ricercare e raggiungere. Della prima categoria fa parte il Santuario di San Donato di Osio Sotto che venne costruito nel ‘600 ampliando e ristrutturando una chiesa preesistente a seguito di un voto per scongiurare la peste; e fu probabilmente da allora che San Donato divenne uno dei Santi protettori del comune. Dal ‘600 il santuario ha cambiato forma e struttura e oggi è ingentilito da filari di alberi. Ospiterà “L’amore viene dopo” il 6 agosto.

Santuario di San Patrizio a Colzate
(Foto Franco Irranca)

Altri santuari, invece, si raggiungono lasciandosi alle spalle cemento e palazzi. È il caso del Santuario della Madonna di Lourdes a Rosciano di Ponteranica: nel verde dei Colli, sul percorso verso la Maresana, appare questa curiosa grotta scavata nella roccia, dedicata alla Beata Vergine di Lourdes, fedele riproduzione del più famoso santuario nei Pirenei. Gli abitanti e gli affezionati conoscono bene questo luogo, anche grazie a una festa che si tiene ogni anno a tarda estate, con una tradizionale fiaccolata; chi non la conosce, invece, l’avrà scoperta venerdì 9 luglio, con “Vita nei boschi”.

Il 4 settembre sarà la volta del Santuario San Patrizio di Colzate. Antichissimo edificio abbarbicato su uno sperone roccioso, è oggi uno straordinario luogo da visitare, sia per il suo valore artistico che per il paesaggio che lo circonda, da ammirare dalla balconata panoramica. È proprio qui che tornerà in scena Margherita Antonelli con il suo “Secondo Orfea. Quando l’amore fa miracoli”, il 4 settembre (ne avevamo parlato l’anno scorso).

Luca Doninelli porterà il suo “Il Sogno di Giuseppe” pochi giorni dopo, il 9 settembre, in un altro sito che non ha bisogno di presentazioni: il Santuario della Cornabusa di Cepino, luogo amatissimo della Valle Imagna, come ha dimostrato la sua recente elezione a “Luogo del Cuore” FAI. Un appuntamento che può diventare un connubio tra natura, trekking e teatro: gli spettatori, infatti, potranno raggiungere il Santuario percorrendo uno dei sei percorsi inaugurati l’anno scorso grazie al lavoro del Comitato “Amici della Cornabusa”.

La forza evocativa dei palazzi signorili

Di tutt’altra atmosfera sono poi i vari palazzi ed edifici storici sede di spettacoli di deSidera. Anche in questo caso si tratta di luoghi simbolo della vita culturale del territorio, gioielli architettonici e storici, a volte non così facili da visitare, che aprono le loro porte agli spettatori del festival trasformandosi in sfondo ai momenti teatrali. Il Castello di Malpaga, dimora quattrocentesca di Bartolomeo Colleoni, ha accolto il pubblico per “Il cavaliere inesistente” venerdì 2 luglio. Lo spettacolo ha replicato il giorno dopo, sabato 3, a Palazzo Visconti di Brignano Gera d’Adda, baluardo del regno di Milano, splendida residenza nobiliare in stile barocco e secondo la leggenda Castello dell’Innominato. Per il pubblico innamorato di questa magnifica e inusuale sede teatrale, c’è la possibilità di tornare per assistere alla “Cantata profana” messa in scena da Gianmarco Bizzarri, il 28 agosto.

Una dimora ben più ritirata e meno imponente, il Castello di Valverde a Bergamo, ospiterà invece il debutto di “Lydia tra le nazioni” di Mara Perbellini, con la regia di Paolo Bignamini: un appuntamento particolarmente significativo perché la donna di cui narra lo spettacolo, Lydia Gelmi Cattaneo, prima bergamasca a ottenere la riconoscenza di “Giusta tra le nazioni”, visse parte della sua vita proprio in questa casa. Normalmente sede di eventi privati, quindi difficilmente visitabile, l’elegante edificio e il suo ampio parco apriranno le loro porte al pubblico il 14 e 15 luglio.

Sito deSidera Teatro Festival

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