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La spontaneità del bene nelle Scatole di Natale di Bergamo

Articolo. Partita a inizio dicembre per portare un pensiero gentile alle persone in difficoltà, la versione bergamasca dell’iniziativa solidale ha coinvolto ben presto tutta la provincia, anche con la spinta di Superbergamo

Lettura 4 min.

Per chi è figlio degli anni Novanta come me, i libretti illustrati de “Il tuo primo libro” suoneranno piuttosto familiari. Si trattava di una collana di volumi per bambini dedicati agli argomenti più disparati: dal corpo umano alla natura, dal mare alle montagne, tra storia, scienze, matematica, musica, giochi e argomenti più disparati.

Fu grazie a uno di questi graziosi albi illustrati intitolato “Il tuo primo libro del Natale” che a otto anni feci per la prima volta la conoscenza di San Nicola, antenato del moderno Babbo Natale. Un vescovo nell’area bizantina che aveva la simpatica abitudine di distribuire ai meno fortunati le sue ricchezze e svariati regali. Generosissimo atto nel quale sarebbero da ricercare le possibili origini dello scambio dei regali nel giorno di Natale.

Questa idea di dono mi piacque tanto al tempo. E in questo anno fuori dalle righe, ritrovarla in modalità estesa e a due passi da casa mi ha restituito la stessa emozione sincera di quando ero bambina. Perché Scatole di Natale Bergamo è questo: un piccolo gesto capace di riunire in sé quella magia che nasce dal piacere di dare in modo disinteressato.

Dalla Francia a Bergamo e poi in tutta la provincia

In Italia l’iniziativa nasce in realtà a Milano, che a sua volta l’ha ereditata dalla versione francese delle Boîtes de Noël, le scatole di Natale per l’appunto. E quasi a voler dimostrare che non solo le cose negative hanno risonanza su larga scala (per fortuna), la notizia si è presto estesa a macchia d’olio nel resto della Penisola, dove città grandi e piccole hanno sviluppato la proposta localmente, estendendola poi alle provincie. Da cosa nasce cosa ed eccole approdare anche a Bergamo.

Ho scoperto dell’iniziativa su Milano abbastanza tardi, a inizio dicembre – racconta Francesca, ideatrice della versione orobica delle Scatole di Natale insieme a Erika e ChiaraMi è sembrata una cosa molto bella, così l’ho condivisa con altre amiche del paese e abbiamo deciso di portarla a Bergamo. Ci siamo date come obiettivo di portare alla Mensa dei Poveri almeno 150 scatole. Poi abbiamo deciso di creare anche la pagina su Facebook e da lì è nato tutto”.

Insomma quando si dice da cosa nasce cosa: al gruppo si uniscono anche Angelica e Corinne sul piano logistico e alla fine l’obiettivo viene superato. Ampiamente. “Non ci aspettavamo che le cose avrebbero preso una piega così rapida. Attualmente superiamo le 2000 scatole”.

Il progetto è infatti cresciuto in modo spontaneo, con l’adesione di molte altre realtà del territorio, per un totale di circa quaranta centri di raccolta. Lo scopo è semplice: portare qualcosa di buono alle persone che ne hanno bisogno e, in generale, a chi è in difficoltà dopo un anno particolarmente faticoso, creando dei piccoli pacchetti e consegnandoli nelle mani della rete di volontari, che per tutto il mese ha costellato i centri della provincia dalla pianura alle valli.

Forse è proprio la spontaneità dell’atto in sé il segreto di tale successo: “L’aspetto vincente è questo: si tratta di un gesto semplice, facile da realizzare e che manda un bel messaggio, come un biglietto nella bottiglia che non sai chi riceverà, ma attraverso cui la gente si mette in relazione”. Soprattutto però si tratta di una pensata “di tutti e per tutti, nata dal basso senza marchi o rivendicazioni di alcun tipo”.

Ad aiutare nella consegna e distribuzione, ritroviamo un’altra realtà che abbiamo imparato a conoscere durante lo scorso lockdown, Superbergamo: “Per fortuna da subito abbiamo contattato la rete di Superbergamo, che aveva già fatto attività analoghe e mosse da un pensiero simile a quello delle Scatole di Natale. Infatti hanno scelto subito di aderire all’iniziativa. Sono stati un grande aiuto, perché sono molto organizzati e sul pezzo, sempre disponibili e con un numero elevato di volontari su tutto il territorio”.
Arrivati così a meno da una settimana dal 25 dicembre, si è attivato un rush finale molto coordinato di enti, centri, realtà, negozi, scuole, asili, associazioni e comuni, che si occuperanno della distribuzione delle centinaia e centinaia di regali ricevuti fino a questo momento.

Nel frattempo, già si pensa al futuro: “Ci stiamo interrogando su come dare un rimando finale, ci piacerebbe fare un resoconto con un video o un comunicato per dare l’idea della portata che ha avuto la cosa. Poi in questi giorni stiamo pensando a come farla andare avanti anche in futuro, perché sarebbe bello ripeterla, strutturarla e mantenerla attiva”.

Tuttavia, se ancora non avete avuto l’occasione di consegnare il vostro dono è il caso di sbrigarsi: molti centri di raccolta chiuderanno già da questo fine settimana mentre il punto di raccolta al Maite resterà attivo fino al 23 dicembre. Per cui sarà meglio ripassare alcuni piccoli accorgimenti per non farsi trovare impreparati.

Corso accelerato per preparare la scatola di Natale perfetta

In primo luogo, assicuratevi di creare dei doni unisex, per rendere la distribuzione più semplice e immediata. Nel caso proprio non riusciste a scegliere dei contenuti adatti a tutti, niente panico: vi basterà specificare in un angolo del vostro pacchetto se sono destinati a un uomo o a una donna.

Definito questo aspetto, non resta che scegliere cosa inserire nella scatola. Anche qui, con alcuni accorgimenti da seguire. Cominciate da qualcosa di caldo: una cuffia, un cappello, una sciarpa, uno scaldacollo, una coperta morbida. L’accessorio può essere nuovo o usato, purché in buono stato ed è meglio che non preveda taglie e possa rendere subito più confortevoli le feste.

Largo poi alla dolcezza (altrimenti che Natale è?) inserendo qualcosa di goloso all’interno della scatola: biscotti, cioccolatini, dolci o qualsiasi altra delizia non deperibile, nuova e sigillata. E per quanto siano buoni la vostra crostata di mele o i vostri biscotti in pan di zenzero appena sfornati, lasciate stare: le cose fatte in casa non sono ammesse.

Completate il tutto con un prodotto per la cura della persona (rigorosamente nuovo) come bagnoschiuma, shampoo, creme per le mani, burrocacao e così via dicendo.

A questo punto, date il vostro tocco personale: scrivete un biglietto con i vostri auguri e un pensiero gentile. Coinvolgete figli, consorti, conviventi e coinquilini vari ed eventuali, lasciate spazio alla creatività e, perché no, anche alle emozioni sincere.

Ora è tutto pronto per essere impacchettato: dovete solo scegliere una scatola, incartarla e consegnarla presso i centri di raccolta ancora attivi, consultando la mappa disponibile sulla pagina Facebook delle Scatole di Natale Bergamo e chiamando i numeri indicati per verificare la disponibilità.

Pagina Facebook Scatole di Natale Bergamo

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