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Riti, feste, devozioni e simbologie. Ad Ardesio torna «Sacrae Scenae»

Articolo. Il borgo dell’Alta Val Seriana torna a essere capoluogo della tradizione e della devozione popolare con la terza edizione di «Sacrae Scenae», festival e concorso cinematografico dedicato alla devozione e a tutto ciò che la ricerca del sacro provoca nelle comunità

Lettura 4 min.
Il profumo dei fiori di carta

Sarà una terza edizione di «Sacrae Scenae» “liberata” quella in programma da venerdì 26 a domenica 28 agosto 2022. Per la prima volta dalla sua nascita nel 2020, infatti, la rassegna organizzata da Vivi Ardesio con il Comune di Ardesio, la Pro Loco Ardesio e in collaborazione con la Parrocchia e la direzione artistica di Cinema e Arte, oltre al sostegno di enti e aziende, non dovrà sottostare alle restrizioni legate alla pandemia e potrà aumentare capienze e pubblico.

Per questo motivo l’edizione in programma a fine agosto sarà una sorta di «prima volta», arricchita dall’esperienza maturata nei due anni trascorsi che ha permesso al festival cinematografico dedicato alla devozione popolare di crescere e affermarsi anche in ambito internazionale. Non solo, questo terzo anno vede il raggiungimento di uno degli ambiziosi obiettivi degli organizzatori, ovvero la realizzazione ed inaugurazione (domenica 11.30), nel Museo MEtA – Museo Etnografico Alta Valseriana, della cineteca che accoglierà tutti i film giunti in concorso per poter stimolare, in futuro, la ricerca e lo studio sulla devozione popolare.

La terza edizione

«Quella che sta per arrivare è per noi l’edizione del consolidamento – racconta Fabrizio Zucchelli, presidente e ideatore di “Sacrae Scenae” –. Abbiamo ricevuto film da 30 paesi esteri e grande è stata la soddisfazione nell’aver presentato il 10 maggio a Roma, a Palazzo Madama, questa terza edizione». Cuore pulsante della manifestazione, infatti è il concorso cinematografico che vede in gara cortometraggi e documentari realizzati da professionisti e amatori, uniti dal racconto della devozione popolare e della ricchezza storica e sociale che questi riti manifestano in ogni parte del mondo.

I premi in palio

Quest’anno saranno 18 i film proiettati durante la tre giorni, corti medio e lungometraggi selezionati dalla giuria tra le 70 candidature ricevute. Circa 8 ore di proiezioni, dal più breve – un corto italiano di 3 minuti –al più lungo – un film italo canadese di 80 minuti – a cui si aggiungono due film fuori concorso. Diversi i premi che saranno assegnati durante la giornata conclusiva, dalla Giuria del Festival che decreterà il vincitore assoluto del Campanile d’Oro, una riproduzione del campanile del Santuario di Ardesio che sta diventando simbolo della rassegna. Tra i premi sono previste anche tre menzioni caratterizzate dal Campanile d’argento e il premio della Giuria Popolare.

Film in concorso

Sfogliare il programma dei film in concorso permette di compiere un vero e proprio viaggio del mondo, alla scoperta di provincie remote e affascinanti tradizioni poco conosciute. Il regista filippino Richard Soriano, per esempio, presenta l’ultima parata prima della pandemia della festività di Pagoda-Caracol, che si tiene la seconda settimana di ottobre per celebrare San Rosario in Dampalit nelle Filippine. La celebrazione inizia con la veglia del mattino, seguita da una processione lungo il fiume omonimo per quella che resta una delle feste fluviali più celebrate della metropoli. Il medio metraggio israeliano «Avatara», invece, esplora il culto dell’omonima dea in una valle remota. Per i seguaci, pastori e agricoltori lei è reale. Affamata e assetata di sacrifici li perseguita nei sogni, chiedendo la completa sottomissione sia come amica infantile che come madre punitrice. In questo mondo incantato, gli incontri con la Dea sono eventi transitori e per coloro che hanno la fortuna di vederla sono momenti di breve salvezza.

Altamente. La focara di Novoli tra liturgico e lisergico

Il regista Tom Sajewski, invece, parte dal Giappone. Il suo documentario «Shinto, the way of the kami» parla di una sacerdotessa e della filosofia fondata sulla gratitudine e la connessione con i kami, cioè l’energia della natura. Ma tanto spazio è dedicato anche all’Italia e alle sue tradizioni secolari. A Novoli, un paesino del Salento, dall’11 al 18 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate. In suo nome viene eretta una catasta di tralci di vite chiamata «La Fòcara» la cui altezza di 25 metri, nell’edizione 2014, ha battuto ogni record precedente. Il regista Gianni de Blasi ha documentato questa antica tradizione tra sacro e profano nel lungometraggio «Altamente. La focara di Novoli tra liturgico e lisergico». Di immigrazione italiana all’estero, invece tratta «Il profumo dei fiori di carta» del regista Emilio Corsari che racconta come, a Montréal in Canada, un’associazione di emigranti organizza la celebrazione del Santo Patrono del loro paese d’origine, Larino, in Molise, attraverso le storie dirette di chi ritrova così il legame con la propria terra.

Fuori concorso

Sono due quest’anno i film fuori concorso, le cui proiezioni sono in programma entrambe sabato 27 agosto. Il primo è un documentario di Girolamo Mancuso e Franco Scaglia sulle testimonianze di rituali magici collettivi nella società contadina italiana degli anni Sessanta del secolo scorso. Un percorso insieme storico e sociologico che parla delle cerimonie legate alla fertilità del mondo vegetale, del ciclo annuale o del cosmo, atti purificatori e propiziatori di ricchezza. In particolare «Rai, magia e società» si sofferma sulla evoluzione storica del Carnevale, dai Saturnalia romani fino alla Festa della Radica di Frosinone o allo storico Carnevale di Ivrea, dimostrando come l’originale significato magico-religioso si sia trasformato nel corso del tempo, pur conservando il carattere pagano, fino a perdersi in molti casi per ridursi a pura e semplice festività popolare.

Still life

Il pluripremiato «Still Life» di Uberto Pasolini, invece, è uno struggente racconto donchisciottesco sulla vita, l’amore e il post mortem che ha come protagonista il meticoloso e ossessivamente organizzato John May, impiegato comunale incaricato di trovare il parente più prossimo di coloro che sono morti in solitudine. Ve ne abbiamo parlato in questo articolo.

Il programma

La tre giorni di «Sacrae Scenae» inizia venerdì 26 agosto con un aperitivo inaugurale alle 19 seguito dal concerto «Musica in scenae» del pianista e compositore Corrado Rossi che propone un coinvolgente percorso attraverso composizioni originali che spaziano dal genere ambient, al sinfonico, al quartetto d’archi. A partire dalle 21.30, le proiezioni dei primi due cortometraggi in concorso. Sabato 27 agosto è la giornata più densa di proiezioni. Si inizia al mattino alle 10 con il convegno «Lo spirito del/nel cinema» con Domiziano Pontone in sala consiliare, proseguendo alle 12 con il concerto di Massimo Giuntini e Silvio Trotta presso il Rifugio Alpe Corte. Dalle 16 alle 18 e dalle 20.30 alle 23 sono in programma le proiezioni dei corto e lungo metraggi in concorso oltre a quelle dei film fuori concorso.

La domenica inizia con la Santa Messa celebrata in parrocchia seguita dall’inaugurazione della Mediateca al Museo MEtA di Ardesio dove saranno conservate e disponibili le copie di tutte le pellicole presentate nelle varie edizioni. Alle 14.30 sarà prevista una visita guidata al Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio, mentre dalle 16 alle 18 riprendono le proiezioni dei documentari in concorso. In serata, la premiazione sarà anticipata dal concerto di Desiree De Silva e Giovanni Colombo, in Cineteatro alle 18, mentre alle 19.30 il gruppo «Take it Voices» chiuderà ufficialmente la terza edizione del festival.

Tutte le proiezioni e gli eventi di «Sacrae Scenae» sono a ingresso libero e gratuito. Le proiezioni si tengono presso il cineteatro dell’Oratorio di Ardesio.

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