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“Natura e Cultura”, il teatro (lento) fra parchi e fontanili

Articolo. Dal 18 luglio al 29 agosto a Brignano Gera d’Adda, Caravaggio, Misano di Gera d’Adda, Fornovo san Giovanni e Pagazzano cinque spettacoli teatrali immersi nel verde.

Lettura 4 min.
Ferruccio Filipazzi in Te le conto e te le canto

A Mondaino, in provincia di Rimini, nella Valle del Conca sul confine fra Emilia-Romagna e Marche, c’è L’arboreto. Un teatro-dimora completamente immerso nella natura, fondato nel 1998 all’interno di un bosco sperimentale di nove ettari, inaugurato nel 1990 con più di seimila piante e una casa contadina rimodernata per la guardia forestale, poi abbandonata e diventata alloggio per compagnie teatrali, di danza, progetti musicali sui generis. A L’arboreto gli artisti stanno in residenza per periodi di tempo utili a preparare nuovi spettacoli, che alla fine vengono proposti al pubblico.

L’arboreto di Mondaino

L’arboreto è un posto magico, un ecosistema dove la natura diventa cultura e il tempo, immerso nel silenzio, sembra rallentare. Da lontano pare un bacarozzo fermo in mezzo al bosco d’Appennino; dentro le quinte si aprono agli alberi, che creano un fondale naturale alle performances. Alla base c’è un’idea di teatro lento, o come dice il poeta Nino Pedretti sul sito de L’arboreto: “Bisogna che mi riabitui ai gesti lenti, all’attesa, alla pazienza. In questo laboratorio vivente, io sento trasferirsi in maniera tangibile e grandiosa l’astuto e silenzioso farsi della materia”.

Il teatro lento

Questa idea di teatro lento anima anche “Natura e Cultura”, la rassegna organizzata dal 18 luglio al 29 agosto a Brignano Gera d’Adda, Caravaggio, Misano di Gera d’Adda, Fornovo san Giovanni e Pagazzano, che nasce grazie alla collaborazione di Pianura da scoprire, Provincia di Bergamo e deSidera Teatro Festival.

Senza un teatro fisso come a Mondaino, ma con lo stesso desiderio di rendere connessi e in qualche modo intercambiabili la natura e la cultura, la rassegna vuole permettere di vivere i più affascinanti itinerari del Parco Cicloturistico della Media Pianura Lombarda attraverso il teatro. Del resto le cinque località coinvolte sono caratterizzate da un certo interesse storico, artistico e naturalistico. L’idea, come anticipavamo, è quella del teatro lento, cioè la possibilità di assistere a uno spettacolo all’aria aperta, per tutte le età, seduti nell’erba o su una coperta, in sosta dopo una passeggiata in bicicletta.

“Te le conto e te le canto”

Il primo appuntamento, domenica 18 luglio (ore 17) nel Parco del Santuario della Madonna dei Campi a Brignano Gera d’Adda, è con “Te le conto e te le canto” di Ferruccio Filipazzi, uno spettacolo di musica, canzoni e storie per stare insieme in allegria.

Ferruccio Filipazzi in Te le conto e te le canto

“Facciamo come quando eravamo piccoli che si prendeva una sedia, la si girava, e quella diventava una moto che sfrecciava veloce o un cavallo imbizzarrito da domare. E se mettiamo tante sedie in fila ecco il nostro treno tutti in carrozza! Dal finestrino, con gli occhi spalancati, possiamo ascoltare la storia di un bambino che, camminando sempre col naso all’insù, entra nelle pozzanghere e schiaccia le cacche, ma scopre anche che il cielo regala il volo degli uccelli, gli aeroplani e nuvole che giocano a trasformarsi”.

“Squàsc. Stòrie de pura”

Domenica 1 agosto è il turno di Masano, frazione di Caravaggio, presso il fontanile Vascapine (ore 17). In scena “Squàsc. Stòrie de pura” di Gianfranco Bergamini, con Lorenzo Baronchelli, Max Brembilla e Massimo Nicoli.

Squàsc. Stòrie de pura di Gianfranco Bergamini

Si tratta di un classico dell’Associazione Laboratorio Teatro Officina: “Streghe e spiriti che popolano le credenze tradizionali sono i protagonisti di queste storie di paura da cascina: sono il folletto (lo squàsc) dagli scherzi impertinenti e dalle trasformazioni imprevedibili, l’orco (ol magnàt) con la sua figura smisurata e minacciosa, il diavolo (ol diàol) con i piedi di capra e le corna, la donna del gioco (la dona del zöhc), una fata-strega accompagnata da un branco di animali e la caccia morta (la cassa mórta) una grossa cagna nera con gli occhi di brace. Storie di vera paura adatte a un pubblico adulto e a ragazzi coraggiosi”.

“Il Minotauro”

Il percorso continua a Misano di Gera d’Adda domenica 8 agosto dove Roberto Anglisani presenterà “Il Minotauro” nel Parco del Palazzo Comunale (ore 21.30). Testo di Gaetano Colella e regia di Maria Maglietta.

Il minotauro di Roberto Anglisani

“Ne Il Minotauro di Dürrenmatt, viene messa in evidenza la solitudine del diverso e il suo desiderio di incontrare l’altro. Dürrenmatt rinchiude il Minotauro in un labirinto di specchi creando per lui una finta moltitudine di minotauri che lo circondano, ma che lo rendono ancora più solo. Un altro testo, che ha ispirato il nostro lavoro, è il racconto di Borges, Asterione che ci descrive le reazioni della gente alla vista del Minotauro che è uscito dal labirinto, reazioni così violente e discriminanti che il Minotauro torna a rifugiarsi nella sua prigione”. La piece immagina “un incontro tra il Minotauro e Icaro ragazzino. I due si incontrano grazie ad un pallone lanciato per sbaglio nel labirinto dove Icaro vedrà per la prima volta ‘Il Mostro’ che tutti temono”.

“Gino Bartali. Eroe silenzioso”

Domenica 22 agosto sarà il turno di “Gino Bartali. Eroe silenzioso” nel Parco di Villa Nicoli a Fornovo San Giovanni (ore 17). Uno spettacolo di e con Federica Molteni per la regia di Carmen Pellegrinelli.

Gino Bartali. Eroe silenzioso di e con Federica Molteni

“Gino Bartali, a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30. Ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri del Duce, che vede in Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo... Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa. Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso”.

“Odisseo. Racconto di un’ePoPea”

Infine domenica 29 agosto nel Parco del Castello Visconteo di Pagazzano la rassegna chiuderà con “Odisseo. Racconto di un’ePoPea” con Carlo Decio che porta in scena la storia di Ulisse per la regia di Mario Gonzalez (ore 17).

Odisseo. Racconto di un’ePoPea” con Carlo Decio
(Foto Federico Buscarino)

“La guerra di Troia è finita ed Odisseo parte per Itaca, per riabbracciare sua moglie e suo figlio. Un viaggio epico durato 10 anni, in balia di venti e furie divine che lo spingeranno su terre incantate dove incontrerà Dei, Dee, messaggeri, esseri malvagi, popoli accoglienti ed altri ostili. Il viaggio di un uomo accompagnato da grandi passioni, terribili paure, immense gioie e straordinari momenti di pace. Uno spettacolo avvincente, godibile, divertente ed emozionante, adatto a viaggiatori di ogni età”.

Info

Gli spettacoli sono tutti a ingresso libero. Per accedere sarà chiesta la registrazione fornendo i contatti a tutto il pubblico presente prima di accedere all’area di spettacolo. In caso di pioggia improvvisa gli spettacoli si terranno comunque in luoghi al chiuso adiacenti agli spazi all’aperto.

Per informazioni: Tel. 0363.301452 mail: info@pianuradascoprire.it e sito: pianuradascoprire.it.

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