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«Bergamo Festival»: i destini dell’ambiente e della democrazia si incrociano al Monastero di Astino

Articolo. Il titolo della nuova edizione è «DESTINI INCROCIATI. Le sorti della Democrazia e il futuro del Pianeta». Nel corso di tre giornate, con un incontro alle 18 e uno alle 21, scrittori, sociologi, scienziati, giornalisti e politici condivideranno il palco per parlare dell’attuale situazione geopolitica, con la consapevolezza che la pace nel mondo non è più solo un’utopia astratta ma un’urgenza concreta

Lettura 4 min.
Manuel Vilas (foto Alex Gallegos)

«La democrazia è indispensabile per la transizione ecologica da cui dipende il futuro delle nostre esistenze?». È la domanda che Corrado Benigni, presidente di «Bergamo Festival», si pone nel presentare l’edizione 2022, l’1, 2 e 3 luglio al complesso monumentale di Astino. «Oggi più che mai promuovere cultura significa creare coscienza condivisa, perché si sviluppi una convivenza umana fondata sulla fraternità», ricorda don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo. La sua sembra quasi una risposta: la democrazia e l’ambiente sono due linee distinte che, nel panorama attuale, s’intersecano per fare in modo che una solida base istituzionale diventi il mezzo per la realizzazione di un futuro più sostenibile.

Venerdì 1 luglio

Il Festival si apre con una serata dedicata alla sostenibilità. Il primo incontro, dal titolo «Una causa sostenibile. La questione ambientale e le sue implicazioni concrete», alle 18, vedrà sul palco Giulio Boccaletti, esperto di sicurezza ambientale e risorse naturali a livello mondiale, e Sara Segantin, scrittrice e co-fondatrice di «Fridays For Future Italia». L’intervista verterà sull’attuale situazione climatica: giorno dopo giorno negli ultimi anni un numero di persone sempre maggiore ha preso a cuore la salute del pianeta e si è mossa con impegno verso la direzione di una vita sostenibile. È facile cadere in una visione utopistica e dimenticare l’importanza di azioni concrete e soluzioni pratiche, per questo gli ospiti proporranno strade sostenibili da percorrere in futuro. Modera Carlo Dignola, giornalista de L’Eco di Bergamo.

Alle ore 21 si terrà l’intervista dal titolo «Ambiente e imprese: una transizione sostenibile». Sulla scia dell’incontro precedente la cura del pianeta rimarrà al centro delle tematiche affrontate, ma in questo caso l’attenzione non sarà sull’individuo bensì sulle imprese e su come renderle green. Fra gli argomenti la decarbonizzazione, l’economia circolare e l’idrogeno verde. A confronto ci saranno: da una parte Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola attiva contro il cambiamento climatico; e dall’altra Marco Geneletti, responsabile dell’Energy Business Unit di Tenaris Italia, che da tempo si impegna a ridurre al minimo l’impronta ecologica dell’impresa. Modera Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia.

Sabato 2 luglio

Alle ore 18 Edoardo Novelli, professore all’Università Roma Tre, parlerà di «Talk Wars: la comunicazione politica in tempi di pandemia e di guerra». L’influenza che hanno i dibattiti televisivi sulla democrazia e come è cambiata la percezione dei talk show dopo l’arrivo in televisione di tematiche come il covid-19 e la guerra in Ucraina saranno al centro della sua riflessione. Che riguarderà anche la finalità autentica da parte dei media di creare un dialogo per far confrontare le idee nei dibattiti; oppure la tendenza ad essere diventati arene per spettatori-tifosi di una politica-spettacolo. Novelli sarà intervistato Giulio Brotti, giornalista de L’Eco di Bergamo.

Edoardo Novelli
(Foto Gianni Ansaldi)

Alle ore 21 ci sarà uno degli ospiti più attesi del festival, lo scrittore spagnolo Manuel Vilas nella serata «Raccontare mondi. La parola tra realtà e finzione». Nel 2018 l’autore ha pubblicato il libro «In tutto c’è stata bellezza» in cui, attraverso una splendida prosa e immagini in bilico tra realtà e finzione, propone una visione del mondo essenziale, basata sull’ironia intrinseca di tutte le tragedie. Lo intervistano Corrado Benigni e Gigi Riva, scrittore ed editorialista de L’Espresso.

Domenica 3 luglio

«Il cambiamento del modello di sviluppo inizia dal territorio locale» con Matteo Rossi, presidente del Distretto dell’economia sociale e solidale bergamasca, sarà l’incontro delle 18. Dal Social Forum di Genova del 2001 alla pandemia degli ultimi anni, Rossi – nel libro «Capovolgiamo le piramidi. Bergamo 2001 – 2021. Racconti e dialoghi per un altro mondo ancora possibile» (Lubrina Bramani Editore, prefazione di Walter Veltroni) – racconta di un pianeta ferito dalla crisi climatica e dalla guerra. In dialogo con lui Francesca Forno, Professoressa presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e don Massimo Maffioletti, Vicario Territoriale della Diocesi di Bergamo. Modera Diego Colombo, giornalista de L’Eco di Bergamo.

L’ultima serata del festival è dedicata alla crisi delle democrazie occidentali e alle condizioni di vita delle donne afgane. La possibile relazione tra i due elementi sarà affrontata nell’incontro «Come l’Occidente ha tradito le donne afgane». L’ospite attesissima di questa edizione di «Bergamo Festival» è Sahraa Karimi, una donna afgana, prima a conseguire il PhD in Cinema all’Università di Bratislava, docente universitaria, regista e sceneggiatrice. Dopo l’ascesa dei Talebani e la conquista della capitale di Kabul, avvenuta il 15 agosto 2021, Sahraa è dovuta fuggire in Italia. Nella giornata di domenica parlerà della sua esperienza e di quella di molte donne come lei con Alma Maria Grandin, Capo Servizio Rai Tg1, e Gigi Riva.

Fuori Festival

Non finiscono qui gli eventi di «Bergamo Festival», ma proseguono con ulteriori eventi nel calendario del «Fuori Festival». In primo piano ci sarà la mostra «Fear of Beauty», con le opere di cinque fotografe afgane – Mariam Alimi, Roya Heydari, Najiba Noori, Fatimah Hossaini e Zahra Khodadadi – che dal 30 giugno al 15 luglio mostreranno i loro scatti, ritratti di donne impegnate nelle attività quotidiane. La mostra simboleggia il desiderio d’indipendenza delle donne afgane, che attraverso l’arte e la cultura cercano la libertà in un paese in cui i divieti si fanno sempre più stringenti – mentre il numero di donne, vittime civili della guerra e vittime di violenze fisiche si fa sempre più alto. I loro scatti decoreranno il Quadriportico del Sentierone.

Ultima data del lungo calendario di installazioni, performance teatrali, mostre, proiezioni all’aperto, visite guidate e laboratori per i più piccoli sarà sabato 16 luglio dalle 16 alle 18, presso il parco della scuola dell’infanzia Leone XIII a Villa D’Almè, con il laboratorio «Tramandare storie…» per sensibilizzare al riuso e al consumo responsabile.

L’immagine di Bergamo Festival con il Planisfero politico di Emilio Isgrò

Nell’immagine ufficiale di questa edizione Emilio Isgrò cancella, com’è nel suo stile, tutti i nomi con cui chiamiamo i tanti luoghi del nostro pianeta. Sembra un modo per dire che non riconosciamo più il luogo dove viviamo. E che è proprio l’ora di tornare a occuparcene. Come fa «Bergamo Festival» 2022.

Info

Tutti gli incontri sono gratuiti e a numero chiuso. L’ingresso è con prenotazione sul sito bergamofestival.it.

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